Speciale Hayao Miyazaki's Girls

La nostra Top Ten delle ragazze dello Studio Ghibli, in marcia!

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Sulla scia de "La mano libera" eccoci riuniti per una tanto clamorosa quanto elettrizzante top ten delle "migliori" ragazze scaturite dai cervelli dello studio Ghibli.
Certo, lo so! Molti di voi ora staranno pensando: << ma non c'è nulla di elettrizzante (leggere arrapante) nei personaggi femminili dei film dello studio Ghibli!>>.
E infatti le cose stanno proprio così! Però, come recita la famosa canzone: << donne, donne, oltre le gambe c'è di più!>> le pulzelle in questione, non tutte giovanissime per la verità, sfoggiano un lato psicologico e un'introspezione spesso impressionanti.
Con loro non vedremo balconi tremolanti, curve amalfitane e abitini bondage emostatici; cercheremo di andare oltre le apparenze, cercheremo di sviscerare come e cosa esse ci vogliono comunicare in un determinato contesto.
Quindi dimenticatevi di sconcerie varie, questa è Poesia! In onore di Arriety, ecco che rispolveriamo el vostre conoscenze!
Bene, pensiamo sia utile una breve disamina di quali siano le principali tematiche affrontate dal colosso Ghibli. I tratti sfumati e delicati delle animazioni sin dal 1985, sono stati un marchio di fabbrica atto alla comunicazione dolce e riflessiva imposta dal grande maestro Hayao Miyazaki.
Come ogni grande del cinema, Miyazaki riesce a conciliare un'opera di riflessione e denuncia con il sogno, il fiabesco e l'onirico. Nelle opere che andremo citando si distinguono in modo chiaro e forte i tratti caratteristici di denunce verso fenomeni quali l'inquinamento, la distruzione della natura, la globalizzazione, l'alienazione sociale e le difficoltà lavorative per i giovani emergenti. Da sempre lo studio Ghibli ha prodotto opere che hanno suscitato fascino a livello mondiale verso ogni fascia d'età. Il loro intrattenimento è un qualcosa d'altro il cui fascino e le cui tendenze di pensiero riescono a preservare una sorta d'autonomia nei confronti della frivolezza che oramai pervade ogni casa e ogni produzione.
Le ragazze di cui stileremo una "classifica" compongono un cast femminile di spessore emotivo e narrativo. Esse rappresentano il clou della produzione Ghibli in grado di suscitare i sentimenti più forti nei cuori degli spettatori.
Ovviamente una graduatoria non può essere né stilata né mostrata se prima non se ne distinguono i tratti fondanti e i parametri di selezione. Nel caso specifico abbiamo deciso di attribuire un forte valore al carisma e all'emotività che il personaggio ha suscitato, relegando in secondo piano aspetti meramente estetici e affettivi.
Bene! Detto ciò, diamo inizio alle danze!

X - Fio (Porco Rosso)

Anche se abbiamo un debole per le ragazze con i capelli rossi in redazione, mettiamo la bella Fio Piccolo all'ultimo posto, sarebbe stato impossibile non citarla, ma per il suo ruolo di "Ragazza Premio" abbiamo preferito lasciarla in coda.
Gina dite? Potrebbe essere una buona sostituta, ma canta in Francese è rischioso. Fio sta bene dove sta, combattiva intraprendente e con un sedere più grande di quello che sembra!
La romantica fio sbarca al decimo posto!

IX - Ponyo (Ponyo sulla scogliera)

Al penultimo posto ritroviamo Ponyo, ragazzina-pesce frutto recente dello studio Ghibli. Purtroppo per quanto tenera e simpatica, la fanciulla non può guadagnare ulteriori posizioni a causa della sua scarsa loquacità. Nonostante questo è molto interessante e sviluppato il suo intrinseco amore per la natura, frutto anche delle sue origini marittime.

VIII - Setsuko (Una tomba per le lucciole)

Setsuko è la piccola sorellina del protagonista di uno dei film più commoventi dell'animazione. Rappresenta la responsabilità e l'onore da portare avanti in una famiglia che può essere composta anche solo da fratello e sorella. In un mondo in cui imperversa la guerra e il Giappone è impegnato in continue lotte, il popolo muore di fame e la manodopera scarseggia per via della leva militare. La bimba di pochi anni è la responsabilità fatta persona di un ragazzino che deve portare avanti il nucleo della famiglia senza i genitori.
Nel corso della storia ci si affeziona a lei e le si vuole bene molto facilmente. La sua ingenuità e la sua visione del mondo rallegrano e inteneriscono il cuore dello spettatore che diviene parte integrante del progetto di vita intrapreso dai due fratelli.
Commovente e sensibile, purtroppo non incide in maniera drastica, essendo comunque un attore non protagonista.

VII - Satsuki e Mei (Il mio vicino Totoro)

Eccoci giunti alla prima vera svolta della classifica!
Nonostante Totoro & company abbiano spopolato in Giappone e nel resto del mondo, le due piccole protagoniste non eccellono in carattere e originalità. Le due sono una buona coppia assortita dotate di ingenuità e dolcezza sconfinate, ma oltre a ciò non si riesce ad intravedere quel qualcosa in più che le altre componenti della chart posseggono.
Il mondo che si trovano a popolare è di una bellezza sconfinata; i paesaggi e le scene sostenute fra la realtà e l'onirico ne traggono scorci di indubbio spessore. Purtroppo però le situazioni con le quali si confrontano non riescono a indurre una crescita sensibile della loro personalità.
Da sogno! Ma non troppo.

VI - Arrietty

Arrietty è una delle ultimissime new entry nell'harem delle pulzelle Ghibli. Entra di prepotenza al sesto posto grazie alla sua risolutezza, curiosità e intraprendenza.
Un personaggio davvero ben congeniato che lascia spazio a molte interpretazioni suscitando comunque curiosità e affetto per questa orientale versione di Pollicina. Rispetto al personaggio partorito dalla mente di Anderson, Arrietty si trova in un contesto molto più maturo prospettando una sopravvivenza parassita tutt'altro che semplice. Al fine di adattarsi, la minuta ragazza dovrà scendere a compromessi con la vita e con i suoi sentimenti. Protagonista di una bella storia tanto semplice quanto attraente.

V - Sheeta (Laputa, castello nel cielo)

Arriviamo così a metà classifica, dove dimora una versione alternativa di Nadia de "The secret of blue water" alla ricerca dell'Atlantide di turno: Laputa. Probabilmente fonte d'ispirazione per il grande Hideaki Anno, Sheeta veste i panni della giovane avventuriera che cinque anni prima di Nadia, in compagnia del raggino di turno, parte alla ricerca di una terra fantastica.
Sheeta risulta sin dalle prime battuta risoluta e determinata senza mancare di quella ingenuità di fondo che da sempre è caratteristica portante delle opere Ghibli.
Purtroppo, causa la giovanissima età, talvolta cade in situazioni banali che ne deficitano il giudizio all'occhio dello spettatore. Nonostante ciò è comunque una dei rampolli di casa Ghibli (nonostante questo film sia stato fatto prima della effettiva fondazione dello studio vero e proprio).

IV - Kiki (Kiki, consegne a domicilio)

Saltiamo adesso da un dirigibile ad una scopa, e proseguiamo la scalata insieme alla streghetta Kiki, catapultandoci così in un mondo a cavallo fra realtà quotidiana e magia.
Kiki si merita la medaglia di legno senza dubbio grazie al suo carattere forte, maturo e tempestoso. La sua voglia di fare e di adattarsi alle contingenze è senza dubbio l'ingrediente perfetto da mescolarsi a quella dose giusta d'innocenza e pudicizia. Scarpagnando a destra e a manca fra i cieli della città, Kiki consegna non solo merce, ma anche allegria e simpatia, rallegrando i cuori degli spettatori.
Senza dubbio una delle ragazze meglio caratterizzate e più espressive che la mente di Miyazaki abbia mai partorito.

III - Chihiro (La città incantata)

Eccoci finalmente, dopo una lunga scalata, giungere al tanto ambito podio. Sul gradino più basso troviamo la protagonista del premio Oscar come miglior film d'animazione nel 2003.
Chihiro mostra sin da subito una caratterizzazione formidabile ed una contestualizzazione altrettanto superlativa. Il suo carattere infantile le consente di avere quella sfrontatezza nei confronti del pericolo che la aiuta a crescere in un ambiente ostile. Grazie anche ad un co-protagonista coi fiocchi, Chihiro riesce ad esprimere al meglio le sue doti di bimba curiosa e vogliosa di ritornare alla normalità.
In effetti l'allegoria generale del film consente alla protagonista di evolvere nell'arco della narrazione, assumendo anche atteggiamenti molto maturi e di responsabilità.
Insomma, la medaglia di bronzo se l'è meritata ampiamente e giocata quasi alla pari della "giovane" che ospita il secondo gradino del podio.

II - Sophie (Il castello errante di Howl)

Parliamo ora di un mondo magico costellato della tanto moderna quanto odiosa guerra. La particolarità e la maturità dei temi si inseriscono a pennello in un simile scenario in cui regnano incontrastate due figure di indiscusso spicco. Una delle due, Howl, è divenuto uno dei simboli per eccellenza dello studio Ghibli; l'altra, passata sempre un po' in sordina, è colei che si è aggiudicata la medaglia d'argento. Parliamo ovviamente di Sophie, una ragazza trasformata in un'anziana signora per via di un maleficio. Nonostante la giovane età, Sophie deve farsi carico di innumerevoli emozioni e situazioni non banali che ne comportano una crescita incredibile lungo l'iter narrativo.
Ciò che più stupisce è la caratterizzazione mentale di Sophie, che impregna profondamente la storia e i comprimari che adornano una delle più belle sceneggiature mai create.
Senza dubbio il contesto onirico e maestoso in cui viene posta ha contribuito ad incrementare la sua aura di fascino, ma nonostante ciò la giovane sembra essere nata per essere una vincente sotto tutti i punti di vista cinematografici.

I - Mononoke (La principessa Mononoke)

Eccoci finalmente giunti.
Giunti sulla sommità di una piramide costellata di mondi e avventure meravigliosamente oniriche e a tratti crude.
Come spesso succede colei o colui che domina un clan, o gruppo di sottoposti di sorta, è quella personalità provvista di forte spirito forgiato dal fuoco di mille battaglie e intemperie.
Ebbene, la principessa della foresta, figlia dei lupi, Mononoke è proprio seduta su questo maestoso trono.
Ciò che più la caratterizza e la distingue dalle produzioni differenti è la ferocia e la maturità indiscriminate con le quali vengono poste le vicende. La ferrea e sanguinaria lotta contro il progresso da sempre antitesi della natura e delle vite che ne traggono beneficio.
Mononoke si batte contro una società che sente più forte il bisogno irrefrenabile di progresso, di quanto non sia l'istinto innato di protezione verso la madre Terra. Combatte contro uomini accecati dall'egoismo e dagli agi, frutto del progresso stesso del quale divengono schiavi sempre più col tempo che passa.
La sua è una storia commovente fatta di sacrificio e sofferenze, priva di quel sollievo frutto dell'ingenuità che è riscontrabile nella maggior parte delle produzioni Ghibli.
Senza dubbio lei è l'unica che per maturità, carattere, carisma e tematiche trattate nell'ambito della narrazione, merita di troneggiare su tutte le altre.
Ne ha l'esperienza, ne ha la forza, ne ha il diritto, ma soprattutto il dovere!

Hayao Miyazaki's Girls Insomma, lo studio Ghibli ci ha viziato un po’ nel corso degli anni, sfornando molti personaggi femminili dall’indiscusso appeal. Ovviamente ci sono molte altre figure femminili uscite dagli studios giapponesi in questione, ma che ovviamente non hanno fatto presa, bucando lo schermo, come quelle da noi oggi elencate. Poi, è ovvio, che ci possano essere preferenze dettate da gusti personali differenti; è ovvio, che tali gusti possano generare una classifica differente. Noi, dal canto nostro, abbiamo cercato di essere il più obiettivi possibili, cercando di conferire “punti” in base alla maturità ed incisività che il personaggio femminile in questione possiedono, anche in relazione alle altre. Ci spiace pertanto di non aver potuto parlare di personaggi di caratura minore che hanno comunque riscosso successo; senza così citare capolavori altrettanto validi come Porco Rosso, Le avventure di Terramare e molti altri.