Rubrica Otaku Touch

Otaku Touch è arrivato! Niente sarà come prima! Siamo matti e parliamo di Idrovolanti.

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Testi di Francesco "Fresca" FranchiSo cosa state pensando, vi si legge in faccia: "Iniziare una rubrica dedicata agli Otaku parlando di Idrovolanti non è opportuno". Beh, che supponenti che siete, si sa che gli Otaku non hanno molto senso, così come il resto del Giappone, quindi non c'è sembrato un vero e proprio delitto fare una rubrica che senso ne ha poco.
Scorgo fra di voi un purista che urla allo scandalo, lo sento, è là in fondo all'aula e schiamazza. Non ci spaventiamo, Otaku Touch!! è la casa di tutto ciò che orbita intorno al Giappone, e non parliamo solo di Anime e Manga, ma anche di Action Figures, Cibo, Giochi a premi, Modellini, Idrovolanti rossi e Videogames con le scolarette.
Se siete interessanti al mondo del Sol Levante (probabilmente per le Scolarette) Otaku Touch è la rubrica che fa per voi, gli argomenti spazieranno e la testa vi girerà, ma seguitela e non ne rimarrete delusi!

Hangar

«Questo film narra la storia di un maiale, soprannominato Porco Rosso, che si batte contro i pirati del cielo a rischio del suo onore, della sua donna e dei suoi beni, ambientata nel Mar Mediterraneo all’epoca degli idrovolanti».

«Questo articolo narra dei suoi idrovolanti».

maiali volanti

Che Miyazaki fosse un grande appassionato e cultore di aviazione e macchine volanti è evidente. Basta guardare un suo film preso a caso tra i dvd che ogni appassionato di anime ha in casa per capire che il maestro non solo è appassionato ma ne sa parecchio di aerei. Il suo interesse nasce probabilmente durante la sua prima infanzia, infatti il padre e lo zio erano rispettivamente il direttore e il proprietario di una azienda che produceva componenti aeronautiche. Era una delle tante aziende che dagli anni trenta, costruiva componenti, in particolare i timoni dei caccia Zero, per l'esercito e la marina imperiale giapponese in grande sviluppo in quegli anni. Tra tutti i vari aerei che Miyazaki rende protagonisti nei suoi film, quelli italiani hanno sicuramente un ruolo di grande importanza. La scelta è motivata oltre dall'amore che il regista prova per l'Italia anche dal fatto che l'industria aeronautica italiana degli anni venti e trenta era senza dubbio una delle migliori esistenti, basta ricordare che il primato di velocità tutt'ora imbattuto (709km/h) venne stabilito nel 1934 da Francesco Agello su un Macchi MC.72. Anche il Ghibli, nome con cui venne battezzato il suo studio, non è solo un vento africano, ma anche un altro aereo italiano. Precisamente il Caproni CA.309 Ghibli è un bimotore italiano entrato in servizio nella Regia Aeronautica nel 1937 e usato per trasporti e ricognizioni.
Ma parliamo di anime: se in molte opere di Miyazaki appaiono strane macchine volanti, le navi da guerra del castello errante di Howl, i vari "oggetti volanti" (che faccio fatica a descrivere) di Laputa, i giganteschi aerei di Conan, che per quanto ispirati da veicoli (non necessariamente volanti) realmente esistiti sono evidentemente di Fantasia, tutti gli aerei che appaiono in Porco Rosso sono realmente esistiti.
Di tutti gli aerei che volano in Porco Rosso, quello di Marco, è il più "fantasioso" se così possiamo dire: l'aereo è infatti chiamato e conosciuto come Savoia S.21, in realtà il vero S.21 è un idrovolante un po' diverso da quello del film, saltano subito all'occhio le due ali del vero aereo. L'idrocaccia che pilota il Maiale è molto più simile, quasi identico, a un altro idrocorsa italiano della metà degli anni venti, il Macchi M.33, famoso per la sua partecipazione alla Coppa Schneider, la famosa competizione per idrovolanti che dal 1913 al 1931 impegnava i velivoli più veloci del mondo su un percorso triangolare di 350 km. Nel film non solo il design esterno degli idrovolanti è accurato, ma ogni particolare di questi velivoli è portato all'esasperazione, i comandi di guida, i timoni e anche le armi con cui sono equipaggiati tutti gli aerei sono direttamente ispirati a quelli reali. Il motore dell' S.21 è un Fiat A.S.2 del 1926, un motore (scritta "Ghibli" a parte) realizzato in serie limitata per equipaggiare i velivoli da competizione dell'epoca. Anche i luoghi legati a questo aereo non sono campati per aria, infatti anche se non proprio a Milano, dove era abbastanza difficile decollare dal Naviglio, basta spostarsi di pochi chilometri per raggiungere il Lago Maggiore dove le aziende produttrici costruivano e testavano i loro prototipi.

Gli altri aerei che scorgiamo nel film sono tutte "vecchie glorie" dell'aviazione italiana, appaiono infatti, nella scena in cui Marco Ricorda i compagni caduti, dei Macchi M.5 della prima guerra mondiale (gli altri della stessa scena sembrano essere degli Hansa Brandenburg CC austriaci). Ci sono i grossi Savoia S.55 con i quali Italo Balbo fece la celebre "Crociera aerea del Decennale" cioè l'attraversata dell'Atlantico per Raggiungere Chicago in occasione dell'esposizione universale del 1933. Nel film appare anche un famoso aviatore italiano legato al Giappone per aver compiuto il "Raid Roma-Tokio" e decorato con due medaglie al valore aeronautico: Arturo Ferrarin (1895-1941), che aiuta Marco a bordo del suo Savoia Marchetti M.39 verniciati di rosso, come tutti gli aerei da competizione italiani. Ma non sono solo italiani gli idrovolanti che sorvolano l'adriatico di porco rosso, l'aereo dei pirati "Mamma Aiuto" è un Dornier do 18, dipinto con dei teschi che ricordano molto quelli dipinti su alcuni mezzi tedeschi della prima Guerra mondiale. L'aereo di Donald Curtis è invece americano come il suo pilota, un Curtiss r3c-2, questo aereo, vinse la Coppa Schneider nel 1925. La passione di Miyazaki per la tecnologia non si ferma però solo agli aerei, sfogliando
l'Hayao Miyazaki's Daydream Notebook, un volume completamente illustrato che contiene delle brevi storie a fumetti disegnate dal maestro, si possono vedere fortezze volanti, carri armati, navi di ogni genere, sia fantastiche che realmente esistite. Il più famoso di questi mezzi probabilmente è l'Akuyaku #1, un gigantesco carro armato ispirato ai corazzati russi e francesi degli anni trenta, guidato da un equipaggio composto da oltre una ventina di maialini in uniforme. Altre di queste storie narrano episodi e battaglie sia aeree che navali dei vari eserciti del '900, la più famosa è forse quella dove viene raccontata la storia del carro armato Tigre, il più conosciuto carro armato tedesco della seconda guerra mondiale e quella dell'asso tedesco Otto Carius. In appendice a questo bellissimo libro possiamo trovare delle simpatiche caricature dei vari carri armati che hanno perso parte alla seconda guerra mondiale e delle foto del maestro che maneggia i modellini dei mezzi che appaiono nelle storie. Immancabile acquisto per ogni Otaku!

Otaku Touch Avete capito? Un vero Otaku sa che c'è sempre qualcosa dietro, che la pazzia Giapponese nasconde qualcosa di "sano" di recondito che illumina la via. Ridiamo ma capiamo, ci appassioniamo e piangiamo sempre imparando qualcosa. Perfino sotto la gonna delle scolarette giapponesi c'è qualcosa in fondo!

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