Recensione The Walking Dead

La solita "zombi story"? Decisamente sì, ma con quel qualcosa in più.

recensione The Walking Dead
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Quando ci proposero l'idea di recensire The Walking Dead, in occasione della messa in onda dell'attesissimo serial televisivo tratto da questo popolare Z comic, rimanemmo in verità abbastanza perplessi. In particolare chi vi scrive, da sempre diffidente verso questo genere di produzioni e, in generale, i cosiddetti "more of the same". Ci domandammo "come può un fumetto dalle tematiche ormai obsolete e abusate, come possono essere le storie di zombie, fare ancora presa sul pubblico?"

Con insofferenza, e un pizzico di svogliatezza, lo ammettiamo, iniziammo a leggere i primi numeri, se non altro per scrivere un articolo con un minimo di cognizione di causa che potesse soddisfare appieno il nostro preparato pubblico di lettori. Ben presto però, emersero le qualità che hanno portato The Walking Dead ad essere insignito di un Eisner Award come miglior fumetto, al recente Comic Con di San Diego.

Giorni perduti

Rick Grimes è il nostro protagonista; lavora come agente di polizia di stanza in una piccola cittadina del Kentucky, dove vive con la moglie Lori e il figlio Carl. Il fumetto si apre con Rick, insieme al compagno Shane, bloccati in una sparatoria innescata da un balordo; nel tentativo di aggirarlo, però, rimane gravemente ferito da una fucilata e cade in un profondo coma. Si risveglierà in ospedale, ma nessuno accorre dopo ripetute chiamate; con molta fatica si alza dal letto e indossati i vestiti va in cerca di qualcuno, senza però alcun risultato, l'ospedale sembra deserto. Esplorando ancora viene finalmente a conoscenza dell'orribile verità, trovandosi di fronte una distesa di cadaveri circondati da altrettanti cadaveri... che camminano; esattamente, tutti sono inspiegabilmente diventati degli zombi affamati di carne. Sconvolto e terrorizzato, Rick fugge dalla struttura, per ritrovarsi in un ambiente completamente devastato. Preoccupato per la sua famiglia, corre a casa, trovandola vuota. Sarà l'incontro con Morgan Jones a chiarire la situazione: i motivi dietro alla comparsa dei morti viventi rimangono un mistero, ma prima che i media smettessero di trasmettere, venne dato il messaggio di cercare riparo nelle grandi città, per dar modo al governo di proteggere al meglio i superstiti. Con rinate speranze per la sorte dell'amata famiglia, Rick si prepara per dirigersi verso Atlanta, recuperando una volante e delle armi; il viaggio sarà piuttosto tranquillo, e finalmente giunto a destinazione ritroverà i suoi cari, in compagnia del collega Shane, e di alcuni sopravvissuti. I giorni a venire saranno un susseguirsi di situazioni che per ovvi motivi non vogliamo anticipare, ma sappiate soltanto che le difficoltà si superano rimanendo uniti facendo gioco di squadra, Rick questo lo sa molto bene, e farà del suo meglio per scampare ai molti pericoli che questa odissea gli parerà davanti.

Parola di Robert Kirkman

Così scrive l'autore, nell'introduzione al primo numero, che ci siamo permessi di riassumere nelle sue parti salienti: "Non è mia intenzione terrorizzare nessuno. Se ciò avverrà ugualmente, a causa della lettura di questa storia, allora va bene, ma davvero... questo non era ciò che avevo in mente. Quello che tenete ora tra le mani è la cosa più seria che mi sia capitato di fare nella mia carriera di scrittore. [...]A mio parere, i migliori film di zombie non sono quelle feste splatter di violenza sanguinolenta, con personaggi ridicoli e battute idiote. Un buon film di zombie riesce a farci vedere come siamo messi male, mette in discussione sia il nostro ruolo nella società sia quello della nostra società nel mondo. [...]Con The Walking Dead intendo indagare i modi in cui le persone reagiscono di fronte alle situazioni estreme e come ne escono cambiate. È questo il mio scopo sulla lunga distanza. Con il tempo, vedrete il personaggio di Rick mutare e maturare al punto che quando vi guarderete alle spalle finirete per non riconoscerlo più. Spero che vi piacciano i racconti epici, perché è proprio ciò che ho in mente per questa storia. Tutto in questo libro tende a mostrare la naturale progressione degli eventi che ritengo si verifichino in situazioni di questo tipo. È un'opera molto incentrata sui personaggi. Il modo in cui questi personaggi raggiungono una determinata meta è molto più importante del fatto che la raggiungano. [...]Quindi, se quanto leggerete vi terrorizzerà... benissimo, ma questo non vuol essere un fumetto dell'orrore. E con ciò non intendo affatto sminuire l'importanza del genere. Lungi da me l'idea... È solo che la strada che intendiamo percorrere è differente. Ci interessa di più osservare come Rick riuscirà a sopravvivere, piuttosto che stare a vedere quanti zombie riusciamo a far spuntare da dietro l'angolo per spaventarvi. Spero davvero che siate con me in questa cosa." E ancora: "[...]La cosa che odio di più nei film di zombie è la fine. Mi resta sempre la curiosità del cosa succede dopo. Anche quando tutti i personaggi muoiono... vorrei che la storia proseguisse. È come se guardassi una fetta della vita di una persona e poi, ad un certo punto, sul più bello, il tizio che ha le redini del film finisce per annoiarsi. Per i film di zombie è quasi sempre così: impariamo a conoscere il personaggio, seguiamo le sue avventure e poi BOOM, appena le cose cominciano a farsi davvero interessanti... ecco che iniziano a scorrere quegli odiosi titoli di coda. L'idea che c'è dietro a The Walking Dead è quella di seguire il protagonista, nel nostro caso Rick Grimes, fino a che sarà umanamente possibile farlo. Voglio che The Walking Dead sia una cronaca di anni e anni della sua vita. Non dovremo mai domandarci cosa succederà a Rick in seguito, perché, semplicemente, lo vedremo accadere. The Walking Dead sarà il film di zombie che non finisce mai."
Parole che ci sentiamo di condividere in pieno; il genere dei cosiddetti Z movie funziona quando i personaggi hanno un accurato spessore psicologico, che ce li fa apparire reali e coerenti con le situazioni estreme che affrontano, il cadavere ambulante è solo un pretesto, deve fare da sfondo, da miccia che fa esplodere la storia. Altrimenti, tutto si appiattisce riducendosi a sangue che schizza per un'ora e mezza; intendiamoci, non è un male, ogni tanto lo splatter della situazione ci può anche stare, ma mai come per altri generi, la caratterizzazione dei personaggi è il punto focale. The Walking Dead centra in pieno l'obiettivo che Kirkman si era prefissato, e se vorrete recuperarlo siamo certi che vi troverete pienamente d'accordo.

The Walking Dead In definitiva, The Walking Dead è la solita storia di zombi, ma si distingue per l'ottimo lavoro svolto nello sviluppo dei personaggi. Quello che importa veramente è come si evolvono psicologicamente di fronte alla forte situazione di stress cui sono sottoposti, ed è questo che tiene incollati alle pagine. Il prezzo, conveniamo, può essere un forte deterrente, ma vi consigliamo caldamente di dargli una possibilità, magari potrà farvi cambiare idea, come è successo con noi.