Speciale hack and "the world"

Il mondo a portata di mouse non è bello come sembra.

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Quante volte avete pensato di fuggire da tutto e tutti? Quante volte vi siete sentiti depressi, sconfortati, tristi, schiacciati dalla quotidianità? Quante volte vi siete sentiti avviliti per un grosso fallimento e avreste voluto ricominciare tutto da capo, semmai dall'ultimo checkpoint della vostra vita?
Bene, il "the world" fa al caso vostro!
Sin dall'inizio dell'industrializzazione, che ha portato con sé una triste strumentalizzazione dell'uomo stesso, si sono iniziate a vedere nella società espressioni di insofferenza molto spiccata verso un fenomeno definibile come alienazione sociale. Oggi, nel 2011, queste espressioni divengono sempre più frequenti, rasentando la follia.
Purtroppo la società odierna si propone sempre più di far avanzare non colui che merita, ma colui che fa credere di meritare o, peggio ancora, colui che riesce ad essere più furbo, smaliziato se non scorretto.
Nascono così complessi d'inferiorità e manie di persecuzione che portano l'individuo a desiderare il proprio totale annichilimento sociale.
Spesso ci si autoconvince di voler "ricominciare tutto da zero", "cambiare vita", "cercare la propria dimensione". Purtroppo per noi la nostra dimensione è data dalla società in cui si vive, ergo cambiando società si riuscirebbe a cambiare il proprio status.
Ogni luogo di fuga, quindi, sembra idoneo, purché ci faccia scappare dalle contingenze della vita che poco ci aggradano.

The world

"The world" è il mondo parallelo di un MMORPG, scenario delle vicende dell'anime/manga/videogioco .hack. Cos'è un MMORPG?... semplice, è un Massive Multiplayer Online Role Playing Games, ovvero un gioco di ruolo online dove si incontrano, sfidano e fanno amicizia una miriade di persone che si iscrivono, con il proprio alter ego, a tali giochi.
Nel mondo di .hack viene prospettata una tecnologia all'avanguardia in cui l'utente di turno, tramite un dispositivo ottico, può entrare a 360 gradi in questo mondo virtuale, conoscere gente, allenarsi, commerciare, combattere e quant'altro.
L'anime, capostipite della serie con .hack//SIGN, palesa uno scenario tanto suggestivo quanto aberrante.
Infatti tale mondo viene sfruttato da alcuni indiidui, oltre che come intrattenimento, proprio come mondo parallelo in cui trascorrere una seconda vita più consona alle proprie richieste.
Dopo la prima serie anime ne fu fatta una seconda "ROOT", mentre una serie di videogames per PlayStation 2 proliferava senza posa. Oltre questo sono state fatte svariate serie manga sfruttando il medesimo format.
Durante il manga e l'anime viene spesso riproposto il tema della solitudine umana, e di come essa venga aggirata dai giocatori che si fiondano anima e corpo nel videogame. Ivi essi si ricreano una seconda esistenza, dove possono essere ciò che realmente vorrebbero. Spesso succede che per un motivo o per l'altro (virus, deformazioni software e altri inconvenienti) il gioco riesca ad imprigionare alcuni utenti impedendogli il log out.
Altra vicenda di spicco è il mistero della key of the twilight (chiave del crepuscolo), oggetto misterioso dotato di illimitati poteri, probabilmente autogenerato da una sorta di coscienza sviluppata dallo stesso sistema. Tra le fila di tali suggestioni filosofiche (per non dire "pippe"), si muovono le vicende dei vari protagonisti che prendono la scena di volta in volta.

Significati occulti

L'intero mondo di .hack è una grossa e immensa allegoria, un mondo che evolve, cambia e si adatta alle aspettative dello spettatore. In base alle proprie richieste in .hack si può trovare una bella storiella o un gioco di ruolo particolare e intenso. Per contro, se si cerca di andare oltre l'apparenza si scoprono significati profondi, morali e denunce da sottovalutare.
Uno degli episodi che colpisce è rappresentato dalla speranza riposta da una giocatrice incallita che, si scoprirà, è una ragazza paralitica, la quale ricerca l'ebrezza della corsa in un mondo digitale. Altri invece cercano nel gioco il rispetto che non gli è tributato nella vita reale, altri, quasi come un contrappasso, vittime di soprusi nel real world si accaniscono violentemente contro i giocatori (PK - Player Killer).
Questi sono solo alcuni degli esempi più lampanti presenti fra manga ed anime, specchio di una società, non solo giapponese, sempre più verso una crisi d'identità, senza valori e con la morale decaduta fino ai minimi storici. Paradossalmente tale situazione risulta essere direttamente proporzionale al grado di sviluppo di un paese.

Questione di stile

L'intera produzione è caratterizzata da un forte stile. Purtroppo col passare del tempo anch'essa si è adeguata ai tempi che corrono arricchendo le proprie vicende con scontri spettacolari all'ultimo sangue (meglio dire, all'ultimo bit). E' infatti evidente che fra la prima serie anime e i successivi successi manga (ma anche anime) il tono di denuncia si è affievolito, mentre la componente action si è inasprita sottraendo tempo alle varie digressioni psicosociali.
Per quanto riguarda l'anime, impossibile non parlare delle meravigliose colonne sonore che popolano il "the world". Esse rappresentano senza ombra di dubbio il massimo della suggestione ispirata, in grado di raggiunger picchi difficilmente riscontrabili altrove. Le varie "key of the twilight", "in the land of twilight", "obsession" sono solo alcuni esempi di come venga modellata l'atmosfera del mondo di .hack.
Il manga, invece, si distingue per i ritmi più sostenuti delle vicende e per vignette grandi, chiare e ben definite da un tratto tanto sicuro quanto delicato; inoltre il solo fatto che l'edizione sia curata dalla J-POP rappresenta una garanzia in fatto di qualità.

.hack//Signs L’intera produzione di .hack oramai imperversa fra fan e non da anni. Il suo carattere estroso e le tematiche di indubbio spessore ne fanno un prodotto papabile per una grossa fetta di mercato. Bisogna quindi dare il doveroso contributo a una serie di manga, anime e videogames che ha il merito di appassionare e al contempo far riflettere su problematiche attuali. Purtroppo con l’andare del tempo la frivolezza si sta insisnuando anche e soprattutto in mezzi di comunicazione come manga ed anime eliminando una componente importante come quella riflessiva e di denuncia per far spazio a stupidi e scontati combattimenti contornati da altrettanti stupidi scempi linguistici. Per fortuna .hack per sua intrinseca natura è riuscita a mantenere saldo il suo modo di vedere e narrare le cose nonostante, come già detto, una certa influenza si faccia sentire. D’altronde si ci deve pur sempre adeguare al mercato.