Recensione Teenage Mutant Ninja Turtles IDW

Tornano le mitiche Tartarughe Ninja in una serie nuova di zecca

Articolo a cura di
Marco Lucio Papaleo Marco Lucio Papaleo inizia a giocherellare sulle tastiere degli home computer nei primissimi anni '80. Da allora, la crossmedialità è la sua passione e sondarne tutti i suoi aspetti è la sua missione. Adora il dialogo costruttivo, vivisezionare le opere derivate e le buone storie. E' molto network e poco social, ma è immancabilmente su Google+.

Uno dei cartoni americani più amati degli anni '80/'90 è stato senza dubbio quello dedicato alle Tartarughe Ninja create da Kevin Eastman e Peter Laird: quattro rettili antropomorfi, sotto la saggia guida del maestro ninja Splinter, combattono senza sosta il crimine di New York e, in particolare, i ninja del Clan del Piede. Il cartoon era ricco d'azione e avventura, con personaggi accattivanti e tanto umorismo, e di fatto fece la fortuna di autori e realizzatori. Ma, per quanto la serie tv sia celebre, in pochi conoscono le vere origini del quartetto e hanno letto (soprattutto dalle nostre parti) i fumetti originali, che in molte cose si discostavano dalla serie animata.
L'idea originale, partorita come un omaggio ai film di genere e alle opere di Frank Miller (prime fra tutte le sue storie di Daredevil) era molto più violenta e caustica, e ha visto, oltre alla serie originaria durata dal 1984 al 1993, molte altre incarnazioni a fumetti. L'ultima tra queste è la versione IDW, pubblicata a partire dal 2011 e ora arrivata in Italia tramite Panini.

Il cambiamento è una costante

Nella serie (della quale in Italia sono usciti per ora i primi due numeri, il primo dei quali anche con cover variant o metallizzata) abbiamo il piacere di ritrovare Eastman come supervisore, mentre i testi sono affidati a Tom Waltz. Come primissima cosa, possiamo vedere che, sebbene si rivolga anche al pubblico giovane che li ha conosciuti e amati tramite le scanzonate serie animate, qui “si fa sul serio” e sebbene manchino i toni scuri delle prime versioni di certo non mancano quelli drammatici, con caratteri e inclinazioni originali delle tartarughe perfettamente riportati.
La storia riparte daccapo, come un vero e proprio reboot teso a cancellare ogni riferimento al passato (divertente e indicativa, in proposito, la frecciatina rivolta al mitico “Cowabunga!”) presentando anche nuovi personaggi e origini dei protagonisti diverse.
Il primo arco narrativo, diviso tra flashback della nascita dei cinque eroi e un presente in cui Leonardo, Michelangelo, Donatello e il loro Maestro Splinter sono alla ricerca di Raffaello, inavvertitamente divisosi da loro praticamente subito dopo la trasformazione da tartarughine e umanoidi, procede speditamente, tra battute sagaci e dubbi esistenziali sottesi. Tra i “volti noti” ritroveremo anche April O'Neil e Casey Jones, caratterizzati da nuovi background, mentre faremo la conoscenza con Old Hob (Vecchio Diavolo nella versione italiana), gatto antropomorfo a capo di una gang cittadina che ha un conto in sospeso con Splinter...

Teenage Mutant Ninja Turtles IDW Disegni dinamici, un character design dei protagonisti azzeccato opera di Dan Duncan e testi maturi (sebbene molte cose debbano ancora essere spiegate adeguatamente per risultare credibili) fanno dei primi due numeri delle nuove TMNT una lettura consigliata sia ai fan vecchi che ai nuovi. Più che discreta la versione italiana, meritevole quindi d'acquisto.