Recensione Ultimate Spider-Man 71 - Requiem

L'universo Ultimate è caduto sotto i colpi di Magneto, qualcuno è sopravvissuto?

Articolo a cura di

Rèquiem sf. Calma dello spirito e delle sofferenze fisiche / Morte”


Il mega crossover Ultimatum, tra dissensi (molti) e consensi (pochi), ha letteralmente raso al suolo l’Universo Ultimate. Conclusosi, molte testate hanno chiuso i battenti: Ultimate Fantastic Four e Ultimate X-Men (Ultimate Spider-Man è un discorso a parte). La notizia della chiusura di gran parte dei titoli Ultimates era già nell’aria da un po’ di tempo; fortunatamente, insieme all’infausto annuncio però, sono stati svelati altrettanti nuovi titoli inerenti quest’universo (tra i tanti Ultimate Comics: Spider-Man).
Rimane il fatto che con i rispettivi ultimi numeri delle serie molte delle trame, iniziate con la follia di Magneto, sono rimaste in sospeso: L’Uomo Ragno è dato per disperso, Johnny Storm dei Fantastici Quattro idem, e gli X-Men sopravvissuti sono pochi e allo sbando (il Professor X è stato brutalmente ucciso da Magneto stesso).
Nessuna paura, la casa delle idee non ci lascerebbe mai senza un degno finale al primo ciclo vitale di questo, ancora, giovane mondo, così per ogni testata è uscito un numero conclusivo (eccezion fatta per il ragno che conta due numeri) dal titolo: REQUIEM.

R.I.P.

ULTIMATE SPIDER-MAN
Manhattan è distrutta, milioni di persone hanno perso la vita e il Daily Bugle è ormai un cumulo di macerie. Un elicottero, coraggiosamente, atterra sul tetto di un palazzo (o quello che più ci si avvicina) che un tempo era il “tempio dell’informazione giornalistica", ne scendono tre uomini dall’aria sorpresa e allo stesso tempo sconvolta: J. Jonah Jameson, Ben Urich e Robbie Robertson. Ritornare in quegli uffici, ormai vuoti e irriconoscibili, li turba non poco, il buon vecchio e scorbutico J.J.J. è il più turbato dei tre, qualcosa non gli da pace.
Dal suo ufficio può vedere il quartiere dove, pochi giorni prima, abitava con la moglie, disgraziatamente non ne rimane più niente... è completamente sprofondato. Oltre all’ovvia tristezza (parola che è comunque riduttiva) per la perdita qualcos’altro tormenta l’ormai stanco e afflitto Johan: Spiderman!
Sì, perché ora che tutto è finito e il peggio è ormai alle spalle, J.J.J. si rende conto di aver dato sempre contro, calunniando in qualsiasi modo, una delle poche persone che ha, sempre, fatto di tutto per aiutare questa città allo sbando.
Cos’ha fatto cambiare idea a quest’ottuso burbero?
Risposta semplice, in pieno attacco, Jameson si ritrovava nel suo ufficio e quello che poteva vedere era una grottesca e macabra Manhattan: completamente sommersa con cadaveri fluttuanti nell’acqua, che ormai non era più fonte di vita, ma di morte. In mezzo a tutta quella disperazione un uomo (ragazzo) in calzamaglia rischiando la propria vita si gettò, in quel caos marino, per salvare una donna in pericolo. Spiderman rischia la morte per salvare una sola e unica vita, una donna, che probabilmente, chi è sotto quella maschera non conosce... quanti lo farebbero?
Per Jonah questo è uno dei gesti più valorosi che abbia mai visto!
Solo una cosa può mettere pace a una coscienza che si sente sporca e in colpa: fare ammenda e ammettere i propri peccati ed errori. Mentre pensa a cosa poter scrivere arriva la notizia: Spiderman è morto (noi sappiamo che insieme a Hulk ha combattuto contro il demone Dormammu)!
Ora non rimane che scrivere un necrologio degno per un eroe dei nostri tempi, rinarrando, in modo corretto e obbiettivo, molti dei gesti valorosi compiuti da un ragazzino che non aveva obblighi, ma un senso del dovere che dovrebbe essere d’esempio per tutti.

ULTIMATE FANTASTIC FOUR


Come molti sanno la testata ufficiale del quartetto si è chiusa con un “non finale” lasciando in sospeso la scomparsa di Johnny Storm/La Torcia Umana durante i fatti narrati in Ultimatum. Tramite una narrazione cronologica scopriamo cosa è successo a “Testa calda” e dove è andato a finire. Anche lui colpito alla sprovvista dal maremoto mentre discuteva con il Dr. Storm, suo padre, lo ha visto, poi, annegare senza poter far niente per salvarlo.
Dopo di che il buio.
Il risveglio in mezzo ai rottami e a una città che, in poche ore, ha mutato il proprio aspetto e che ora ricorda più un cimitero abbandonato. Tutto era confuso tutto era distrutto. Non gli rimane che riprendersi (se è davvero possibile) per poi volare fino a Liberty Island vicino alla statua che è il simbolo di una nazione e un ideale per il mondo intero e guardare la propria, amata, città morire sotto i colpi di un nemico ancora sconosciuto. Improvvisamente l’assurdo (anche se ormai non ci si dovrebbe più stupire), la Statua della Libertà risponde ai deliri di Johnny e con una mossa fulminea lo afferra e lo scaraventa in mezzo alle proprie fauci.
Ancora il buio.
E il resto del quartetto? Mister Fantastic è troppo occupato a scoprire e combattere il vero responsabile di questo finimondo per rendersi conto di cosa sta succedendo al suo amico, non restano che: la bella Sue Storm/La Donna Invisibile e il nerboruto Ben Grimm/La Cosa come unica possibilità di salvezza per il giovane Storm. Alleandosi con un loro vecchio nemico (nessuno spoiler) partono alla ricerca del fratello misteriosamente scomparso, che sia questa l’ultima avventura dei Fantastici Quattro?

ULTIMATE X-MEN


Altra testata che chiude i battenti, altri personaggi che necessitano, momentaneamente, di un ultimo saluto.
Incredibilmente, la comunità mutante è stata quella che ha riportato più perdite nelle proprie fila, dimostrando che non tutti erano d’accordo con i pazzi ideali del re del magnetismo. É tempo di dare una degna sepoltura a tutti i caduti mutanti. Kitty Pride furtivamente, come solo lei può fare, si introduce nel Triskelion, la base segreta dello S.H.I.E.L.D., per recuperare una “cosa” molto importante (a voi scoprire cosa), indispensabile per l’ultimo saluto. A missione compiuta non resta altro che tornare alla Scuola di Xavier per giovani mutanti dove la aspettano: Rogue, Jean Grey e Bobby Drake/L’uomo ghiaccio. Ultimi superstiti degli X-Men. Nel giardino, ormai adibito a cimitero, trovano riposo, sdraiati su dei teli, i corpi degli amici soggiogati dalla follia di Magneto: Angelo, Ciclope, Professor Xavier, Bestia, Cannonball, Dazzler, Longshot, Nightcrawler, Emma Frost, Polaris, Sunspot, Fenomeno, Forge.
Con una semplicità disarmante, Bobby intrappola in una morsa di ghiaccio la villa/scuola e con altrettanta facilità, chiudendo la propria mano, la sbriciola in milioni di piccoli pezzi di ghiaccio che ricordano minuscoli diamanti.
Quella non era più la loro casa.
Ora bisogna seppellire i corpi e dire addio per l’ultima volta ai caduti.
Neanche a farlo apposta, l’arrivo, repentino, di tre volti noti porta scompiglio a questo momento “sacro”, matematicamente scatta un’ingloriosa rissa da quattro soldi... l’arrivo di un uomo speciale metterà fine a tutto.

I nostri giorni migliori sono davanti a noi

Brian Michael Bendis (Ultimate Origins, Spider-Woman: Origin), Stuart Immonen (NextWave, Ultimate Fantastic Four) e Mark Bagley (The Amazing Spider-Man, Thunderbolts... aveva bisogno di presentazioni!?), firmano il doppio capitolo sulla fine (???) di testa di tela. Finito il volume, dopo un’attenta lettura, ci si rende conto che il “requiem” di Spiderman è indubbiamente il migliore dei tre, sia a livello di team artistico che di contenuti. Bendis narra, come suo solito, magistralmente una storia che nella sua seconda, e ultima, parte riesce a raggiungere picchi di drammaticità e tristezza altissimi; Jonah finalmente dice quello che non ha mai detto, la verità cha ha sempre celato dietro le menzogne e la calunnia nei confronti del povero Spidey. In cuor suo sapeva di mentire ai propri lettori, ma la sua rabbia verso gli uomini in maschera era così forte da auto convincersi che la sua parola era la sola e unica verità. Non mancherà una certa retorica ridondante nelle battute conclusive della “confessione”, però ci sta e non stona, è scritta bene e grazie a Bendis quello che ci si parerà davanti non sembrerà soltanto un personaggio di fantasia ma un uomo in carne ed ossa, un Jonah così umano difficilmente ci era capitato di vederlo.
Immonen e Bagley si alternano nell’illustrare la storia: il primo nel presente e il secondo nel raccontare le avventure narrate da Jameson. Immonen ha raccolto fan e consensi col suo, breve, ciclo di Ultimate Spiderman e anche qui, nella sua storia conclusiva, non delude certo le aspettative; purtroppo per lui la parte del leone la fa Mark Bagley, che ruba quasi completamente la scena. Un artista che ogni “ragno fan” che si rispetti non può non amare. Anche se, ad una attenta analisi, si può notare come sia, leggermente, sotto tono in confronto agli standard a cui ci aveva abituato, dando l’impressione di un lavoro più frettoloso. Non mina comunque la resa finale dell’opera di un trio di superstar del genere.
Joe Polasky (Heroes) e Robert Atkins (Heroes, Amazing Spider-Man), danno ai lettori il capitolo conclusivo del favoloso quartetto. Tutti i nodi vengono al pettine e anche qualche punto di domanda rimasto in sospeso da Ultimatum trova risposta. Polasky narra tutto in modo chiaro e pulito, portandoci all’epilogo senza troppe complicazioni o colpi di scena; probabilmente il salvataggio di Johnny da parte della Cosa e della Donna Invisibile poteva essere un po’ più articolato e avvincente invece di risolversi in un paio di pagine. Questa scelta è stata dettata, forse, dall’esigenza di dare più spazio ala parte conclusiva della storia, contenente il fato del gruppo. Atkins sembra trovarsi a suo agio con il quartetto e illustra il tutto senza infamia nè lode, si può notare un’eccessiva somiglianza dei visi maschili, ma i comprimari sono così pochi che quasi non ci si fa caso.
Aron E. Coleite (Heroes, Monsters) e Ben Oliver (The Losers, Young X-Men) chiudono (distruggono) le porte dello Xavier Institute per sempre (???).
Coleite imbastisce la storia più deludente del volume, una trama poco convincente e traballante che sembra convincere poco anche chi l’ha scritta, con l’unico scopo di darci un finale per gli uomini X rimasti in vita... riuscendoci comunque per metà. Un pretesto, che rasenta l’assurdità, “regala” l’ennesima rissa tra eroi e villains , scontata e stonata col contesto della storia.
Un buco nell’acqua. Oliver, dal canto suo, è la nota positiva dell’ultimo “Requiem”, un ottimo cartoonist dallo standard qualitativo sopra la norma; colpisce la particolare impaginazione formata quasi tutta da vignette lunghe e rettangolari, atta a formare pagine composte ed ordinate. Questa scelta, però, porta a creare scene di lotta poco incisive e poco dettagliate con il risultato finale di immagini poco dinamiche; da notare anche la totale assenza di fondali in quasi tutte le vignette. Anche per lui, sotto certi punti di vista, un colpo mancato...

Ultimate Spider-Man 71 - Requiem In conclusione non si può non apprezzare lo sforzo profuso della Marvel per darci una degna chiusura del primo ciclo di testate Ultimate: questo non vuol dire che tutte le ciambelle siano riuscite con il buco. Ultimate Spider-Man, come già detto all’interno della recensione, è la migliore delle tre proposte contenute nel volume. Ultimate Fantastic Four e Ultimate X-Men deludono le aspettative e lasciano il tempo che trovano. Chi ha odiato in modo viscerale Ultimatum o chi non ha mai letto un albo Ultimate può starne tranquillamente alla larga, al contrario tutti gli altri troveranno in questo volume la fine che da inizio al nuovo ciclo “Ultimate comics”. Sicuramente non imperdibile, ma indispensabile per la continuità di questo “nuovo” universo (a voi dire se questo è un fattore positivo o negativo.)