Recensione The Punisher: Franken Castle

Frank Castle, il Punitore, incontra il sogno onirico di Mary Shelley e si risveglia nei panni di Franken Castle.

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Un gioco di parole per un gioco al massacro

The Punisher: Franken Castle. Cosa si cela dietro a questo gioco di parole?

Facciamo presto a svelarvelo. Franken Castle è la storia dove Frank Castle (vero nome del Punitore) incontra, o per meglio dire, diventa Frankestein. Per chi è poco avvezzo a questo personaggio Marvel, recentemente giunto a nuova vita editoriale e non solo, ecco un breve riepilogo.

Il Punitore, la storia e quel che resta dell'uomo

Il Punitore fece la sua prima apparizione in un ormai mitico album dell'Uomo Ragno, nella collana americana The Amazing Spider-Man (prima serie) n. 129, scritto da Gerry Conway e disegnato da Ross Andru; e questo è uno dei pochi punti fermi del personaggio.
Veterano dell'esercito degli Stati Uniti d'America, impegnato in guerra (nella recente saga Born vediamo come sia stato in Vietnam), al suo ritorno alla vita “normale” si trova, assieme alla famiglia, nel posto sbagliato al momento sbagliato.
Finisce a Central Park nel bel mezzo di un regolamento di conti della mala. La moglie Maria e i figli Lisa Christie e Frank David perdono la vita. Frank viene creduto morto, ma non è così: una volta ripresosi la sua missione diventa una crociata personale contro il crimine e assume il nome e le vesti del Punitore (aka the Punisher) vendicando la sua famiglia. I suoi mezzi, violenti e letali, non sono però ben visti nel panorama super eroistico e così finisce con lo scontrarsi spesso e volentieri con due paladini dell'etica e della morale ovvero Devil e Capitan America.
Personaggio “underrated” o di serie B, vive ai margini dell'olimpo fumettistico nonostante qualche buon tentativo (vedi il Punisher War Journal di John Romita Jr. o altre interessanti Graphic Novel) fino alla svolta rappresentata dalla linea Max, dove gli autori possono sfruttare al meglio le caratteristiche di un personaggio borderline come Frank Castle e lo usano per avventure ai limiti del grottesco, su tutti Garth Ennis (autore di un ciclo indimenticabile).
Come tutti i personaggi Marvel resta coinvolto nella Civil War, dove è alleato con i ribelli per la lotta contro la registrazione finendo però per scontrarsi nuovamente con Capitan America. In Dark Reign, ha invece tentato di uccidere Norman Osborn sparandogli con un fucile skrull, ma non ci è riuscito per l'intervento di Sentry. Osborn lo mette in cima alla sua lista nera e Castle riesce a salvarsi solo grazie ad una nuova alleanza con un Henry, un hacker.
Osborn affida la pratica Punitore a Hood, il nuovo zar del crimine, in grado di far resuscitare i morti (già...) e riporta in vita tutti i super criminali uccisi anni fa dal Flagello (una vecchia saga Marvel), mandandoli contro Castle che non si fa troppi scrupoli a riproporre il massacro già compiuto tempo fa dal Flagello.
Morte dopo morte, scopriamo che il nuovo alleato del Punitore in realtà è il figlio di un suo vecchio arci nemico, Mosaico, e che Hood è in grado di riportare in vita la famiglia Castle, cosa che non viene accettata troppo bene da Frank.
Dopo il fallito tentativo di Hood, Norman Osborn decide di affidare il problema Castle agli agenti H.A.M.M.E.R.
In seguito a diversi scontri, Frank si trova tramortito in balia di Daken, il figlio di Wolverine, membro degli Oscuri Vendicatori ed ha la peggio.
Su ordine di Osborn, Daken decapita il Punitore e lo taglia a pezzetti per gettarne i resti nella spazzatura.
Questa è la strada che ci porta a Franken Castle, perché ovviamente non poteva finire così.

Il mostro, la paura, e il delirio

Nel mondo dei super eroi siamo abituati alle morti di diversi eroi e ai loro ritorni. Abbiamo visto i funerali di Superman, di Flash, il ritorno degli X-Men e Dallas e così via. Ma un personaggio privo di super poteri, un uomo normale come Frank Castle appunto, come avrebbe potuto far ritorno dall'aldilà?
Beh se non si hanno poteri c'è sempre la magia e l'arcano, avranno pensato in casa Marvel, in pieno monster revival (vedi the Monster Legion) e puntando sul paradossale e sul grottesco hanno deciso di collegare un super eroe “realistico” come il Punitore al mondo dell'Horror. I mostri dell'oscuro sottobosco Marvel sono in pericolo, minacciati da un antico cacciatore, e allora decidono di affidarsi al Punitore o a quel che resta di lui.
Il volume comincia infatti sull'isola dei mostri dove dei super soldati giapponesi stanno compiendo un mostruoso eccidio, che passa poi a New York, dove gli ominidi dell'Uomo Talpa stanno recuperando e trasportando nelle fogne i resti di Castle per portarli poi a Morbius, novello dottor Frankenstein, che ricuce il Punitore in pieno modello Mary Shelley.
Paradossale e oltre ogni limiti del sensato.
Così si presenta questa nuova avventura del Punitore, uno dei personaggi che ha trovato nuova vita editoriale proprio grazie ad un maggior realismo. Ma si vede che in casa Marvel avevano voglia di cambiamenti, e così hanno stravolto l'intero concetto del Punitore per riproporlo in chiave Horror. Franken Castle è un chiarissimo omaggio alle mitiche serie che apparivano sugli A.s.e. dell'editoriale Corno come i vari Dracula, Licantropus e company.
In queste pagine trovate tutti ma proprio tutti i vecchi mostri della Marvel (compreso quello che compariva sulla prima copertina dei Fantastici Quattro!). Omaggi a go go dunque, ed è un vero divertimento scovarli qua e là assistendo alla lenta avventura di un Punitore drogato (che per il suo bisogno di pillole ricorda tra l'altro un mostro Marvel sicuramente più recente, il soldato Nuke di Miller in Born Again).
Ora il Punitore è in un corpo grottesco e come andrà a finire?
Beh è chiaro che i cattivi dovranno sempre guardarsi le spalle, anche se magari stavolta sentiranno un po' prima il passo pesante degli zatteroni di Franken Castle.

Chi c'è dietro?

Chi si nasconde dietro cotanta pazzia?
Facile a dirsi; un team d'autori ai limiti della sanità mentale! Scherzi a parte, la Marvel ha affidato questo suo lavoro alle idee di Rick Remender e Tony Moore, che si erano fatti le ossa lavorando proprio sull'horror fumettistico.
Rick e Tony lavorano bene in coppia, riuscendo a rendere al meglio queste pagine strampalate. Come già detto hanno svolto un ottimo lavoro di recupero, in piena Marvel Nostalgia ma non solo. Remender riesce a risultare non banale rimanendo nei clichè dell'Horror, dallo scienziato pazzo al mostro in fuga, e sviluppa una trama architettonicamente classica, stravolta dall'inserimento di un personaggio fuori generis come Franken Castle e non poco.
Moore ha un tono fiabesco che ben si sposa con questa favola horror e ricorda un po' Art Adams a dire il vero.
Oltre a lui hanno collaborato diversi autori, ma sono da segnalare i dipinti di Dan Brereton che ricorderanno ai vecchi lettori Marvel le tavole di Joe Jusko, pennellate romantiche in uno storia gotica.

Punisher: Franken Castle Non è l'avventura da avere. E non è il solito albo per afficionados. E' un incrocio pericoloso destinato a scontentare o ad appassionare. Si fa leggere in maniera gustosa e apre scenari che fin da adesso ci lasciano interdetti. Come la sbroglieranno da qui in poi? Staremo a vedere. Per ora gustatevi questa avventura horror.