Recensione UFO Robot Goldrake

Dopo un travaglio durato anni, arriva in DVD la serie più amata

recensione UFO Robot Goldrake
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UFO Robot Goldrake

Ogni “saga” ha un’inizio.
Ogni storia ha (in questo caso possiamo ben dirlo) un lieto fine.
In un lontano Aprile del 1978 su Rai Due, Goldrake fa la sua prima apparizione in Italia: nessuno si sarebbe aspettato che solo nell’ancor più lontano 2007, praticamente trent’anni dopo, avrebbe finalmente visto la luce l’edizione ufficiale in DVD.
Allora non vi fù lo stesso clamore nè la stessa “sceneggiata napoletana”, che aveva come protagonisti fan agguerriti e addetti ai lavori, e che accompagnò la prima messa in onda di Gundam (no diritti, e bla bla bla), per il semplice fatto che nessuno si sarebbe aspettato un cartone animato del genere.
Era la novità assoluta che rompeva ogni schema, era un modo nuovo di fare demagogia, un nuovo modo di educare il pubblico e di condurlo alla scoperta di un east quantomai far & wild.
Si apriva un ciclo, un ciclo rivelatosi vincente, fatto di robot metallici e lucenti, nagaiane memorie e pomeriggi passati davanti alla tv.
La “saga” di UFO Robot Goldrake, e la sua prima messa in onda, annovera simpatiche curiosità: da quell’ ”Atlas” scambiato erroneamente come parte integrante del titolo del cartone dagli addetti Rai, e che in realtà era l’equivalente del nostro “dossier”, o “guida introduttiva”, per i francesi (lo sapevate che la prima messa in onda proviene da lì?), alla convinzione che il suddetto Robot fosse stato interamente creato al computer e che naturalmente veniva subito etichettato come fuoviante, freddo, mostruoso e naturalmente violento.
Ma ahimè il caso ci fù ugualmente, proprio perché la novità si sa porta con sé sempre bigottismo e indecisione.
Nel 1980 Mazinga Z, degno successore di Goldrake sulle reti Rai viene interrotto: troppo fumo negli occhi questi cartoni animati giapponesi tutti realizzati al computer, troppa psicologia infantile spicciola trattata con tanta superficialità in una lotta tra il bene e il male che ai tempi veniva combattuta per le strade (terrorismo BR docet).
Per fortuna però, nel 1976 la Corte Costituzionale tradisce l’ininterrotto monopolio della televisione di stato: nasce Tele Biella e a seguire tutte quelle reti regionali private (Odeon, TeleLombardia, JuniorTv per citarne alcune) che si azzuffano per accaparrarsi queste serie animate giapponesi tanto a buon mercato e dall’odiens assicurata.
Inizia l’invasione.
Non quella di Vega però: quella del made in jap.

Che Dio la benedica; presumo lo stiano pensando tutti i cosiddetti figli di quella è ormai da anni ribattezzata “generazione Goldrake”.

Bentornato Actarus

Il principe del pianeta Fleed, Duke Fleed, è costretto a fuggire dalla propria patria a causa dell’invasione delle truppe del regno di Vega.
Grazie all’astronave-robot Goldrake, vanto di tecnologia del pianeta Fleed, si rifugia sulla terra e qui viene adottato dal Professor Procton, che ne cela l’identità dandogli il nome di Actarus e prendendolo con se come suo figlio.
Actarus si stabilisce quindi nella fattoria di Procton gestita dal vecchio Rigel, e dai suoi figli Venusia e Mizar.
Koji Kabuto, figlio del professor Kabuto (pilota di Mazinga Z; nella messa in onda Rai di Goldrake era Alcor, mentre sempre per la Rai in Mazinga Z era diventato Rio Kabuto), giunge alla fattoria col suo disco volante TFO: non ci metterà molto a scoprire la vera identità di Actarus, soprattutto grazie all’arrivo delle non paghe truppe di Vega, decise a conquistare anche il pianeta terra.
Goldrake e Actarus dovranno combattere ancora.

La “saga” di Goldrake comincia in realtà nel 1975.
In Giappone và in onda “Uchuenbandaisenso” - La Grande battaglia del disco volante spaziale.
Go Nagai e la Dynamic Planning danno il là con questo film pilota alla futura seria animata “Ufo Robot Grendizer”.
La serie in DVD sarebbe dovuta uscire già anni fa: alcuni dissidi interni all’allora “Dynamic Italia” portarono ad uno spin off, alla nascita di altre due case editrici tra cui D/Visual e all’ennesimo ritardo nella lavorazione della serie Goldrake.
A livello puramente tecnico, l’attesa ha sicuramente pagato. Goldrake non ha mai visto la luce in altro formato durante questi anni, e la cosa ha sicuramente reso ancor piu’ appetitosa l’edizione in questione.
Le aspettative erano tante: la serie è stata sottoposta a un processo di pulizia video e stabilizzazione dell’immagine, ha potuto godere di un ridoppiaggio integrale nell’ambito della quale non citare il ripescaggio di Romano Malaspina dopo tanti anni sarebbe quantomeno blasfemo.
L’operazione di doppiaggio, che ha attinto a piene mani non solo dalla sua voce possente, ma anche da due new entry come Oliviero Dinelli (Rigel) e Fabrizio Vidale (Koji), ha preteso anche un totale riadattamento dei dialoghi, rivisti e rivisitati anche da un punto di vista prettamente linguistico.
Insomma un vero e proprio capolavoro restaurato.
Tre gli episodi inediti mai trasmessi in Italia inseriti nei DVD, così come tre le piste audio presenti: nomi storici, nomi originali giapponesi (Grendizer, Daisuke etc) e giapponese.
Le musiche presenti: l’iniziale “UFO Robot” e le finali “Shooting Star” e “Goldrake”, cantate dagli Actarus, con funzione multiangolo.
Unica nota dolente: pochi gli extra.
In tanti sono insorti, definendo l’edizione speciale meno speciale di quanto potesse far presumere un’attesa tanto lunga.
Vero è che ogni dvd è comunque corredato da libretti con disegni originali, informazioni di vario genere sulla serie e sugli autori; probabilmente i fans piu’ sfegatati si sarebbero aspettati qualcosina in piu’.
Onestamente a nostro parere, dubitiamo ci fosse granchè da potersi inventare: quasi sempre, specie quando si edita un cartone animato tanto datato, si và irimediabilmente incontro a difficoltà nel reperimento di materiale originale che esuli dalla traccia video-audio.
Ad onor del vero quindi non possiamo che sposare la scelta della D/Visual, o meglio, prender per buono ciò che hanno proposto anche perché ribadiamo che la ricerca della perfezione nonché l’impegno profuso sono assolutamente tangibili in questa edizione.
Il lavoro di D/Visual è stato ineccepibile: Colpi, Grippo (per la direzione artistica e il riadattamento), Mazzotta (per il doppiaggio) & Co., consegnano i loro nomi alla storia, come coloro che hanno comunque restituito ai fan forse la serie animata più amata degli ultimi trent’anni.

Nel book presente all’interno del primo DVD si legge “preparate il fazzoletto per qualche lacrimuccia”.
E di lacrime da versare ce ne sono un bel po’.

UFO Robot Goldrake Habemus Goldrake. Potevamo aspettarci di piu’? Probabilmente. Siamo soddisfatti? Non esserlo non sarebbe intelligente: è il prodotto finito che conta, è la sostanza che ci fa commuovere, è la qualità del video e dell’audio che ci fa battere le mani. Qualsiasi altra considerazione sarebbe stantia oltre che fin troppo “critica” nei confronti di un prodotto sicuramente di qualità che aspettavamo da tempo e che forse dà il là ad una ventata d’aria fresca nel panorama anime dei prossimi anni così come accadde in quel lontano giorno di trenta anni fa. Come ho scritto in altra occasione, oramai il mercato è in mano a chi vende un’emozione, non un brand o un prodotto fine a se stesso, e con questo Goldrake targato D/Visual l’emozione ha cominciato già a prendere il sopravvento. E’ tornata la “goldrake generation”: Goldrake....Avanti!