Recensione Tokyo ESP

Panini porta in Italia poteri ESP dal Giappone!

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Nuovo venuto di casa Panini per la sezione Planet Manga è l’ultima opera di Hajime Segawa, reduce del controverso Ga-Rei. Parliamo, naturalmente, di Tokyo ESP, opera iniziata nel settembre 2010 per la rivista Shonen Ace della Kadokawa Shoten, la cui serializzazione è ancora in corso e della quale sono stati pubblicati sinora sei tankobon in patria. Giunto nel BelPaese grazie alla casa modenese, viene proposto nelle fumetterie al conveniente prezzo di lancio di 1,99€. Iniziamo senza indugi l’analisi del contesto e delle tematiche introdotte dal mondo e dai personaggi frutto della mente del succitato mangaka.

Il manga inizia presentando una giovane ed avvenente teenager la quale, appena destatasi dal suo sonno, ha appena il tempo di accorgersi di essersi assopita con la divisa scolastica ancora indosso, iniziando a cadere attraversando tutti gli oggetti a lei sottostanti.
Trapassando letteralmente letto, solaio e vestiti viene catapultata dunque sulla tavola dell’inquilino sottostante, che si ritrova una portata a base di “carne fresca” servita su un piatto d’argento.
Sconvolta per l’accaduto la giovane scappa chiedendo scusa, tornando nel suo alloggio al piano di sopra.

Già da queste prime battute possono essere trovate, da un occhio fin troppo pignolo, talune imprecisioni di fondo (perché alla ragazza restano indosso solo mutandine e reggiseno? Perché non prosegue la sua caduta?) delle quali però preferiamo non discutere perché probabili scelte stilistiche dell’autore e della casa editrice.
Presa dal panico la giovane chiama il padre chiedendo aiuto; quest’ultimo, infervorato dalle invocanti urla d’aiuto della figlia, prende a correre per le strade di Tokyo. Contestualmente a tutto ciò la protagonista Rinka incontra un giovane, il quale inizia a contestualizzare tutte le stranezze avvenutele fino a quel momento.
La sera precedente infatti nei cieli della metropoli un branco di pesci spiritati ha iniziato a svolazzare inseguiti da un pinguino anch’esso libratosi in cielo.
Rinka, spiega il ragazzo, aveva iniziato a inseguire il branco, il quale ad un certo punto la attraversa come potrebbe fare solo un fantasma; da questo contatto la ragazza ottiene i suoi nuovi poteri.
Proseguendo nella storia Rinka viene così a conoscenza del suo nuovo potere ESP: l'attraversamento della materia. Insomma la capacità di attraversare a proprio piacimento qualunque oggetto animato e non, biologico e non.
Ovviamente questo risveglio di poteri extrasensoriali non compete la sola e sventurata protagonista ma anche il giovane di nome Ken che le ha spiegato la situazione contingente...e probabilmente anche molte altre persone.
Come è ovvio la storia prosegue spiegando qualche altro dettaglio in merito ai poteri, senza fornire alcuna precisazione sulla loro provenienza effettiva e la loro natura, e presentando ai due ragazzi altre persone provviste di altrettanti poteri, non sfruttati a fin di bene.
Nell’arco dei primi capitoli, la situazione viene a stabilizzarsi conferendo ai due il ruolo di paladini della giustizia, contrapposti ad una organizzazione con il solo scopo apparente di arricchirsi sfruttando le loro nuove capacità.

I temi trattati, per ora, non sono di certo i più originali, e l’idea del supereroe è un qualcosa di tipicamente made in USA e che quindi poco si riesce a sposare con la concezione manga "classica".
I poteri ESP di per se potrebbero essere una bella trovata, ma come autori bisogna essere in grado di sfruttarne gli aspetti positivi, cercando di non cadere nel banale e nello scontato.
Purtroppo allo stato attuale delle cose queste peculiarità non sono per nulla sfruttate.
Il manga soffre di evidenti cali di mordente. I pochi segreti messi sul piatto finora non sembrano abbastanza interessanti e le scenette comiche inserite ogni tre vignette non sempre sono azzeccate e di buon gusto.
Inoltre ci sentiamo di criticare leggermente il forte stampo shonen 'puro' che la produzione prende verso la fine del volume. Oramai tramutare un'idea interessante di fondo in shonen è ciò che più spesso si vede fare con serie che non riescono a tenere alta l’attenzione e che rischiano altrimenti di perdere lettori.
La caratterizzazione dei personaggi, infine, non sembra colmare quel vuoto lasciato dalla trama in quanto essi si presentano a tratti banali e stereotipati caratteristiche che coinvolgono persino la controparte antagonistica della situazione.

Per quanto riguarda il comparto puramente tecnico si rileva una voluta imprecisione di fondo nelle tavole dei personaggi, che cozza con la precisione degli scenari; questo effetto per quanto caratteristico alla lunga inizia a stancare il lettore il quale dovrà spesso sorbirsi faccine comiche anche dove non desiderate.
Nonostante questo, quando si parla di primi piani e precisione, l’autore sa dar forza alle proprie immagini, riuscendo anche ad essere incisivo in talune espressioni facciali; purtroppo lo stesso non si può dire per le sezioni d’azione dove il movimento non sempre è reso al meglio in quanto vittima di effetti e retini in quantità estremamente elevata che ne inficiano una immediata comprensibilità e ne riducono l’impatto desiderato.
L’edizione propostaci dalla Panini è tra quelle peggio escogitate nel corso degli ultimi anni.
Forte di una nuova linea editoriale che, grazie ad un prezzo dell’albo di 4,50€ una volta esauritosi il periodo 'promozionale', fornisce una rilegatura davvero ottima e robusta ed una carta molto più spessa ma che presta il fianco ad una serie di difetti non irrilevanti per gli appassionati del genere.
Innanzitutto la stampa è spesso imprecisa e presenta una tipologia d’inchiostro che resta sulle dita del lettore in quantità industriale (alla fine della lettura avrete una copia esatta dell’albo sui polpastrelli: assicurato!). In secondo luogo, la carta, pur essendo più spessa e resistente presenta un colorito scuro tipico del riciclaggio ed un odore non propriamente positivo.
Infine la copertina risulta essere di un cartone scadente e poco resistente all’usura (senza contare le numerose copie macchiate su vari lati) e le dimensioni non usuali adoperate per la serializzazione sono di quanto più scomodo possa esserci per un collezionista.

tokioESP Tokyo ESP è un manga dalla storia leggermente interessante con una scarsa caratterizzazione e contestualizzazione delle situazioni. Uno shonen atipico che spesso rischia di cadere nel banale ma che con il tempo può, se ben sfruttato, fornire buoni spunti di lettura e svago soprattutto per i lettori meno pretenziosi. L’edizione figlia della nuova politica Panini non è per niente soddisfacente riuscendo addirittura ad aumentare taluni difetti a fronte di un rincaro sostanzioso dei prezzi. Indubbiamente, vista l’offerta con la quale viene proposto l’albo (1,99€), è comunque una lettura consigliata almeno per comprendere se le tematiche trattate possano piacerci o meno. Da provare ma senza pretendere meraviglie.