Speciale Attack N° 1

Stefania Sansonna, J-Pop e Mimi: la nuova squadra della nazionale di pallavolo!

Articolo a cura di

Testi di Monica Fumagalli e Daniele Daccò
Una volta entrati in Fnac a Milano ci siamo trovati nella stessa stanza con EDIZIONI BD/J-POP e con la stupenda atleta Stefania Sansonna, libero dell'Asystell Novara, squadra di pallavolo che milita in serie A1. Roba seria insomma.
Stefania ha presentato una storia che tutti conosciamo bene, ovvero Attack No1, forse siamo più abituati a sentirla chiamare con il nome di "Mimi e la Nazionale di Pallavolo" ma ci siamo comunque capiti.
Stefania è cresciuta con Mimi, la sua passione per lo sport è nata proprio grazie a questo anime, certo, lei non si allenava con le catene ma l'influenza si è fatta sentire lo stesso.
Ed è su questo che l'interessante conferenza stampa è stata incentrata, Stefania ha raccontato con trasporto, l'impegno personale e la sofferenza che l'ha portata dove è ora: in vetta.
Il sacrificio porta alla vittoria, un sacrifico che prima di tutto (proprio come Mimi) viene fatto con il cuore, ogni goccia di sudore è versata per uno scopo, comune, con la propria squadra.
A volte una vittoria è più di una semplice vittoria è un esempio, un simbolo, sarà retorica forse ma a noi piace lo stesso, l'impegno può farti arrivare ovunque, il resto sono solo scuse.
Proprio come Mimi.

I loro occhi brillano. Non solo per tutti quei sentimenti e per quelle emozioni che solitamente accendono lo sguardo dei protagonisti di un manga, come la tenacia, la determinazione, la passione, la rabbia.. la felicità.
Brillano letteralmente. Davvero accattivanti e nostalgici questi grandi occhi scintillanti, e altrettanto interessante è il fuoco che arde in quegli esili corpi di giovani studentesse e atlete provette.
Ma andiamo con ordine. Attack n°1 è la creatura di Chikako Urano, mangaka probabilmente tra le prime ad aver fuso il genere shōjo allo spokon, il tutto a metà degli anni '60.
Kozue Ayuhara è una ragazza che si è appena trasferita dalla Meiho, prestigiosa scuola di Tōkyō, in una piccola scuola di periferia, a causa di un problema di salute che solo l'aria di campagna/mare può risanare. Ma non sarà quello a guarirla, sarà nientemeno che la pallavolo. Sport che lei adora e di cui conosce ogni segreto. Lì, alle superiori Fujimi, c'è un gran bisogno di qualcuno che riporti il club sportivo alla ribalta.
Le ragazze saranno sottoposte ad allenamenti estenuanti, guidate da un allenatore severo fino quasi alla malvagità, ma che nasconde per loro un grande affetto e il desiderio di vederle migliorare fino alla perfezione. I palloni saettano da una parte all'altra del campo, colpiscono come proiettili e lasciano lividi che non scompaiono facilmente, e non tutte riescono a reggere questi estenuanti esercizi, rinunciando. Chilometri e chilometri di corse senza fine, piegamenti, saltelli e molto altro ancora. Ma questo non fermerà Kozue e compagne, che passo dopo passo diventano sempre più forti. La vittoria è tutto ciò a cui ambiscono, ciò che desiderano dal profondo, ma naturalmente non sarà cosa facile, ci sarà chi metterà loro i bastoni tra le ruote, ci saranno crolli psicologici e fisici.
Quanto all'amore, che in uno shōjo non manca mai, è presente ma lasciato in secondo piano perchè il vero protagonista, l'ingranaggio che fa girare la macchina è lo sport, la pallavolo.

Non si tratta solamente di un gruppo di ragazzine che "giocano" a pallavolo, si tratta di giovani donne che imparano cosa voglia dire far parte di una squadra, che crescono affrontando insieme le difficoltà che si trovano di fronte. Capiscono cosa voglia dire la sconfitta ma senza lasciarsi abbattere, continuando a migliorarsi con impegno e dedizione. Piangono, gioiscono, si disperano e festeggiano le une tra le braccia delle altre, creando un legame che le accompagnerà per i molti anni a venire.
Certo è un manga vecchio stampo, sa un po' di passato, ma forse proprio per questo ci può affascinare, facendoci riscoprire atmosfere differenti e uno stile di disegno di tempi diversi da quelli che stiamo vivendo ora. Le divise scolastiche per esempio, nonostante ci siano familiari hanno particolari che ci ricordano il periodo in cui è stato disegnato, come i cappelli con visiera rigida per i maschi, che ormai vediamo raramente. Le case, le strade, addirittura i genitori hanno il profumo del Giappone di cinquant'anni fa.
Inoltre le movenze dei personaggi hanno un che di rigido, angolazioni che paiono un po' strane, nonostante gli impossibili salti e tuffi delle atlete durante le partite.
Magari ad una prima occhiata potrebbe non colpire, ma se lo si legge con un po' di pazienza riserva dei particolari davvero piacevoli. J-pop riporta in auge un vecchio classico, passato in televisione negli anni '90 come "Quella magnifica dozzina" o "Mimì e la nazionale di pallavolo", in un'edizione tutta nuova e pronta per affascinare la nuova generazione e per far fare, alla precedete, un viaggio nei ricordi.
Da poco è uscito il primo volumetto, dalle dimensioni diverse rispetto ai manga con cui si ha a che fare di solito, piacevolmente maneggevole e adattabile a qualsiasi borsa, zaino o sacca.

Attack No.1 Una presentazione moderna per un manga di altri tempi, contenuti sempre attuali raccontati e illustrati con uno stile old fashion. Un mix frizzante che vale la pena di essere sfogliato più di una volta e letto con interesse. L'edizione J-Pop, come sempre, la fa da padrone e ci accompagna in un "nuovo" manga a sfondo sportivo, non ci resta che procurarcelo!