Recensione To Love-Ru

Direttamente dalle pagine di Shonen Jump, il nuovo fenomeno harem dell'autore di Black Cat!

Articolo a cura di

Testi a cura di Miro Brogi

To Love-Ru è, insieme a Black Cat, il più famoso manga di Kentaro Yabuki. Rientra di prepotenza nella categoria delle commedie scolastiche ecchi, che dai tempi di Love Hina erano diventate un genere decisamente di nicchia. Con la conclusione della pubblicazione in Giappone (avvenuta il 24 Agosto 2009) e l'inizio della nuova serie, To Love-Ru Darkness, su Shonen Jump, la casa editrice Star Comics ha finalmente deciso di portare quest'opera in Italia.

Lam... Ehm, volevo dire... Lala!

La storia parte secondo i canoni classici del genere: ovvero con il protagonista, Rito Yuuki, un comunissimo studente al primo anno di liceo, che cerca in tutti i modi di confessare il proprio amore alla bella Haruna Sairenji. Un giorno, però, il povero (o fortunato) Rito si vede sbucare dalla vasca da bagno una ragazza bellissima completamente nuda che dice di chiamarsi Lala, in fuga da due misteriosi e fortissimi inseguitori.
Lala però non è una comune fanciulla: è infatti la principessa del pianeta Deviluke, scappata di casa per sottrarsi alle pressanti avanches dei numerosissimi aspiranti al trono che ogni giorno chiedevano la sua mano.
Ritrovatosi all'improvviso ad aiutarla, Rito darà prova di un coraggio e un'audacia a lui fino a quel momento sconosciuti, conquistando senza volerlo il cuore della bella extraterrestre, che lo sceglierà come suo futuro sposo, decidendo addirittura di trasferirsi a casa sua. Rito tuttavia, è perdutamente innamorato della bella Haruna, ma Lala non ha alcuna intenzione di arrendersi e, dopo essersi iscritta alla stessa scuola dei due, inizia a combinarne di tutti i colori per convincere il suo amato a sposarla.
La testardaggine della principessa inizierà così a attirare un'infinità di guai, che ovviamente ricadranno tutti su Rito, ormai considerato da tutto l'universo il futuro Re di Deviluke. I numerosi aspiranti al trono non si daranno certo per vinti e inizieranno ad attentare alla vita del nostro povero protagonista, che da quel fatidico giorno non sarà più la stessa.

Malizia dallo Spazio

To Love-Ru è a tutti gli effetti quello che si potrebbe considerare l'harem scolastico per antonomasia. Le situazioni piccanti farcite di fanservice infatti si sprecano, in maniera tutto sommato anche piuttosto esplicita rispetto a quanto ci si sarebbe aspettato qualche anno fa (sebbene recentemente, opere quali Queen's Blade ci abbiano abituato a spettacoli più sbilanciati verso l'hentai che al fanservice). L'intera vicenda non brilla certo per originalità, come è norma che avvenga in questo genere di manga, laddove più volte la trama andrà ben oltre il già visto, arrivando a toccare quasi il plagio (aliena procace, disinibita e bizzarra che sceglie come suo sposo un umano qualsiasi dopo che se ne innamora scoprendone i suoi lati più nascosti, esattamente come fece Rumiko Takahashi con Lamù nel lontano ‘78), ma nonostante ciò l'autore riesce a infondere magistralmente nell'opera un suo tocco personale, rendendola nei capitoli seguenti un'opera originale e frizzante.
Lo stile è eccelso, moderno e pulito, ed è forse la chiave principale del successo che quest'opera ha avuto in madrepatria (venne infatti pubblicato addirittura su Shonen Jump). Del resto, Kentaro Yabuki aveva già avuto modo di affinare la sua tecnica personale in Black Cat, che ancora non raggiungeva la perfezione del tratto che invece troviamo in To Love-Ru.
I dialoghi sono semplici e chiari grazie alla sceneggiatura di Hasemi Saki, storico collaboratore di Yabuki, che riesce a gestire situazioni anche piuttosto ingarbugliate nel più semplice dei modi, affinchè la lettura non risulti pesante o di difficile comprensione, venendo meno allo spirito frivolo e divertente del tutto.

To Love-Ru Come detto sopra, To Love-Ru non è certo un manga che brilla per originalità o per complessità della trama, bensì che cerca di appagare il lettore con maliziose situazioni stracolme di belle ragazze discinte, senza mai cadere però nella volgarità. Divertente e ben caratterizzato, non mancherà di soddisfare tutti gli appassionati del genere, riuscendo anche a distaccarsi dalla classica concezione di “fumetto per ragazzi” tipica di Shonen Jump per virare su qualcosa di un pochino più elaborato, ma sempre soft. Se invece si vuole qualcosa dello stesso genere, ma con una venatura più romantica (magari anche per un pubblico femminile) consigliamo le sempreverdi opere di Masakazu Katsura o di Mizuki Kawashita.