Speciale Frank Miller

Frank Miller, viaggio all'interno della sua cinematica fumettistica, alla scoperta di un autore che non ha paura di nulla!

speciale Frank Miller
Articolo a cura di

Frank Miller il fumetto come il cinema, il cinema come il fumetto.

Di lui e del suo genio si può dire e si è detto tutto ma per riassumere:
Frank Miller è uno scrittore, disegnatore, sindacalista, innovatore e regista.

Adorato come una divinità dai lettori di fumetti, recentemente ha visto strabordare la sua fama grazie alle collaborazioni con il mondo del cinema, vedi “Sin City”, “300” e “The Spirit”.

Al mondo del fumetto ha regalato una serie di capolavori, tra i principali ricordiamo: Ronin, Devil Born Again, Il ritorno del Cavaliere Oscuro, Give Me Liberty, Sin City e 300.

Dalle ceneri della cucina del diavolo

Miller, artista eccentrico, pignolo fino al dettaglio, riconfigura la realtà attraverso il suo sguardo opaco e vitreo.
Il suo mondo è cinico, duro, votato all'Hard Boiled, ma non nasce dal nulla o per caso; il lavoro narrativo di questo autore geniale nasce dalle diverse esperienze di vita dell'autore stesso.
Per il lavoro su Devil possiamo dire che tutto comincia nel 1976, quando all'età di 19 anni, Frank approda a New York e va ad abitare proprio nel popolare quartiere di Hell's Kitchen (letteralmente: cucina del diavolo), che renderà poi famoso ambientandovi le storie di Devil/Matt Murdock.

Mentre l'ispirazione per Sin City gli arriverà invece dal periodo los angelino risalente agli anni 90 e al periodo del primo ciclo hollywoodiano che vedremo meglio in seguito.

Il maestro si fa le ossa

La prima traccia fumettistica risale ad un anonimo numero 84 dell'albo a fumetti “Twilight Zone”, su licenza della popolare serie televisiva da noi conosciuta come “Ai confini della realtà” per poi passare a piccoli lavori, fino a diventare un regolare disegnatore fill-in (storie pronte, fuori continuity, che vanno a coprire eventuali buchi narrativi lasciati dal regolare team creativo della testata) e copertinista per una serie di titoli, tra cui Peter Parker the Spectacular Spider-Man (se interessati le trovate ristampata su qualche vecchio numero della collana For Fans Only) dove, quasi per caso si trovò alle prese con il personaggio di Devil.

Possiamo dire che fu davvero un amore a prima vista, un colpo di fulmine creativo, perché subito dopo quella breve esperienza Miller andò a chiedere all'editor in chief, all' epoca Jim Shooter, se fosse possibile lavorare sulla testata dedicata a Devil. Shooter acconsentì e affidò a Miller le matite della serie a partire dal numero 158 (Maggio 1979) e così nacque la leggenda o parte di essa.
E' normale che i primi numeri della sua gestione rispettano ancora il tradizionale e canonico stile super eroistico ma è anche vero che non ci vuole molto per vedere la serie del Diavolo Rosso influenzata a pieno da Miller, che in poco tempo abbandona le classiche storie da comic book e vira energicamente verso uno stile votato al noir; le vendite aumentano (quale maggior successo per un comic book?) e la serie passa da bimestrale a mensile.
Non ci vogliono che dieci numeri dieci, poi è un tutto Miller, che non si ferma solo a disegnarle, le storie, e comincia a scriverle a modo suo, lasciando il solo compito delle chine al prode Klaus Janson. A questo punto, in pieno slancio creativo, Frank crea un un personaggio leggendario: la ninja mercenaria di origine greca meglio conosciuta come Elektra.
Miller dimostra tutto il suo talento e si impossessa a piene mani della storia del personaggio e la ricostruisce alla sua maniera, creando un ciclo di storie (recentemente ristampato in un volume omnibus dalla Panini Comics) d'importanza fondamentale per il super eroe cieco e per il mondo dei comics in generale, trascinando un personaggio fino ad allora ritenuto di secondo piano, lassù nell'Olimpo del fumetto per vendite e qualità.
Ma in quel periodo il genio creativo dell'autore trovò il tempo di ri-plasmare un altro personaggio classico, il mutante canadese con gli artigli creato da Len Wein e Herb Trimpe, ovvero Wolverine.
In coppia con Chris Claremont (testi), Miller si trovò a disegnare una mini serie di 4 numeri dedicata al X-Men canadese con gli artigli di adamantio.
Ritorna il richiamo al misticismo e alle filosofie orientali, i lavori di Miller abbondano di Ninja, arti marziali, Sai, nunchaku e stelle a cinque punte ma se siete appassionati d'oriente e volente apprezzare a pieno la scrittura e il tratto di un Miller ormai maturo e consapevole delle sue qualità, non vi resta che attrezzarvi e partire alla ricerca del volume dedicato a Ronin, miniserie Dc.

Con Ronin Miller comincia a fare spola tra la Casa delle Idee e la Distinta Concorrenza.
Siamo nel 1986 e se un titolo come “Il ritorno del Cavaliere oscuro” non vi dice nulla, beh vi siete davvero persi la storia del fumetto.
Richiamato il bravo Klaus Janson, dai tempi di Devil, e con la colorazione affidata alla donna che all'epoca era sua moglie, Miller osa quello che nessuno finora aveva mai osato: scrivere l'epilogo di un mito come Batman.

Il ritorno del Cavaliere Oscuro

“The return of the Dark Knight” non è una graphic novel, è LA graphic novel come può esserlo solamente “Watchmen” o “V for Vendetta” per intenderci.
In questa miniserie troviamo un Batman che ha raggiunto ormai l'età di 55 anni e che dopo essersi ritirato dalla guerra al crimine, in seguito alla morte del secondo Robin (Jason Todd) è costretto a tornare a combattere in una Gotham del futuro pervasa da criminalità organizzata e violenza gratuita.
La critica sociale di Miller, in quest'opera è diretta, Batman è un cavaliere anarchico che combatte un'ordine sociale mal gestito e corrotto, troppo occupato a governare i propri interessi per occuparsi dei comuni cittadini. Non a caso Miller userà il personaggio anarchico per eccellenza del mondo Dc, Freccia Verde (Green Arrow) arciere ormai con un braccio solo, come spalla alla lotta contro il nuovo ordine mondiale imposto da un Superman burattino del potere.
Questo nuovo Batman è cinico, duro, maturo, non si tira indietro nella lotta e combatte per le idee di un passato ancora duro a morire, almeno finché avrà fiato in corpo.
Miller ha fatto centro ancora una volta: ha scelto la via narrativa migliore per una leggenda che sembrava andarsi appannando sotto il peso degli anni e lo ha caratterizzato al suo meglio tanto che la miniserie è un successo mondiale che rilancia la Dc in testa alle vendite e ripropone Batman sotto ogni riflettore.

Per poter rinascere il diavolo deve morire dentro

Dopo il restyling definitivo del Cavaliere Oscuro, Miller vuole tornare al suo primo amore, Devil, per un nuovo entusiasmante ciclo narrativo, tra cui si segnala “Badlands”, una sorta di fill-in artistico che contiene un esplicito omaggio alla poetica rock del Boss Bruce Springsteen, a cui Miller rende omaggio con questa tragica e intensa storia muta. Il ritorno a Devil si consolida dopo il passaggio di consegne tra i disegnatori, saluta un forse troppo classico Buscema, che lascia il posto ad un altro italo americano: David Mazzuchelli.
Il nuovo tandem creativo impiegherà sette numeri sette per far letteralmente esplodere il personaggio e la testata dando vita al famoso ciclo “Born Again” #227-233 (Feb.-Aug. 1986).
Miller insudicia, sporca il suo amore per il diavolo rosso e gioca con i personaggi storici della serie.
Tutto comincia quando ritroviamo l'ex segretaria e amore di Matt Murdock, Karen Page, precipitata nel mondo dei film porno e della droga. Karen, in crisi di astinenza, per riuscire ad ottenere una dose decide di vendere l'informazione più preziosa al mondo, ovvero l'identità segreta di Devil.
La notizia arriva così a Wilson Fisk, Kingpin lo zar del crimine di New York e nemesi di Murdock, che decide di usarla a suo vantaggio per piegare lo spirito dell'eroe, annullando la vita di Matt Murdock.
Matt, privato di tutto, anche della sua identità, è chiamato alla prova più dura della sua vita: può infatti un diavolo rinascere? “Born Again” visto il lavoro introspettivo e quello svolto sulle contraddittorie origini del personaggio, dal rapporto con la madre e con la religione per arrivare alla resurrezione finale, è forse il capolavoro assoluto di Miller, superiore per intensità al “Ritorno del Cavaliere Oscuro” ma questo è un punto su cui si potrebbe dibattere per anni e lasciamo ai lettori il giudizio.

La passione di Miller per il diavolo rosso non si ferma qui, anzi, successivamente esce un ulteriore masterpiece, in collaborazione con Bill Sienkiewicz: “Amore e morte”, graphic novel a tinte forti e oniriche del 1986. Ma questa è la prima collaborazione tra i due autori che arriveranno a realizzare “Elektra: Assasins”, fumetto per adulti, tanto che la Marvel per uscirne pulita decide di pubblicarlo sotto licenza della Epic Comics e fuori dalla continuity ufficiale.

Il passaggio sotto il cavallo nero

Un successo dopo l'altro costringono le due major a contendersi l'autore che, come visto non si fa troppo pregare per lavorare su Devil o su Batman.
Portandosi Mazzucchelli alla Dc, stesso tandem creativo di “Born again” e stesse intenzioni, ovvero quelle di dare nuovo slancio al personaggio, Miller si diverte a riscrivere in termini freudiani le origini dell'uomo pipistrello, nasce così “Batman: anno uno”, buon lavoro ma lontano dai parametri che si erano fissati con il Devil hard-boiled.
Il motivo è presto detto: Miller si è sentito frenato, lavorando in casa Dc, da una sorte di censura morale che l'editore ha imposto a lui e ad altri autori (gente del calibro di Marv Wolfman, Alan Moore e Howard Chaykin).
Tutto finisce con una controversia che non avrà buon esito tanto che Miller decide di traslocare sotto l'etichetta indipendente della Dark Horse, dove godrà di una maggiore libertà creativa, facendosi portavoce della lotta alla censura nei comics.
La voglia di fare qualcosa di nuovo, di poter rendere libere e incondizionate le sue idee su tavola lo portano di nuovo sotto la Epic Comics per la resurrezione di Elektra in “Elektra Lives Again”, primo grande esempio della nuova arte milleriana che andrà poi a sfociare poi nelle avventure di Martha Washington (“Give Me Liberty” e “Martha Washington va alla guerra” disegnate da Dave Gibson e pubblicate con la Dark Horse comics) dove una donna afro americana si trova a combattere nella Guerra Civile di un futuro alternativo.
Qui ritroviamo il Miller del “Ritorno del Cavaliere Oscuro” (peccato che Martha Washington non goda del carisma di un Bruce Wayne) impegnato nel sociale, arguto nella critica politica e pronto a lasciare ampio respiro all'azione e alla satira.

Hollywood: andata e ritorno e again!

Sono gli anni 90 e il mondo del cinema chiama. Miller viene infatti contattato da Hollywood per scrivere i due sequel delle avventure di Murphy, il robot Cyborg meglio conosciuto come Robocop.
Ma il mondo del cinema si rivela essere più ipocrita di quel che lo stesso Miller pensava e questo primo incontro servirà solo a rendere Frank ancora più integralista nella lotta contro la censura. L'autore infatti si dichiara disgustato da quel mondo e dalle continue interferenze che i suoi scritti hanno dovuto subire per arrivare sul grande schermo, tanto che all'epoca arrivò ad affermare che non avrebbe mai concesso la licenza di qualche sua opera a Hollywood.
Fortunatamente con il tempo si rimangiò quelle parole, dimostrando forse poca coerenza ma una grande intelligenza artistica, solo così infatti abbiamo potuto ammirare le versioni cinematografiche di “Sin City” e “300”!
Nel 1991 il ritorno al fumetto, dopo la parentesi cinematografica, segna un ritorno alle origini: viene infatti realizzata una miniserie (sempre per l'etichetta della Dark Horse) in bianco e nero, a tinte decisamente noir, dove a far da protagonista è un luogo, una città, schiava del peccato e prigione per i peccatori, dove il bene è bianco è il male è nero ma dove ognuno ha le sue ragioni e il suo tempo per redimersi. Questa serie, uscita su Dark Horse Present 51-62, è niente di meno che Sin city, la città del peccato.
Due anni dopo vengono gettate su inchiostro e nuvole le idee cinematografiche che aveva avuto per il suo amato diavolo, a disegnare “L'Uomo senza paura” è John Romita Jr.
Arriva quindi l'epopea dei 300 guerrieri spartani dove Miller racconta in maniera eroica e hard boiled la battaglia delle Termopoli vista dal Re spartano Leonida che nel 2007 diventerà poi il film diretto da Zack Snyder.

Il nuovo millennio milleriano si apre in campo fumettistico con Batman e il sequel del Ritorno del Cavaliere oscuro, “Il Cavaliere oscuro colpisce ancora” e la serie “All Star Barman and Robin”, due colpi forse a salve da un autore distratto un po' troppo dalle sirene hollywoodiane.

Vengono infatti realizzati i film di Sin city e 300 e per la prima volta Miller è chiamato a dirigere un film tutto suo, con un cast stellare: The Spirit, dedicato al personaggio di Will Eisner.

Due parole in conclusione

Miller ha dichiarato di essere stato artisticamente influenzatoda Will Eisner, Neal Adams, Jack Kirby, Jim Steranko, Frank Franzetta, Joe Kubert, Wally Wood, Hugo Pratt e molti altri ancora; mentre per la scrittura le influenze arrivano da autori noir come Mickey Spillane, Raymond Chandler etc...

Miller è sinonimo ormai di capolavoro nel campo del fumetto, come visto ha fatto centro in molteplici occasioni.
Ha stravolto e rielaborato origini di personaggi granitici come Batman e ha proiettato nell'olimpo eroi minori come Devil. Ha applicato per primo la filosofia pulp nel mondo del fumetto, sporcandolo, macchiandolo, facendogli perdere un bel po' di innocenza per prendere a schiaffi la storia e il lettore. Catapultando il tutto in un mondo iperbolico di violenza e azione dove l'eroe per vincere deve sudare e sanguinare.
Impietoso nel giudizio non si è mai tirato indietro nelle battaglie del settore contro la censura, meticoloso e scrupoloso fino al dettaglio e uno storico appassionato dei comics e non.
Vedi anche i due libri intervista editi dalla Kappa edizioni dove Miller conversa sul media fumetto con altri grandi autori.

Curiosamente Miller ha recitato qualche piccola parte in diversi film e il suo personaggio è sempre morto.

Scrivere un articolo esaustivo su Frank Miller è impresa titanica, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo!
Su ogni singola opera di Miller si potrebbero scrivere pagine e pagine di critica ma con questo nostro articolo dedicato al genio visionario di Frank Miller abbiamo voluto rendere omaggio al suo talento e, allo stesso tempo, avvicinare i lettori neofiti e curiosi alle opere di questo grande maestro del fumetto mondiale.
l

Animeye Biographies Una vita di successi, una carriera di pietre miliare. In ogni biblioteca, non solo fumettistica, dovrebbero trovare spazio opere come "The Dark Knight Return" e "Daredevil: Born Again" su tutte. Un artista, che da poco si è avvicinato al mondo del cinema, cinetico e visionario dal punto di vista del tratto che si rifà alla grande tradizione pulp e noir americana per la sua narrativa.