Speciale Monza che storia!

La prima guida a fumetti di Monza

speciale Monza che storia!
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Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.

Di Monza ora sappiamo che l'Arengario è il palazzo del 1200 sede del governo comunale, che fu fondata dai Romani con il nome di Modoetia, che il Duomo fu eretto dalla Regina Teodelinda per conservare la Corona Ferrea, così chiamata perchè contiene una lamina di ferro ottenuta da un chiodo della croce di Gesù, che l'immensa Villa Reale fu fatta costruire dall'Imperatrice Maria Teresa e che il suo Autodromo fu edificato nel 1922 in soli 110 giorni. E questo per il momento può bastare. Parola di Fabrizio Pozzoli, Presidente della Onlus Betania che promuove da lungo tempo il turismo della Brianza. Come ultima iniziativa ha coinvolto istituzioni (Comune e Camera di Commercio) nella pubblicazione e poi distribuzione di un fumetto composto da dieci pagine intitolato Monza, che storia! Un esperimento per promuovere il turismo a Ovest di Milano conciliando l'esplorazione del territorio con l'immediatezza visiva che solo un fumetto può esprimere.

Sloworld

Monza che storia! è arrivata fresca di stampa all'evento Sloworld. Nel corso della conferenza d'apertura si è parlato molto a proposito di come combaciare fumetto di qualità e turismo slow.
Trovate un resoconto del dibattito, nonchè alcuni cenni storici sul fumetto da viaggio leggendo il nostro speciale.

Altre frontiere del turismo

Parlando con Fabrizio Pozzoli emerge la netta direzione che un certo turismo sta intraprendendo. Non più megacomitive di cinquanta e più persone scarrozzate qua e là per la penisola a inseguire esperienze mordi e fuggi. In un week end si pretende di visitare Firenze, in un giorno si va ad abbronzarsi lungo il litorale ligure e si torna indietro (o meglio ci si sofferma a contemplare il casello di Melegnano), in sei ore si fa il giro di Roma in autobus Colosseo, Fori, San Pietro, Quirinale e poi ci si reimbarca sulla nave da crociera, eccetera eccetera.
E' un concetto che attiene alla vita fast che orari lavorativi e mille impegni ci impongono. Il tempo libero? E' poco non c'è che dire, quindi meglio condensare tutto quello che si vorrebbe fare in microassaggini da ingurgitare tutti d'un fiato. Più o meno come fai con la grappa: ergo per non scottarsi il palato.
E invece, lo scopo di Monza che storia! risulta essere quello di recuperare "la vera essenza del turismo, nell'accezione slow - scrive nella presentazione Carlo Edoardo Valli, Presidente della Camera di Commercio Monza Brianza - che è quella di assaporare autenticamente i gusti e i paesaggi, valorizzando la qualità, soffermandosi sulle eccellenze e sulle bellezze naturali e architettoniche".
E' davvero così? Beh Monza non è una città grande, non come Milano perlomeno, e una giornata la si può dedicare ad esplorare il centro storico, profittare dell'enogastronomia lombarda, fare due passi alla Villa Reale.
Pozzoli a questo punto pensa a una guida per valorizzare le peculiarità della città. Vuole qualcosa che sia accattivante ma anche puntuale, di facile lettura eppure esauriente. Recupera quindi quella letteratura da viaggio a fumetti oggetto di un nostro precedente speciale, pensando con disegni e balloon si possa dare a grandi linee un quadro della città.
Ci spiega che al turista curioso basta avere l'input, una vignetta, un riferimento per mettere in moto i giusti ingranaggi: perché non visitiamo quell'edificio, perché non entriamo in quella Chiesa, perché non... Poi se si è davvero interessati nessun problema: guide, audio guide, cataloghi, cartine, affollano gli scaffali di shop e librerie. Infatti le ultime pagine della guida a fumetti contengono informazioni bilingue (italiano e inglese) su come arrivare a Monza e cosa vedere nella città: ma son solo piccoli accenni, un più che agile compendio.
Sulla distribuzione? Su questo Pozzoli mette le mani avanti e lascia l'intero onere al Comune di Monza, che di certo non potrà negare di avere tra le mani uno strumento potentissimo per promuovere il turismo sul territorio, tanto accattivante quanto facilmente accessibile.

Monza a fumetti

Se la parte di propaganda e distribuzione rappresenta la vera novità e la cifra d'importanza di Monza che storia!, non possiamo certo dimenticare che la nostra missione è discernere di fumetti. E quindi iniziamo a leggere queste tavole a colori, passando in rassegna l'intero viaggio alla scoperta delle meraviglie di Monza. Con soggetto di Salvatore Luca de Fazio e disegni di Pierluigi Sangalli, brianzolo doc a lungo disegnatore delle strisce di Braccio di Ferro, Pinocchio, Topo Gigio. Lo stesso Sangalli immagina di prendere per mani un bambinetto biondo in polo e cappellino all'interno di un significativo tour.
Comunicazioni turistiche si mescolano con frasi fatte su stampo educativo. Non ci troviamo certo davanti a un fumetto che ricerca l'eccellenza, a meno che questa non coincida con colori saturi, tratti lineari e minimo senso registico. Ma se avete ben letto i precedenti paragrafi avete già compreso come questi difetti siano lautamente oltrepassati dall'obiettivo non di esplorare chissà quali tecniche o tematiche espressive, ma semplicemente combinare disegni e balloon per introdurre il visitatore al capoluogo lombardo.

Sloworld Monza che storia! fa il paio con la già annunciata guida a fumetti di Lucca ad opera di Gino Gavioli, un opera sulla carta ben più densa di quella redatta da Pierluigi Sangalli, la quale, però, lascia comunque intendere una certa positiva portata dell'iniziativa. Più che una scommessa un'affascinante esperienza con l'obiettivo di coniugare la vocazione del fumetto al racconto della realtà per immagini manuali con l'immediata leggibilità di una pagina a disegni e didascalie.

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