Recensione Time Of Eve

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recensione Time Of Eve
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Time Of Eve è uno dei migliori esempi di original net anime, ovvero di anime concepito fin dall’origine per una distribuzione in streaming in rete. Il suo autore Yasuhiro Yoshihura si trova con questo titolo alla sua terza prova alla regia, dopo aver conseguito non egregi risultati in Aquatic Language e nel forse sopravvalutato Pale Cocoon. Qui in Italia l’anime sta venendo distribuito, ovviamente on-line, sotto l’ala di Mtv che ne ha affidato l’adattamento con sottotitoli a Gualtiero Cannarsi. Attualmente la serie si è conclusa in Giappone ( la sesta e ultima puntata è stata rilasciata lo scorso 18 settembre ) mentre su mtv sono disponibili i primi 4 episodi. È giunto il momento di una nostra recensione!

The Time Of Eve

In un futuro non troppo lontano l’uso degli androidi è diventato cosa comune, essi sono ormai indistinguibili dagli umani se non per un anello visibile sulla loro testa. Alcune persone però, dato il loro aspetto umano e per colmare una propria carenza affettiva, si affezionano a loro sempre più tanto che ciò sta diventando un problema sociale per la risoluzione del quale è stato anche creato un comitato etico. Rikuo, liceale che usa molto i robot ma è lontano mille miglia dal considerarli come esseri dotati di sentimenti, trova tutto a un tratto insoliti e quasi umani alcuni atteggiamenti appena percettibili del suo androide Sammy. Indagando su di lui ( o lei, dato che ha aspetto femminile ? ) scopre che frequenta un particolare locale denominato The Time Of Eve, al cui interno vige la speciale regola di abolire ogni distinzione tra umani e robot. Da ciò la scioccante constatazione che delle tre leggi di robotica conosciute a memoria nessuna riguarda, e quindi neppure comanda, possibili manifestazioni della personalità come ad esempio il mentire o l’essere gentili al di là della cortesia rituale.

Are you enjoying it ?

1 - Un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, un essere umano riceva danno.
2 - Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non contravvengano alla Prima Legge.
3 - Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché questa autodifesa non contrasti con la Prima e con la Seconda Legge.

Il nostro anime prende le mosse appunto da queste tre leggi e dalla considerazione che in esse non ci sia nessuna prescrizione relativa alla regolamentazione della personalità in un robot, cosa che a prima vista porta a pensare alla inesistenza di questa ma che in questo titolo conduce ad ammettere che i robot possono di certo farsi una propria coscienza, e dunque sperimentare i vari movimenti passionali di una normale psiche. È chiaro che in Time Of Eve a differenza di Ghost In The Shell, col quale il paragone è obbligatorio ma soprattutto utile ( opposita iuxta se posita magis elucescunt! ) , le considerazioni sulla coscienza dei robot più che partire da basi rigorosamente logico-filosofiche si fondano su una irrazionalità del sentimento/passione.
La cosa d’altronde è ben ragionata e, continuando questo confronto, ne coglieremo meglio la buona riuscita. Va detto per premessa che in entrambe le opere ( di G.I.T.S intendiamo il primo film di Oshii, certamente il prodotto migliore tra anime e manga ) il contenuto non si esaurisce di certo nella speculazione fantascientifica ma offre il suo meglio nell’indagine dell’uomo.
In G.I.T.S. la maggiore potenza filosofica era appropriata perché si conduceva un’indagine sullo sviluppo dello spirito dell’uomo, sulla sua presa di coscienza nel corso della crescita. Nel marionettista che prende coscienza di sé, presente anche nel fumetto, Oshii, almeno questa è la nostra impressione, volle innestare la metafora dell’uomo che si autodefinisce con la crescita e con una totale presa di coscienza del proprio essere ( si veda la citazione biblica finale, non presente nel manga, e la si confronti con i temi ricorrenti di Oshii ).
In Time Of Eve la riflessione s’incentra invece su i rapporti interpersonali e pertanto l’assenza di una tale elevatissima tensione di angosciata ricerca filosofica dell’Io non deve essere presa come una mancanza bensì come l’appropriato che è bello: s’addice infatti molto più alla serie il riconoscimento della personalità dei robot tra imbarazzo e confusi sentimenti, la reazione propria di un rapporto interpersonale, non certo d’una solitaria e aspra ricerca di sé.
Potevamo chiudere qui, ma spendiamo anche due parole su questi rapporti interpersonali sui quali ci si focalizza. In primis va detto che essi sono di varia natura e pertanto abbiamo ritenuto meglio individuare il loro attributo comune piuttosto che lanciarci in una arbitraria analisi. Il comune è la crescente incomunicabilità che pare aumenti nella società del nuovo millennio, come pure un’insensibilità che sembra dilagare sempre più in luoghi in cui il colore della vita è costantemente il grigio. I temi sono certamente banali ma, accoppiati a considerazioni a-epocali sull’amore e proposti con discrezione in un totale di manco 2 ore complessive di anime, non stancano mai e allietano molto con una speculazione leggera ma per nulla vacua.

Time Of Eve Time Of Eve è una delle più piacevoli sorprese dell’animazione recente, il suo discreto ma non superficiale scavo dei personaggi, il suo passo leggero ma perspicace sulla loro sentimentalità, è certo un’esperienza da non buttare via. Fosse stato pubblicato in dvd ve ne avremmo consigliato indubbiamente l’acquisto, vederlo in streaming è un obbligo verso se stessi!