Rubrica Tracce Fresche

Qualcuno ha lasciato Tracce Fresche di Inchiostro! La rubrica dei nuovi artisti che cercano un futuro.

rubrica Tracce Fresche
INFORMAZIONI SCHEDA
Articolo a cura di

Testi di Raffaele Lamorte,
Fondatore e Direttore di Mangaijin


La questione del cosiddetto “manga italiano” diventa ogni giorno più complessa. Partiamo un po’ dalle origini e vediamo insieme cosa è successo fino a oggi.
Guardando “lontano”, il primo tentativo serio lo troviamo nella serie “spaghetti manga”, promossa da Granata Press. Il progetto non ebbe vita lunga e non riscosse un grande successo.
Per almeno 10 anni non si è mosso nulla nel panorama, esclusi tentativi più o meno goffi e mal riusciti (o non riusciti affatto) da parte di realtà minori che non cambiarono particolarmente il mercato.
Nel 2007, però, apparve nel web una novità: un sito scarno, una presentazione breve, un’idea fino a quel momento mai tentata. Mangaijin bandiva il primo concorso per fumettisti che avrebbero fatto parte di una rivista contenitore online, leggibile gratuitamente e interamente composta da materiale inedito di autori italiani. A quanto pare, la risposta risultò impressionante e rappresentò l’inizio di una piccola-grande rivoluzione. La realtà si ingrandì sempre di più, mantenendo però le sue caratteristiche principali: gratuità e selezione delle opere. Per evitare di scoraggiare i disegnatori ancora acerbi, ma talentuosi e volenterosi, Mangaijin seguiva (e segue) gli autori uno a uno, privatamente o nel loro forum.
Qualcosa è sicuramente cambiato. La costanza della pubblicazione, la prima organizzazione seria e sistematica, la pubblicazione in 4 anni di 25 uscite (circa 2800 pagine di fumetti!), il supporto regolare agli autori e i buoni risultati in termini di lettori, che per la prima volta avevano una selezione ben concentrata di storie scelte e di qualità, è saltata agli occhi di molti.
Siamo nel 2010 e fioccano iniziative per i giovani disegnatori di manga in Italia, alcune in buona fede, altre un po’ meno, ma il trend è stato stabilito: piccole e medie case editrici tentano la pubblicazione di albi di manga italiani, credendo in questo mercato, usando spesso opere di autori cresciuti su Mangaijin.
Nel 2009 la Coniglio Editore ha tentato il progetto Mangaka, una rivista contenitore ambiziosa e distribuita in edicola in tutta la penisola, che si è rivelato un enorme flop per motivi di linea editoriale e organizzativi e ha chiuso dopo il numero 2 (nessun autore è ancora stato pagato, dal Settembre 2009, nonostante la pretesa di essere “l’unica rivista che paga le tue opere”).

Occhio Artisti!

Prima di lasciare la parola alla nostra prima "casa di artisti" in erba , un Ciao! a tutti quanti. Insieme a "I Love My Nerd" e "Girl in Japan", "Tracce Fresche" è una delle nuove rubriche nate dal restlying di Animeye.
In questo spazio, chiunque (e intendiamo proprio tutti) abbia un idea, un progetto, dei disegni e voglia parlare riguardo a come sarà rapida la sua ascesa nel mondo del fumetto, potrà farlo. Basterà che mandi a questo indirizzo, (daccodaniele@gmail.com) un articolo di almeno 5000 battute e una breve dichiarazione di intenti e potrà essere pubblicato nel nostro personalissimo spazio.
Quindi: occhio artisti!

Importante anche il discorso legato ai corsi di disegno manga, che stanno davvero invadendo l’Italia. Una parola va spesa in merito. Da quanto visto finora, sono nate due tipologie di corsi: la prima, organizzata da realtà che non hanno interesse nell’editoria e nella promozione culturale di questa forma d’arte e, lungi dal fornire un reale supporto al potenziale mangaka, organizzano costosissimi corsi con il solo scopo di ottenere più denaro possibile e lasciare poi il malcapitato in balia delle onde. Le seconde, che si auspica diventi la fetta più numerosa, affiancano alla didattica un supporto che prosegue ben oltre il corso, un cammino che possa aiutare l’aspirante mangaka ad avvicinarsi pian piano al difficile e contorto mondo dell’editoria.
Realtà come Mangaijin, ma non solo, hanno sempre creduto in questa filosofia e ne sono la prova i rapporti da sempre ben curati con gli editori del settore e le grandi realtà di informazione.
Il mondo del manga italiano richiederebbe un’analisi sicuramente più lunga e approfondita, ma al momento lo spazio rimasto è poco. Leggete fino in fondo a queste pagine per risolvere un’importante e annosa questione sul “manga italiano sì, manga italiano no”.
Per concludere, possiamo dire che il manga italiano è agli albori, sta cercando faticosamente di uscire dalla culla ed entrare in un mondo, quello del fumetto italiano, tra i più ostici al mondo. Il percorso è ancora lungo e non mancheranno errori e problemi, ma riguardando indietro al 2007, a quel sito spartano, a quell’idea bislacca di poche persone, pare quasi impossibile che in soli 3 anni siano cambiate così tante cose.
Molti cambiamenti e nuove rivoluzioni sono all’orizzonte.
Mangaijin, che abbiamo avuto modo di intervistare, assicura che ha iniziato tutto questo e resterà in prima fila, per offrire un punto di ritrovo ai disegnatori e un prodotto sempre migliore per i lettori, diventando una realtà non legata strettamente a una rivista fisica, ma un vero e proprio movimento culturale.

Cosa è il “manga italiano”? Può esistere? E’ una terminologia inappropriata?
In pochissime righe, vorrei chiarire la vicenda che ormai si trascina da anni.
Un italiano può fare manga. Un italiano NON può fare un manga giapponese.
Manga e fumetto sono sinonimi, utilizziamo questo termine semplicemente per distinguere particolari tagli registici, tecniche stilistiche ed evidenti tratti anatomici.
Non dobbiamo dimenticare però che gli stessi mangaka giapponesi sono totalmente differenti l’uno dall’altro, dall’iper-realistico al super deformed più spinto.
Esiste quindi un “manga italiano”? Io parlerei di fenomeno culturale, di passioni e interessi, di voglia di sperimentare utilizzando un linguaggio diverso dalla tradizione europea.
Chiamatelo poi manga, fumetto, arte sequenziale, quel che conta è la sostanza: una forma d’arte che trasmette emozioni e contenuti personali.

Ricordatevi: www.mangaijin.it