Dragon Ball Super: Alla scoperta della nuova trasformazione di Goku

Gli episodi 109 e 110 di Dragon Ball Super mostrano finalmente lo scontro diretto tra Son Goku e Jiren: chi sarà il vincitore?

speciale Dragon Ball Super: Alla scoperta della nuova trasformazione di Goku
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Giuseppe Arace Giuseppe Arace ha iniziato a venerare i videogiochi e il cinema quando, a soli 4 anni, è rimasto folgorato dalla schermata d’avvio del Sega Mega Drive e dai titoli di testa di Toy Story. Nato con un pad tra le braccia, vorrebbe morire con un Oscar. Non ama molto i social network e bazzica raramente solo su Google Plus.

Accadde nella puntata numero 95 dell'anime (o nel tankobon 27, se preferite): l'inizio di una nuova era per Dragon Ball, l'evento clou che, da quel momento in poi, condusse la serie verso un climax continuo e costante, fatto di power up sempre più devastanti, sempre più maestosi, sempre più eclatanti. Fu allora, nel corso dello straordinario combattimento contro Freezer, che Goku - dopo l'uccisione di Crilin da parte dell'Imperatore del Male - raggiunse lo stadio del leggendario Super Saiyan. Incanalò la sua ira, irruvidì (parzialmente) il suo cuore puro e scatenò tutto il potenziale sopito della razza guerriera per eccellenza. Questo rappresentò il primo passo per un'escalation senza fine, che culminò con l'avvento del Super Saiyan di terzo livello. Ogni qual volta, sia nell'anime che nel manga, abbiamo assistito ad una nuova trasformazione, intorno all'episodio ha aleggiato un alone di misticismo: il momento si fa tragico, la terra trema, il pubblico rimane col fiato sospeso e gli equilibri di potere iniziano drasticamente ad incrinarsi. E poi è arrivato Dragon Ball Super. Le versioni (canoniche) del Super Saiyan God e del Super Saiyan Blu (per non parlare del SSJ Rosé) hanno annichilito la vera natura degli abitanti del pianeta Vegeta: non più un'energia inedita, nata dalla rabbia, proveniente dall'interno, ma un percorso rituale e meccanico che necessita di agenti esterni per poter essere compiuto. Tra incoerenze e forzature narrative, l'essenza divina del Super Saiyan, insomma, non ci ha mai convinto fino in fondo. Ecco perché attendevamo con una certa curiosità l'avvento della nuova, presunta evoluzione di Goku durante il Torneo del Potere: dalle voci che circolavano in rete, infatti, sembrava proprio che l'inedita forma sarebbe stata raggiunta in un frangente di pura crisi, contro un avversario - Jiren il Grigio - dalla forza inaudita. In questo modo saremmo tornati, in parte, alle origini della serie Z: il Saiyan che trova in se stesso lo slancio per rialzarsi e trionfare; una mutazione che deriva dalla furia, dalla disperazione. Ma sarà davvero così?

Attenzione: l'articolo contiene spoiler sulle puntate in esame.

Quel che nasce dalla Genkidama

La combo di episodi 109-110 compone uno special di circa un'ora in cui ha luogo quello che dovrebbe essere, almeno teoricamente, il duello più importante del Torneo del Potere: ossia la battaglia che vede fronteggiarsi per la prima volta Son Goku e Jiren, membro dei Pride Troopers dell'Universo 11. Messa (finalmente!) da parte Ribrianne e la sua "ridicola ossessione per l'amore", i due "pezzi da novanta" danno inizio allo scontro. Nonostante la qualità dell'animazione sia abbastanza sopra la media rispetto alle altre puntate di Super, il duello sulle prime manca della giusta dose di pathos: Il Grigio è infatti un avversario troppo superiore al Saiyan, e il combattimento sembra condurre verso un solo ed unico esito. La portata dell'incontro è tale che gli altri partecipanti si tramutano in semplici spettatori: gli occhi di tutti i presenti, sia sul ring che sugli spalti, sono puntati verso i due contendenti. Tuttavia, né il Super Saiyan, né il God, né il Blu hanno su Jiren alcun effetto: si tratta senza dubbio del lottatore più potente che Goku abbia mai affrontato fino ad ora, tanto che neppure il kaiohken x20 sortisce il risultato sperato. Le scene si susseguono con una rapidità tale che l'epica finisce per essere soppiantata dalla fretta. Siamo lontani, in sostanza, dai tempi - ad esempio - dello scontro con Freezer su Namek, quando, pur essendo il protagonista visibilmente in svantaggio, veniva dato largo spazio ai suoi tentativi di ribalta, trasmettendoci la sua stessa, dolorosa e ansiogena fatica. La velocità con cui Kakaroth gioca tutte le sue carte ci dà la conferma di un dettaglio che, stando ai rumor degli ultimi giorni, poteva già essere intuito: questa contro Jiren è solo una battaglia preliminare, utile semplicemente ad introdurre le capacità del nemico, in attesa del futuro conflitto finale. Ed ecco che, ormai sopraffatto, a Goku non resta altra chance che ricorrere alla Genkidama, assorbendo l'energia dei propri compagni, persino di quelli presenti sulle tribune (il che ci lascia qualche dubbio sulla correttezza di una simile pratica, considerando che i personaggi eliminati non potrebbero - di norma - in alcun modo interferire e/o aiutare i guerrieri ancora in gara). Laddove persino Freezer condivide il suo ki, Vegeta invece, in un impeto d'orgoglio fuori contesto (perlomeno stando allo sviluppo caratteriale del principe dalla serie Z fino ad oggi) si rifiuta di contribuire.

La tecnica del re Kaioh del Nord, che ha permesso - tra l'altro - di annientare Kid Buu, si rivela del tutto inutile contro Jiren: senza mettere in dubbio la forza del nemico, è anche vero che questa Genkidama è decisamente meno potente di quella che ha spazzato via il Majin, poiché, mentre in Z si era nutrita dell'energia di tutti i terrestri, dei namecciani e persino degli spiriti dell'aldilà, qui beneficia "soltanto" del potere di 8 guerrieri (e forse nemmeno integralmente, altrimenti i "donatori", a rigor di logica, dovrebbero apparire del tutto sfiancati). Non sorprende quindi che il Pride Trooper sia stato in grado di respingerla senza troppi problemi, rivoltando contro Son Goku il suo stesso attacco. Implodendo in una sorta di buco nero nel quale il saiyan viene risucchiato, la Genkidama si dissolve nel nulla, lasciando solo un enorme cratere al centro del ring. Tra lo sgomento di Beerus, il tremolio di Gohan e il panico generale, mentre Zeno-Sama si appresta a cancellare il viso di Goku dal tabellone, ecco che Kakaroth riemerge dalle sue ceneri con un aspetto diverso da quello di un "tradizionale" Super Saiyan. Occhi argentei, capelli neri e sguardo tremendamente rilassato: i suoi movimenti sono diversi, più fluidi, rapidi, precisi. Sull'arena, Son-Kun sembra quasi volteggiare in una coreografica danza di colpi, riuscendo una volta per tutte a tenere testa al diretto rivale. È questa una delle poche volte in cui vediamo Whis piacevolmente sgomento: pare proprio che il suo allievo sia stato miracolosamente in grado di apprendere una tecnica molto complessa persino per gli dei della distruzione. Nel film La Resurrezione di F, l'angelo dell'Universo 7 la spiega in questo modo: "Serve del tempo prima che i cinque sensi si colleghino al cervello e poi questo, attraverso i nervi, comunichi col vostro corpo. [...] Dovete riuscire a rendere ogni parte del vostro corpo in grado di muoversi da sé, a proprio giudizio. [...] Se riuscirete a superare questo ostacolo, avrete le capacità di evitare qualsiasi pericolo". Grazie all'energia della Genkidama che Goku ha assorbito dentro di sé (come si evince dal colore dei suoi occhi), quindi, il saiyan ha nuovamente superato i suoi limiti, padroneggiando una tecnica in apparenza appannaggio solo degli angeli (e il volto sorpreso dell'Alto Sacerdote pare darcene un indizio).

Quella che attualmente viene definita come la forma "Limit Breaker", tuttavia, non sembra essere un nuovo, effettivo stadio evolutivo del Super Saiyan, bensì una "semplice" capacità inedita, un burst prestazionale che, al momento, è soltanto temporaneo. Pur giocandosela ad armi pari contro Jiren, infatti, Goku ha contro di sé lo scorrere del tempo: finito l'effetto della Genkidama, il protagonista viene, d'altronde, nuovamente sconfitto. È a quel punto che, nello scontro, interviene Hit, l'assassino dell'Universo 6, per permettere all'amico/rivale di sopravvivere e rimettersi in sesto. Sebbene il grande pubblico attendesse una "trasformazione" aggiuntiva, quello che ci è stato presentato è piuttosto un livello transitorio, un'abilità strepitosa ma ancora instabile. Spetterà allora ai prossimi episodi fugare le perplessità intorno a questo improvviso e misterioso aumento di potere, che siamo sicuri tornerà a presentarsi nella battaglia finale contro Jiren il Grigio, il mortale che persino un dio della distruzione non è in grado di sconfiggere.