Recensione The Invisibles

Recensione della prima serie importante firmata Grant Morrison

recensione The Invisibles
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L'invisibile viene gettato su carta

Pubblicato dal 1994 fino al 2000 nella linea "DC for mature readers" (Vertigo), The Invisibles è una delle serie più acclamate e discusse dello scozzese Grant Morrison che per quest'opera si è avvalso di diversi disegnatori.

La serie racconta delle avventure di un gruppo di Invisibles, membri dell'Invisible College, organizzazione segreta che lotta contro l'oppressione fisica o psichica della razza umana grazie a mezzi come viaggi nel tempo, magia, meditazione e, quando necessario, grazie anche ad un uso smodato della forza fisica.

Il nucleo di Invisbles di cui seguiamo le avventure è composto da:
King Mob, capo del gruppo;
Lord Fannya, uno sciamano brasiliano transgender;
Boy membro del corpo di polizia di New York;
Ragged Robin telepate con un misterioso passato;
Jack Frost un giovane teppista di Liverpool che potrebbe essere la reincarnazione del Buddha.

I loro nemici sono gli Arconti, divinità aliene interdimensionali che già hanno schiavizzato la maggioranza dell'inconsapevole razza umana.
La serie The Invisibles è stato il primo titolo di una certa importanza affidato a Grant Morrison.

La trama in breve

Gli Arconti, una razza aliena non troppo benevola, da secoli manipola la civiltà umana umani grazie allo loro potere sulla politica e sui mass media.
L’unica speranza di una reale libertà per gli uomini è quella di una società carbonara che segretamente secoli fa ha iniziato la sua lotta per la riconquista di un arbitrio più libero: questi sono gli Invisibili.
Morrison si sofferma però a raccontarci solo la storia di una determinata cellula di Invisibili, quella più anarchica e violenta ovviamente, che sta andando incontro al 2012, l’anno cruciale dell’antico calendario Maya, esplodendo in una serie di avventure che sono un vero e proprio inno alla controcultura sia essa beatlesiana, punk o letteraria, come Say You Want a Revolution, Apocalipstick, Entropy in the U.K.,Bloody Hell in America,Counting to None, Kissing Mister Quimper, The Invisible Kingdom.

Ogni volume è poi infarcito di citazioni, omaggi e rimandi, in una linea narrativa atemporale che rimbalza di qua e di là (il primo numero della serie in realtà andrebbe letto come ultimo) ottenendo un'architettura narrativa complessa e distorta che fa appassionare enormemente il lettore o lo spiazza definitivamente, che poi in pratica è quello che Morrison fa da sempre con le sue storie.

Le verità invisibili di Morrison

Ma tutto ciò che riguarda the Invisbles è diventato mito, così come anche le dichiarazioni rilasciate da Morrison stesso sulla serie che tra il serio e il faceto ha rilasciato le sue verità.

Dopo un breve periodo di vendite iniziali molto incoraggianti la serie purtroppo andò incontro ad una crisi di vendite, facendo addirittura pensare a una sua chiusura anticipata. In tutta risposta Morrison stesso, in piena armonia con lo spirito della serie, suggerì di reagire con un wankathon nella speranza di aumentare magicamente le vendite.

Morrison poi, mentre stava lavorando alla serie, si ammalò seriamente e attribuì la colpa di ciò al fatto che stesse lavorando su una serie pesantemente collegata alla magia come questa e inoltre dopo la stesura finale affermò di essere radicalmente cambiato, di essere diventato una persona differente rispetto al Grant Morrison pre Invisbles.

In un'interivsta arrivò a confidare che la storia stessa gli fu racconta da alieni durante un rapimento mentre stava viaggiando verso Katmandu.

La terza e ultima serie doveva essere il conto alla rovescia per il nuovo millenio ma per motivi vari non fu possibile concludere la serie all'alba del nuovo millennio e così il finale di Invisibles venne pubblicato negli Usa con qualche mese di ritardo, ovvero nell'aprile del 2000.

Durante la pubblicazione della serie Morrison ebbe diversi problemi con la censura e si trovò ad apportare diverse modifiche ai dialoghi e alle scene originali.

Il team creativo

Se Grant Morrison ha scritto l'intero arco narrativo di The invisbles, la serie non ha mai avuto un regolare team di disegnatori.
Ogni arco narrativo è stato di fatto realizzato da un diverso artista.
Morrison si è avvalso della collaborazione di parecchi artisti fra i quali: Steve Yeowell, Jill Thompson, Phil Jimenez, Frank Quitely.

Ecco l'elenco completo:

1ma serie, numeri:

1-4, 22-24: Steve Yeowell
5-9, 13-15: Jill Thompson
10: Chris Weston
11: John Ridgway
12: Steve Parkhouse
16, 21: Paul Johnson
17-19: Phil Jimenez
20: Tommy Lee Edwards
25: Mark Buckingham

2nda serie, numeri:

1-13: Phil Jimenez ( il numero 9 ha visto Jimenez impegnato solamente al layout, mentre alle matite c’era Chris Weston, accreditato com "Space Boy")
14-17, 19-22: Chris Weston
18: Ivan Reis

Terza serie, numeri:

1: Frank Quitely
2: Steve Yeowell, The Pander Brothers, John Ridgway, Cameron Stewart, Ashley Wood, Mark Buckingham, Dean Ormston, Grant Morrison
3: Steve Yeowell, Rian Hughes, John Ridgway, Michael Lark, Jill Thompson, Chris Weston
4: Steve Yeowell, Ashley Wood, Steve Parkhouse, Philip Bond, Jill Thompson, John Ridgway
8-5: Sean Phillips
12-9: Philip Bond, Warren Pleece


Il cambio di stile, di parametro estetico, di impaginazione della tavola è servito a rendere Invisbles ancora pià Morrisoniano che mai.
In una serie come questa dove tutto ha un significato, andare a cercare tra le varie tavole le indicazioni di Morrison, possiamo dire che non è di certo un surplus.
Le diverse personalità artistiche degli autori hanno poi contribuito a spezzare narrativamente il magmatico blocco narrativo eruttato da Morrison contribuendo, non poco, ad ascrivere The Invisibles nella nicchia di serie cult dei comics.

The Invisibles Ogni qualvolta si tira in ballo questa serie ecco uscire fuori opinioni contrastanti. E se alcune delle teorie, dei complotti o delle situazioni che avete letto sugli Invisibili vi sembrano già viste, ricordate che la serie è precedente a X-Files e a Matrix (dove Morrison entrò in aperta polemica con i fratelli Wachowski!). Invisibles è una serie originale, claustrofobica, intelligente, caotica e come già detto prima è una bandiera della controcultura che è diventata Cultura. Prima o poi arriverà anche l'adattamento cinematografico, non disperate. Armatevi invece di pazienza e di portafoglio, cercate sui banchetti, alle fiere del fumetto, nelle vostre fumetterie preferite e su Internet perchè la serie è stata pubblicata in Italia dal 1998 al 2001 dalla Magic Press in un'ottima edizione. Mentre se masticate un po' di inglese vi sarà molto più facile reperire l'intera serie nei suoi classici paperback.