Recensione Una tomba per le lucciole

Capolavoro di Takahata sull'infanzia distrutta dalla guerra

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L’altra faccia di Studio Ghibli

Quando nel non troppo lontano 1985 Hayao Miyazaki intraprese la fondazione di Studio Ghibli affinché "spirasse un vento caldo sull'animazione giapponese" poté contare sull'ormai meno famoso Isao Takahata, il quale, cosi come Miyazaki con Conan, aveva gia apposto la sua firma su serie televisive di prima grandezza, una tra tutte la celeberrima Heidi. Già rifacendosi proprio a questi due precedenti lavori possiamo ben notare i tratti che differenziano e rendono più personale l'opera dei due. Miyazaki nei suoi lavori inserisce svariate tematiche in modo abbastanza evidente e cala il tutto in un mondo fantastico che ben s'accosta a quello creato nei romanzi europei Alice Nel Paese Delle Meraviglie o I Viaggi Di Gulliver; Takahata invece è più aderente alla realtà, meno propenso all'immaginazione e le sue opere sono tese più alla creazione momenti di forte pathos che al dibattito d'importanti temi. Di fronte alle numerose opere cinematografiche di Miyazaki, da Takahata ci vengono solo 2 pellicole effettivamente di prima grandezza: Una Tomba Per Lucciole, prodotto nel 1988 e apprezzato in tutto il mondo Italia compresa, e Omohide Poro Poro, conosciuto internazionalmente come Only Yesterday e purtroppo mai giunto qui da noi.

Una Tomba per le Lucciole

Giappone, 1945: siamo a pochi mesi dalla tragedia atomica che porterà definitivamente a conclusione il secondo conflitto mondiale. Il paese è comunque già sfinito e resiste solo per il radicato orgoglio nazionale; gli americani, ormai riconquistata tutta l'area del Pacifico e vicini al Giappone, bombardano incessantemente seminando distruzione e morte tra i civili; questi si riparano alla meglio ma dai cieli giunge devastazione praticamente ogni giorno. Seita e Setsuko, figli d'un ufficiale della marina, hanno trascorso questo orrendo periodo in una relativa quiete con la loro madre, donna piena di bontà. La situazione per loro volge al peggio quando, in uno dei tanti bombardamenti, perisce anche lei, lasciandoli senza un parente prossimo da cui rifugiarsi, oltre che senza un tetto dove vivere ( n quella stessa occasione viene infatti distrutta anche la loro casa). I due bambini andranno temporaneamente a vivere dalla loro zia, che però, trattatili bene finché potesse strappargli qualche risparmio, li induce poco dopo ad andarsene. Le poche settimane che mancano alla fine del conflitto e dei patimenti saranno però fatali.

Struggente come pochi

Descrivere a parole la bellezza di Una Tomba per le Lucciole è un'impresa ardua, concedeteci un tentativo. La tragedia narrata da Takahata è doppia ed immenso il dolore che suscita nell'animo dello spettatore. Il maestro giapponese dà una drammatica immagine delle conseguenze della guerra sui bambini, innocenti e del tutto estranei alle ragioni che l'hanno provocata. Ma, insieme a questo, offre anche uno straziante ritratto dell'insensibilità adulta: i due infatti si ritrovano soli in una gelida società, dominata dal calcolo egoista dei propri interessi. Alfiere di questa è la loro zia che non esita un secondo a maltrattarli, scacciarli di casa e compiere estrema violenza psichica su Setsuka, allorquando, nonostante gli sforzi di Seita per preservarla da questa sofferenza, le rivela della morte della madre. A testimoniare la caduta in disgrazia dei due fratellini, quasi come un terzo protagonista, c'è poi un contenitore di caramelle che Seita ha tenuto con sé, dosandone con parsimonia il contenuto nei momenti di indigenza alimentare. Questo, quasi in parallelismo, si svuota ben presto al soggiungere di condizioni più gravi cosicché viene adibito al ruolo di gabbia per le lucciole, un simpatico divertimento escogitato da Seita per rallegrare l'amara vita della sorella più piccola. Nel finale la tragedia si consuma fino in fondo: Seita, morta la sorella più piccola, ormai suo unico conforto e ragion d‘essere, vagabonda senza metà e, esausto sia nel corpo che ( soprattutto ) nello spirito, s'abbandona in terra in una stazione ferroviaria. Gli spazzini e i passanti, vedendone il corpo che sporca la stazione in vista dell'arrivo degli americani, provano disgusto e stizza. Esso viene portato via non appena il giovane chiude gli occhi e la scatola di caramelle buttata in un prato.

Edizione Italiana

L'edizione in cui Yamato Video ci propone questo capolavoro è una sola che, se non gode d'una confezione ricercata e particolare o di extra eccellenti, non si fa nemmeno notare per eccessiva povertà. Il video è in formato widescreen 1:85, con contorni discretamente definiti e colori abbastanza chiari. Le tracce audio sono 3: italiano Dolby Digital 5.1 - italiano Dolby Digital 1.0 mono - giapponese Dolby Digital 1.0 mono, alla quale sono corredati dei sottotitoli in italiano. Tra queste si fa notare l’italiana in 5.1, ricostruita appositamente per la pubblicazione in DvD, che in alcuni frangenti sfrutta bene anche le casse laterali.
A completare il DVD il trailer cinematografico e le classiche schede dei personaggi. Di extra ci sono tre interviste fatte a Akiyuki Nosaka, Nizo Yamamoto e Isao Takahata. Non fatevi però ingannare: la loro durata totale è di circa 6 minuti e il numero d'informazioni fornite davvero esiguo. 26,50 euro è quello che ci viene chiesto per portare il disco a casa, non certo un affare se si pensa al prezzo al quale vengono proposti buona parte dei lavori di Miyazaki.

Una tomba per le lucciole Con Una Tomba per le Lucciole si conferma che la cultura giapponese sia quella più portata a trasporre su schermo il dramma della seconda guerra mondiale, sia in forma d’animazione che di film vero e proprio. L’opera di Takahata è tra i lavori più toccanti riguardo il dramma della guerra lontano dal fronte, con pochi, anzi pochissimi, eguali. Il nostro consiglio è quindi ormai scontato: acquistatelo senza timore e, soprattutto, senza indugiare oltre. L’edizione italiana non ha nulla da farsi rimproverare, se non la penuria di extra in confronto al prezzo elevato: non sarebbe comunque saggio attendere per una versione migliore, dato che una ri-proposizione è altamente improbabile.