Speciale Intervista a Don Rosa

Animeye intervista Don Rosa, lo zio dei paperi! - Prima Parte

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Ecco il nostro primo appuntamento con il simpatico Don Rosa: Animeye ha infatti presenziato alla conferenza stampa dedicata a lui, che si è tenuta al Torino Comics 2011.
Non solo ritroveremo le risposte più salienti effettuate durante l'incontro con i fans ma, solo per voi, siamo riusciti a porgli qualche interessante domanda.
Questo speciale (riveduto, corretto e approfondito) sarà suddiviso in due parti: la prima riguardante le domande "intime" che gli abbiamo posto, la seconda con alcuni estratti della conferenza stampa.
E ora andiamo ad incominciare!
Se non sapessi che non è così giurerei che Don Rosa sia $crooge McDuck in ossa e piume, ho avuto la fortuna di intervistarlo dopo la conferenza stampa al Torino Comics e vi posso giurare che è lui, non ci sono dubbi.
Basette arruffate, fisico atletico nonostante gli inverni, occhiali tondi e sguardo furbo, ecco chi mi sono ritrovato davanti, Don Rosa non ha certo bisogno di presentazioni.
Qualsiasi persona che voglia spacciarsi come esperto di fumetti deve conoscere il suo nome, se non è così, mi dispiace per voi ma avete una lacuna grande quanto un deposito.
L'animo schietto da abitante del Kentucky (o quello di cercatore d'oro dello Yukon?) emergeva ad ogni gesto, ad ogni frase pronunciata.
Permettetemi una piccola digressione prima dell'intervista, la dualità tra l'animo di Don Rosa e Scrooge verrà ampliata nella domanda iniziale quindi non preoccupatevi, cosa significa essere un papero?
Se c'è una persona che sa cosa significa essere un papero questa è Don Rosa, mq non parlo dei paperi della Disney italiana, mi riferisco ai "figli" di Carl Barks.
Personaggi come Donald e più nel dettaglio Uncle Scrooge vanno aldilà del fumetto come lo conosciamo, trascendono la carta patinata dei volumi che tentano di contenerli e arrivano dritti a noi.
Forse è per questo che rivedo tanto di quei paperi in lui, il modo di fare che non può essere malinteso, l'aura di "avventura" la camicia a quadri...è un papero.
Don Rosa ha origini italiane, è nato a Louisville nel lontano 1951 da emigranti di Udine, ma ciò che veramente ci interessa comincia nel 1986, quando inizia a lavorare per gli editori licenziatari Disney per creare fumetti dei personaggi Disney, e si afferma come "fedele" continuatore dell'opera di Barks.
Vero fiore all'occhiello della sua carriera è "The Life and Times of $crooge McDuck" (Paper Dinastia) l'epopea storica che racconta la scalata del successo di $crooge e delle vicende che lo hanno portato a diventare il papero più ricco del mondo.
Ma ho parlato anche troppo: che siate umani o paperi tenetevi pronti, ecco l'intervista!

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DD: Cosa senti di avere in comune con il personaggio di Uncle $crooge? Quali delle tue caratteristiche si riflettono in lui?

DR: Il suo lato sentimentale è molto simile al mio, nostalgico e malinconico riguardo al passato.
Quando ho capito che potevo continuare a scrivere e disegnare storie di $crooge, sapevo di aver bisogno che il personaggio mi piacesse, e non potrebbe mai piacermi un personaggio che è semplicemente avido. L'avidità è la radice di tutti i mali (e del partito repubblicano), così dovetti dare alla mia versione di $crooge una direzione diversa sotto questo aspetto. Il mio
$crooge non è avido nel senso classico, non accumula il denaro nel suo deposito per avidità, ma lo conserva perché c'è affezionato.
Ogni moneta del suo deposito gli ricorda un'avventura, $crooge è un sognatore, ama la sua vita e grazie ai soldi la ricorda.
I suoi soldi sono il simbolo dei suoi successi e delle sue conquiste, non se ne separa perché li ama!

DD: Hai mai pensato di concludere l'arco narrativo di Uncle $crooge? Di farlo morire insomma?

Ho spesso sognato a occhi aperti di scrivere una storia "finale" di Uncle $crooge che portasse la sua vita a una "conclusione" pur senza comprendere la sua morte effettiva. Penso che sarebbe più come "Final Superman Story" (in ital. "L'ultima storia di Superman") di Alan Moore... quando la DC Comics decise di rimodernare Superman negli anni Ottanta, fece scrivere a Moore una storia che portasse la vita precedente di Superman a una "conclusione", ponendo fine a tutte le situazioni e ai problemi esistiti nelle storie di Superman a partire dal 1938. Fu una splendida conclusione alla storia di Superman, un personaggio che amavo. E non ho provato interesse verso i fumetti di Superman che seguirono. Quella era per me la conclusione al MIO Superman.
E così, sogno a occhi aperti di creare una storia simile per $crooge. Ma non ha senso farlo... nessun editore la comprerebbe o la pubblicherebbe.

DD: Quanto la letteratura ha influenzato la tua arte?

DR: Leggo molto ma i libri non hanno mai influenzato il mio lavoro , fatta eccezione per le idee delle storie. Ricavo idee dai romanzi che leggo, dai libri di storia o dai film. Non esistono idee nuove, ma solo la scoperta di nuovi modi per combinare vecchie idee in modo nuovo. Inoltre i fumetti non sono come i romanzi... sono molto più simili ai film. Di fatto, quando decido come costruire una storia, o mostrare un'azione o un dialogo, non penso a come lo farebbe Carl Barks o qualsiasi altro creatore di fumetti... penso a come Alfred Hitchcock, o John Ford, potrebbe trattare la questione.

Intervista a Don Rosa Sbarequack! Tutte queste informazioni e siamo solo alla prima parte! Non mancate di gustarvi il secondo incontro con Don Rosa, parleremo di cinema, ingegneria e dei misteri della saga dei Paperi! Intanto godetevi il fantastico disegno autografato che Don Rosa ha creato per noi, non poteva essere che uno Scrooge infuriato! La redazione ne approfitta anche per scusarsi con il maestro per i problemi di traduzione della prima versione dell'articolo, e, per ringraziare i collaboratori Francesco Franchi e Gabriele Bianchi per i loro sforzi. A presto!