Recensione Tough

Quando i combattimenti sembrano non finire mai...

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L’opera

Nuova pubblicazione di Panini Comics, “Tough” è un manga caratterizzato da uno stile narrativo semplice e lineare; la semplicità rappresenta l’arma vincente di un prodotto caratterizzato da tematiche abusate ma pur sempre intriganti.

L’opera originaria si compone di ben 2 serie la prima delle quali, “Koko Tekken-den Tough”, consta di 42 volumi, la seconda invece, denominata semplicemente come “Tough” o “Tough 2” è arrivata al volume 15 in patria, entrambe sono state pubblicate in giappone da Shueisha.

Singolare è apparsa la scelta di Panini di distribuire in Italia esclusivamente la seconda serie di Tough, scelta dettata probabilmente dalla notevole lunghezza della prima serie, elemento questo che ne avrà frenato l’acquisto da parte dell’editore modenese.

Tale decisione ha creato non pochi malumori tra i lettori, molti dei quali hanno preferito non avvicinarsi a questo fumetto ritenendolo “monco” nonostante la seconda parte della serie possa esser letta anche da chi non ha avuto modo di leggere la prima.

La storia

Protagonista delle vicende narrate in “Tough” è il giovane Kiichi Miyazawa.

Nella prima parte dell’opera (inedita in Italia) Kiichi ancora 17enne apprende dal padre Seiko i segreti dell’arte marziale Nadashinkage, di cui suo padre è l’ultimo maestro.
Nella seconda parte dell’opera (edita in Italia da Panini) Kiichi, ormai 19enne ed erede designato della scuola Nadashinkage, partecipa a tornei clandestini di arti marziali. Tali tornei gestiti dalla mafia nipponica, consentono a feroci criminali di lucrare attraverso le scommesse sui contendenti; si tratta di combattimenti all’ultimo sangue che si svolgono in edifici abbandonati e senza alcuna regola se non il divieto di un solo colpo proibito che varia in ogni combattimento.

Kiichi vive ormai da solo, suo padre Seiko giace in un letto d’ospedale in stato catatonico a causa del trauma riportato nello scontro con Kiryu, suo fratello e zio di Kiichi, uomo feroce e crudele che al termine della prima serie costringe alla paralisi il padre del giovane dopo uno scontro sanguinario.

Costretto a vivere da solo ed a badare al padre, Kiichi decide di partecipare ai tornei di combattimento clandestini per poter migliorare le sue tecniche ed al contempo guadagnare del denaro per pagare le cure di suo padre nella speranza che un giorno possa guarire.
I combattimenti cui Kiichi deve far fronte si fanno giorno dopo giorno più cruenti, ma il giovane riesce a tenere fede al proprio credo di combattente onesto e rispettoso dell’avversario, rinnegando tecniche mortali e colpi bassi.

Intenzionato a difendere gli ideali del padre, convinto che la scuola Nadashinkage vada utilizzata solo per proteggere i più deboli, Kiichi continua dunque il suo cammino sconfiggendo chiunque si ponga dinanzi a lui, ma ben presto il feroce Kiryuu irrompe nella vita del ragazzo, intenzionato a trasformarlo in un demone sanguinario, certo che egli rappresenti l’unico guerriero in grado di affrontarlo... Messo costantemente alla prova da Kiryuu e dai numerosi avversari che si susseguono dinanzi a lui, la vita di Kiichi diventa ogni giorno più dura...

L’autore

Tetsuya Saruwatari è nato il 25 giugno del 1958 ad Omuta, nella prefettura di Fukuoka in Giappone.
Dopo aver abbandonato le superiori, ha lavorato come assistente di Shinji Hiramatsu (“Black Angels”, “Murder License Kiba”) e Motomiya Hiroshi (“Ore no Sora”, “Sarariiman Kintarou”).

Sua opera di debutto come mangaka professionista è stata “Umi No Senshi”, su Weekly Shonen Jump edito da Shueisha.

Noto al grande pubblico per “Tough”, serie di combattimento pubblicata su Young Jump per oltre 10 anni, Saruwatari ha all’attivo numerose altre opere, tra cui il recente “Dokuro” edito in Italia da Panini con il titolo di “Dokuro: Lupo Velenoso”, e lo spin off “Oton” che vede per protagonista Seiko Miyazawa, padre di Kiichi, protagonista di “Tough”.

L’edizione

“Tough” è proposto da Panini in una edizione economica, caratterizzata da un prezzo obbiettivamente elevato (4,30€) se rapportato alla qualità ad altre pubblicazioni economiche della concorrenza.
Le copertine cartonate rigide e la assenza di sovracopertine, oltre ad una carta di qualità non eccelsa sono elementi che evidenziano la scelta dell’editore di puntare al contenimento dei costi per questa pubblicazione. Ciò nonostante deve notarsi lo spessore della carta, che pur non essendo di ottima fattura (ruvida al tatto e piuttosto granulosa), è sufficientemente spessa e garantisce una buona tenuta dell’inchiostro, pregi questi certamente non di poco conto.
In definitiva un prezzo eccessivo per un prodotto economico, ma una qualità superiore a quella proposta dalla concorrenza nella medesima fascia.

Combattimenti senza fine.

Action puro, “Tough” non è certamente un prodotto per palati fini e per chi cerchi complesse alchimie e trame elaborate, si può anzi affermare che in “Tough” la trama sia praticamente inesistente essendo il fumetto di Saruwatari caratterizzato da una sequenza ininterrotta di sfide e combattimenti di ogni genere (alla “Grappler Baki”), in cui il protagonista si cimenta al solo scopo di migliorare il proprio stile e le proprie tecniche, per dimostrare di esser degno erede della scuola di arti marziali Nadashinkage.

La crudezza delle scene e la ferocia di certi particolari lo rendono un prodotto non adatto ai più giovani, nonostante la sua semplicità e lo stile narrativo facciano pensare che proprio quello rappresenti il target ideale dell’opera.

Lo stile di Saruwatari risulta assai gradevole: sebbene le tavole presentino scarni fondali, spesso realizzati con la tecnica del ricalco o con semplici retini, l’autore cura con dovizia di particolari le anatomie e riesce a rappresentare in maniera vivida e realistica i suoi personaggi e le scene di combattimento che rappresentano il fulcro dell’opera. Al realismo esasperato dello stile di disegno si contrappone l’irrealismo dei personaggi e delle tecniche utilizzate nelle vicende narrate, elementi questi che danno vita ad un mix entusiasmante.

Tough Though non è un manga adatto a tutti, la crudezza di certe scene unita alla mancanza di una trama vera e propria ed all’irrealismo delle tecniche utilizzate lo rendono un prodotto singolare forse non indicato per il grande pubblico. Il prezzo piuttosto elevato e la periodicità altalenante (il prossimo volume uscirà nel 2008), uniti alla scelta di panini di pubblicare solo la seconda serie dell’opera, potrebbero frenare l’acquisto dei più. Ad ogni modo ci sentiamo di consigliarlo a chi apprezza il genere action, agli appassionati di arti marziali ed a chi tra i lettori avverte la mancanza di un buon manga di combattimento nel panorama fumettistico odierno.