Speciale Japan o China Palace? Da Parigi a Lucca un'ondata di materiale contraffatto

Lucca Comics: troppo Made in China?

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Quante volte vi è venuta la voglia di prendere un artbook, un gadget, un action figure, un modellino, uno shitajiki o qualsiasi altra diavoleria sia stata realizzata con i vostri personaggi preferiti? Se poi siete appassionati di anime e manga la situazione si fa più complicata, questo perché nonostante le distanze si siano accorciate grazie a internet, non sempre è facile comprare dal Sol Levante e la Dogana di Orio al Serio, ben nota a chi compra dall'estero, aggrava e complica i tempi e i modi dei nostri acquisti.
Stando così la situazione, fiere molto grandi come il Japan Expo o Lucca Comics and Games diventano delle occasioni in cui l'appassionato di turno può reperire materiale originale datato o nuovo di pacca. Questo era il nostro pensiero fino all'anno scorso, dato che il 2011 si è rivelato, ahimè, l'anno del made in China. Non si tratta di comprare semplicemente un falso, ma di contribuire a mandare in malora il mercato. I falsi costano poco è vero, e con la crisi che c'è non sono in tanti quelli che vogliono spendere 300€ per la bacchetta di Creamy Mamy in edizione limitata o 180€ per le litografie del primo volume di One Piece.

Prime avvisaglie

Chi frequenta le fiere sa che ormai da anni il made in China ha invaso gli stand italiani. Inizialmente si è trattato di qualche merchandise contraffatto, come portafogli, strap... per poi passare agli accessori per i cosplay come orologi, catenine... E non dimentichiamoci dei dvd sottotitolati in italiano e degli artbook con pagine stampate male, realizzati con hardcover anziché con softcover! In quel periodo però il materiale originale si trovava ancora abbastanza facilmente, bisognava stare solo attenti nel cercare il venditore che non facesse un ricarico troppo esoso.
Negli ultimi anni il made in China ha cominciato a diffondersi molto velocemente grazie al cosplay. Sì, avete capito bene. Con il successo di serie come Bleach e Naruto sono arrivati in Italia i vari costumi made in China dall'Akatsuki e degli Shinigami della Soul Society, e con loro anelli, fasce e quant'altro. Ora, quanti di voi conoscono il Cospa? Si tratta di una serie di negozi giapponesi che assieme all'Animate vendono vestiti e accessori ufficiali delle varie serie (vedi Evangelion, Gundam, Naruto, One Piece...). I prezzi dei costumi per il cosplay si aggirano sui 10000/20000 yen, per questo motivo molto spesso chi li compra cerca di trovare l'usato o in Giappone o su Yahoo! Japan. Ma a parte il cosplay, in quanti sono disposti a spendere 300€ per un giubbotto con il retro ricamato con gli Eva o altri disegni ispirati a Evangelion? Per carità, per una felpa di Belzebub si spende sui 40€, ma tutti questi prezzi li pagate in Giappone, in Italia se passano per un rivenditore devono essere molto spesso raddoppiati e se li ordinate dovete fare i conti con la dogana.

E così il made in China ha avuto una spinta tale che ha soppiantato il materiale originale presente in molti stand, tanto da farci trovare in una situazione singolare all'edizione di quest'anno del Cartoomics. Ci siamo trovati in uno dei corridoi della fiera, a destra e a sinistra c'erano due stand che vendevano delle action figure di One Piece, per intenderci la serie Pop (Portrait of pirates). Gli appassionati della serie sanno che queste action figure hanno un costo che parte dai 60€ e che, in alcuni casi, supera le 3 cifre. Ma da un lato i prezzi si aggiravano sui 20/30€ e dall'altro partivano dai 60/70€. Made in China da una parte e made in Japan dall'altra. Quanti, ci chiediamo, si sono resi conto della differenza e soprattutto, in quel caso, a quanti è sembrato importante?


L'invasione all'estero

Dobbiamo ammetterlo, ci consideriamo tra i pochi fortunati che hanno mezzi e possibilità di andare al Japan Expo. Rispetto all'edizione 2010, quella 2011 ha visto la convivenza in pochi stand di materiale originale e materiale cinese, e in molti la vendita di solo oggetti contraffatti. Escludendo gli stand gestiti da Giapponesi che vendevano esclusivamente materiale originale, quelli gestiti dagli stranieri che possedevano esclusivamente materiale giapponese si contavano sulle dita delle mani. Ma perché un tale cambio? Perché gli addetti alla fiera non verificano che non sia venduto materiale contraffatto? Possiamo fare solo delle ipotesi. Se da un parte sembra un sogno poter comprare direttamente dal Cospa, dall'Animate, dall'Evangelion Store, da stand che vendono oggetti tipici di alcuni luoghi di Tokyo a prezzi molto abbordabili, o direttamente dallo stilista Naoto H., passeggiare tra i corridori dedicati ai negozianti sembrava un incubo. Tra kokeshi, cibo e accessori per il bento e vestiti j-pop, spuntavano artbook, gadget e accessori contraffatti. La presenza di materiale made in China più che creare grattacapi alla gente che voleva comprare qualcosa in fiera, ha recato grosse perdite ai venditori onesti. Il motivo è semplice: gli acquirenti compravano dove il materiale costava meno, forse senza rendersi conto che stavano acquistando materiale contraffatto. Vana speranza? Forse. Ma il problema sta diventando una vera piaga e rischia di far chiudere i commercianti onesti e di far proliferare ulteriormente l'invasione del made in China.

Tentare di compare materiale originale a Lucca

E a Lucca Comics and Games, che situazione abbiamo trovato? Partiamo dalla zona Games. La maggior parte degli stand vendeva materiale originale, buona parte di questi negozi si occupavano di import direttamente dal Giappone. Ma anche qui il made in China si è fatto largo tra gli stand. La presenza era fortunatamente molto minima, e in alcuni casi sugli stand si poteva trovare una compresenza di materiale originale e contraffatto.
Passiamo ai padiglioni in corso Garibaldi. Qui abbiamo trovato uno standista d'oro e molto onesto, che avvertiva i suoi compratori se il materiale che vendeva era originale o contraffatto. Questo signore ci ha spiegato come riconoscere le action figure false in fiera. Prima di tutto bisogna stare attenti ai prezzi: una nendoroid che costa 20/25 € è certamente un falso. Uno dei principali problemi è il fatto che oramai le confezioni delle edizioni made in China sono spesso completamente uguali a quelle originali. Nel caso però di alcuni ditte, come la Bandai, si possono distinguere i due prodotti grazie ai bollini olografici che vengono posti sulla scatola. Un altro controllo da fare richiede il poter aprire la scatola e controllare la qualità dell'action figure. Ad esempio: i pezzi sono tutti dipinti? È troppo brillante? Odora di plastica? Ci sono tutti i pezzi? Tra questi padiglioni il materiale cinese era purtroppo quello predominante.
Nella zona dei padiglioni in Piazza del Giglio e a San Giovanni qualche stand ha messo in evidenza dei cartelli con la dicitura solo materiale originale, altri no, non ne hanno sentono il bisogno. In quest'area la quantità di materiale originale era la più alta della fiera, soprattutto di quella presente al Japan Palace.
Il Japan Palace.

A fine fiera il posto è stato ribattezzato Chinese Palace, visto che gli stand che vendevano materiale originale erano pochissimi. Un controsenso bello e buono visto il nome che viene normalmente dato alla zona dell'Ex Real Collegio, un controsenso che ci ha fatto subito venire in mente la situazione di qualche mese prima al Parco delle Esposizioni di Parigi al Japan Expo. Il Japan Palace dovrebbe dare implicitamente una maggior sicurezza ai compratori sulla qualità del materiale che è venduto al suo interno, ma così non è stato. Vedere gente che comprava materiale palesemente contraffatto è stata una vera sofferenza! Chiacchierando di tale problema con un membro della giunta comunale siamo arrivati alla conclusione che non ci sono i mezzi per poter controllare se lo standista vende materiale originale o no. Una soluzione potrebbe essere porre il fantomatico cartello che riporta la dicitura materiale originale, dove è vero, ma anche qui bisogna fidarsi dell'onestà dei venditori...


Lucca Comics and Games 2011 Cosa ci rimane da fare? Fate sentire la vostra voce, lamentatevi con gli organizzatori, chiedete agli standisti se il materiale è vero o no, e sperate di beccare un venditore onesto. E non comprate di getto, controllate tutti gli stand della fiera prima di fare un acquisto avventato, potrete così salvarvi da inutili arrabbiature.