Recensione Valzer in Bianco

Una ragazza sogna il principe azzurro: poi, un giorno, questo compare...

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Chiho Saito è autrice molto nota ed amata anche nel nostro paese grazie ad opere come "Kanon" e "Utena": niente di strano, dunque, che Star Comics abbia deciso di portare in Italia anche i suoi lavori precedenti, tra cui, appunto, la "trilogia del valzer", della quale i quattro volumetti di "Valzer in Bianco" rappresentano l'antefatto...
Giappone, decimo anno dell'era Showa (1935): Koto è una giovane sarta che sogna il principe azzurro. Più in particolare sogna di sposare il primo uomo con cui ballerà un valzer. Se il principe in questione porta una divisa, tanto meglio. Se poi avrà un aspetto bellissimo proprio come nelle favole, allora tutto sarà perfetto.
Nel frattempo si impegna per diventare una stilista (che per una ragazza della buona società di quegli anni rappresentava, evidentemente, il massimo della trasgressione), frequenta una scuola per signorine raffinate e si prepara a convolare a nozze con Masaomi, figlio del barone Kidoin, al quale il padre di Koto deve gratitudine per essere stato aiutato in momento finanziariamente difficile: niente di strano, dunque, che per sdebitarsi abbia promesso la figlia in sposa.
Naturalmente Koto, da spirito libero ed intraprendente qual'è, non appare troppo felice della cosa, ma visto che al momento in giro non c'è niente di meglio, anche l'algido Masaomi le appare accettabile.
Accade però che mentre si trova ad un ballo ufficiale presso l'ambasciata inglese, la nostra Koto decida di ficcanasare in giro e capiti nel mezzo di una brutta faccenda di spie: nello specifico il James Bond in questione ha appena sottratto degli importanti documenti, ha una divisa da ufficiale (è nientemeno che il figlio del viceré dell'India!) e la invita a ballare...il valzer!!!
A questo punto è fatta: proprio come nel sogno, la fanciulla si innamora perdutamente del suo bel cavaliere in divisa. Nello specifico il principe si chiama Sagit, è mezzo indiano e mezzo inglese, parla benissimo il giapponese ed è venuto nella Terra del Sol Levante per rubare importantissimi documenti che aiuteranno il movimento di indipendenza dell'India: non occorre aggiungere che anche lui si innamora a prima vista di Koto, vero? Chissà se anche lui aveva deciso di promettersi alla prima con cui avrebbe ballato un valzer...
Se, arrivati a questo punto, non avete ancora smesso di leggere né siete stati colti da una irrefrenabile crisi di riso, allora c'è qualche possibilità che il manga in questione vi piaccia.
"Valzer in bianco" è uno shojo in costume classico, ma davvero classico, che più classico non si può! Dopo il colpo di fulmine la storia d'amore tra i due protagonisti verrà ostacolata in tutti i modi, leciti e non, con tanto di drammi, tradimenti e persino un matrimonio: ma nulla riuscirà a scalfire il loro amore fino all'inevitabile e scontato lieto fine.
Koto vuole essere una protagonista femminile volitiva e testarda, ma anche fiera ed indipendente e per questo osteggiata da una società che la vorrebbe obbediente e sottomessa; nonostante questa forte caratterizzazione, tuttavia, non si discosta molto dalla classica figura di eroina romantica e non colpisce particolarmente l'immaginazione del lettore.
Lo stesso può dirsi di Sagit, bellissimo protagonista senza macchia e senza paura, eroe della rivoluzione, ecc. ecc.
Tra tutti spicca la figura, bella e dannata, di Masaomi, che ama Koto ma non riesce ad esprimere questo suo sentimento fino a quando non è troppo tardi e lei ha già ballato il valzer con un altro; a quel punto fa di tutto (letteralmente) per riconquistarla, ma naturalmente il finale è scritto fin dall'inizio e le sue possibilità sono inesistenti.
Il tratto dell'autrice ricalca gli stereotipi di questo genere di prodotti è, nel complesso, è molto bello a vedersi: i protagonisti maschili sono effeminati e bellissimi, i fiori sono ovunque e si nota anche una certa cura nei dettagli e nella realizzazione delle ambientazioni d'epoca.
L'edizione della Star Comics è impreziosita (o allungata, a seconda dei punti di vista) da due brevi storie autoconclusive sempre della Saito, "La damigella e la spada" (il suo fumetto di esordio ambientato nella Francia dei tre moschettieri) in appendice al volume 3 e "Il vaso di Pandora" (ambientato nello spietato mondo della danza) in appendice al volume 4.

Valzer in Bianco In definitiva "Valzer in Bianco" è un prodotto destinato esclusivamente agli amanti delle classiche storie d'amore, quelle con fanciulle in pericolo e principi senza macchia pronti a salvarle: i protagonisti sono stereotipati e bellissimi, la trama risaputa ma con qualche trovata originale, il finale scontato fin dall'inizio, ma prima dell'happy end ci saranno da superare tutta una serie di drammi degni di una telenovela. Nel complesso la valutazione può dirsi sufficiente, purché consapevoli del tipo di prodotto di cui si parla...