Speciale Myth Cloth

Approfondimento sulle action figure del momento

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I primi modelli Classic

Chi fosse cresciuto a cavallo tra gli anni 80 e 90, ricorderà sicuramente Saint Seiya, popolare manga di Masami Kurumada arrivato in occidente con il nome I Cavalieri dello Zodiaco, diventato celebre grazie alla fantastica trasposizione animata dal character design affidato a Shingo Araki e, qui da noi, ad un doppiaggio particolarmente ispirato e d'atmosfera per l'epoca.
Dal manga, che narra le avventure dei cosiddetti "Saint", ovvero combattenti che indossano armature ispirate alle costellazioni zodiacali e combattono in nome delle rispettive divinità (nel caso dei protagonisti Atena), all'epoca furono tratti innumerevoli merchandise, e tra i più importanti, ci sono i modellini ispirati ai vari Saint o Cavalieri che dir si voglia.
Nel 1990 infatti, Giochi Preziosi importa anche in Italia la serie di action figure lanciata da Bandai in Giappone due anni prima e, pur riscuotendo un grandissimo successo, i Cavalieri rimasero per molti bambini dell'epoca un vero e proprio sogno proibito. I prezzi risultarono infatti decisamente proibitivi per il giovane pubblico e anche a causa dello scarso numero di pezzi arrivati e della difficile reperibilità dall'estero, puntare alla collezione completa era molto difficile.
Caratterizzati da un corpo in plastica non molto dettagliato ma d'effetto per l'epoca, altezza attorno ai 10 centimetri, armature curate in metallo con alcuni pezzi in plastica e adatti sia al collezionismo sia al gioco per i più piccoli e possibilità di riprodurre il segno zodiacale del cavaliere, erano il modo migliore per immedesimarsi nelle leggendarie battaglie a cui assistevamo nell'anime.
Ad oggi sono state davvero poche le persone ad aver completato questa serie, denominata Classic per distinguerla dalle serie successive: fuori dal territorio nipponico e sul mercato, le varie edizioni commemorative e i numerosi special tendono a toccare cifre astronomiche.
Più volte Giochi Preziosi ha provato negli anni recenti a rilanciare i Vintage in contemporanea alle messe in onda televisive, non riuscendo a replicare il successo ottenuto inizialmente.

La nascita dei Myth Cloth

In Giappone, tuttavia, le cose continuarono ad essere differenti e Saint Seiya rimase costantemente un marchio di grande successo.
A cavallo degli anni 2000 infatti, Bandai lancia una nuova linea di modellini chiamati Saint Seiya DX. Questi si presentano come più grandi, più proporzionati dei Classic, con armatura interamente in plastica e per la prima volta con componenti come gambali o bracciali che avvolgono interamente l'arto. Purtroppo, la somiglianza con i personaggi dell'anime è abbastanza scarsa e la totalità dell'armatura in plastica li fa sembrare giocattoli per bambini molto più di quanto lo fossero i Classic. Vengono realizzati i cinque Bronze Saint v1 (ovvero con la prima armatura che si vede nell'anime) e due Gold Saint, Aiolia di Leo e Aiolos di Sagittarius. Il successo è pari allo zero,
cosi come è assodata la loro permanenza sugli scaffali giapponesi.
Poco tempo dopo, Bandai ci riprova con una seconda linea "moderna", chiamata Saint Seiya Action Saint, per accompagnare il lancio dell'anime negli Stati Uniti.
Anche stavolta la serie si rivela un flop, vengono realizzati i cinque Bronze v1 e i corrispettivi Black Saint (le nemesi dei protagonisti in armatura identica ma di colore nero). Nonostante visivamente si presentino migliori dei DX e contengano diversi extra nella confezione (stand porta armatura per i Bronze e parti dell'armatura del Sagittario per i Black), non uscirà più nessun modello di questa serie.
Proprio dalle ceneri di queste due serie fallimentari e rimaste nei ricordi di poche persone, nascerà la linea destinata a far splendere il marchio Saint Seiya come non mai nelle vetrine dei collezionisti di tutto il mondo.
Nel 2003 infatti, in concomitanza con la nuova serie animata Saint Seiya The Hades: Chapter Sanctuary, Bandai realizza una versione commemorativa di Seiya, protagonista della serie, in armatura V2, ovvero l'armatura rinata grazie al sangue dei Gold Saint. Questo modellino si presenta con una cura dei particolari mai vista prima. Armatura in metallo, altissima posabilità, extra abbondanti di mani, possibilità di riprodurre il totem e fedeltà all'anime, lo rendono un successo immediato. In pochi mesi verranno lanciati assieme a Seiya gli altri quattro Bronze Saint, sempre in armatura V2. Il successo è enorme ed inaspettato.
Immediatamente, Bandai decide di far uscire anche i dodici Gold Saint e, pian piano, i principali esponenti della serie a cadenza di un modello al mese, accelerata solo negli ultimi due anni. Nasce così la serie Myth Cloth, che ad oggi conta tra Myth regolari, Premium, Appendix e Limited Edition, oltre 70 esemplari ed è lontana dal definirsi vicina alla conclusione. Finalmente oggi, grazie ancora una volta all'importazione da parte di Giochi Preziosi, abbiamo i primi undici Myth importati ufficialmente in Italia e chi fino ad ora non si era avvicinato a questo mondo per paura dei prezzi ostici e della scarsa reperibilità, può tirare un sospiro di sollievo.

Analisi del Prodotto

Ma scendiamo ora nei dettagli di quel che avremo in mano una volta acquistato un Myth Cloth, o un Cavaliere dello Zodiaco Deluxe (cosi viene chiamata la linea di Myth italiani da GP) che dir si voglia.
Innanzi tutto, la scatola si presenta di forma cubica, piacevole da vedersi, con apertura centrale a libro che ci permette se aperta di vedere il contenuto, grazie ai due lati interni in plastica trasparente: per controllare la presenza di tutti i pezzi, il colore ed eventuali difetti di fabbricazione. La costina è diversa per ogni modello e presenta il segno zodiacale del Saint al centro, la scritta Saint Cloth Myth che identifica la linea nella parte alta, e il nome del Cloth nella parte bassa. Sul retro e frontalmente, vi sono immagini del Saint in pose statiche e dinamiche e lungo il perimetro dell'immagine frontale, un codice scritto in greco che preannuncia le successive uscite (riferite sempre al mercato giapponese). Ogni casta ha un colore della scatola e fregi differenti, giallo per i Gold, verde per i Marine, azzurro per i Bronze, viola per Hades e blu per i God Warrior.
Una volta aperta la confezione, il Saint e i suoi pezzi sono all'interno di appositi blister di plastica, ben chiusi per non permettere ai pezzi di muoversi durante gli spostamenti. Nella parte sinistra della scatola si trova il corpo del Saint e i pezzi dell'armatura, e in quello destro il totem e i pezzi per comporre il segno zodiacale. Il libretto è ben illustrato e facilmente comprensibile, anche se purtroppo nell'edizione italiana è ridotto ad un semplice foglio di carta. Difficilmente si riscontrano difficoltà nella fase di montaggio e l'ordine è lo stesso per tutti i cavalieri. Basta comunque un minimo di pratica per poter presto fare a meno delle istruzioni.
Il modello ha un altezza approssimativa di 15 centimetri ed è riproposto fedelmente in scala al cavaliere che rappresenta.
La collezione dei Myth Cloth si può definire in un certo senso doppia. Questo perchè i totem, ovvero le armature montate al segno zodiacale del Saint, sono, in parecchi casi, assolutamente splendide da vedere e curatissime, forse più belle del cavaliere con l'armatura addosso.
Ricchi set di mani, teste alternative, eventuali armi legate all'armatura ci aspettano inoltre per creare le pose più svariate al cui limite unico si pone la fantasia.
Per ottenere però un altissimo impatto visivo dell'armatura sia addosso al cavaliere che montata a segno, Bandai è dovuta scendere ad un compromesso: il corpo è infatti modellato e studiato per essere specificatamente indossato dall'armatura, con una grande aderenza, quasi fosse una seconda pelle. Per questo in alcuni punti come il torace o attorno alla vita, sono ben visibili le articolazioni del modello. Il paragone scatta prendendo in esame altre serie come i Revoltech, dove, pur essendo gli snodi pressochè invisibili, viene mantenuta un'altissima posabilità. Risulta perfettamente comprensibile infatti, come a molti fan possano non piacere i Saint con armature poco coprenti, visto che lasciano, soprattutto nella zona addominale, scoperte le articolazioni.

Evoluzione

Lungo questi cinque anni e mezzo di vita, i modellini della serie hanno subito un'evoluzione che li ha portati oggi vicini alla perfezione in quanto a fedeltà all'anime e ad essere molto appaganti dal punto di vista visivo. Con il lancio di Seiya in armatura V3, ovvero l'armatura rinata grazie al sangue di Atena, Bandai realizza un secondo corpo, definito di seconda generazione (G2) che offre una snodabilità e una libertà di movimento nettamente superiore al corpo di prima generazione (G1). A questo corpo, sono adattabili le armature V2 dei Bronze e verrà usato principalmenteper la realizzazione dei cinque cavalieri di bronzo in armatura V3. Con l'uscita del primo God Warrior, Siegfried, da noi conosciuto come Orion, Bandai lancia il corpo di terza generazione, il G3, che da questo momento in poi verrà usato per tutti i successivi Myth. Rispetto al corpo G2, risulta più slanciato e proporzionato, oltre ad offrire snodi e articolazioni più gradevoli da vedere.
L'evoluzione ha comportato anche un'espansione della linea. Negli ultimi due anni Bandai ha accelerato il numero di uscite, affiancando alla serie regolare svariate uscite in edizione limitata che, oltre a comprendere personaggi non in armatura (i cosiddetti Plain Cloth), propongono re-color di modelli già usciti in chiave manga, con capelli ed armature diversamente colorati e con una vernice più delicata.
Si può notare inoltre, soprattutto nei visi e nelle mani dei modelli, l'enorme affinamento e la cura sempre maggiore proposte da Bandai per i dettagli. Il paragone tra i primi Myth usciti e gli ultimi appare infatti ingeneroso. Per questo è nata la linea degli Appendix, busti specificatamente realizzati per migliorare il viso, soprattutto dei Gold Saint, alcune parti delle armature e offrire mani più proporzionate e curate.
Il metallo presente nelle armature varia da modello a modello. Per ovviare al peso eccessivo di alcune, come ad esempio bilancia o toro, sono usciti appositi stand di plastica, composti da una base, un sistema di aggancio regolabile a diverse altezze e un tappetino vellutato da mettere sulla base per impedire lo scivolamento.
L'importazione diretta da parte di Bandai France e Bandai Espana dei Myth, ha portato recentemente ad un adeguamento dei pezzi ritenuti pericolosi e ad un arrotondamento delle punte presenti nelle armature per rendere i modelli adatti anche al pubblico più giovane. Nonostante nella scatola l'età di riferimento sia 3+, è sbagliato definire i Myth "giocattoli". Le giunture sono infatti delicate e inadatte a movimenti continui, in pose non statiche col passare
del tempo rischiano di allentarsi e di cedere sotto il peso dell'armatura. Un'apposita prevenzione e un uso degli stand può fortunatamente prevenire tale inconveniente.

Futuro

Al momento, nonostante le difficoltà di importazione, i Myth sono ormai diffusi in tutto il mondo, tanto che a marzo 2008 si è toccata la ragguardevole cifra di 5 milioni di unità vendute nel mondo, un enorme successo commerciale per Bandai, che ha contribuito non poco anche al rilancio della serie Saint Seiya sotto forma cartacea e animata.
Le caste di Poseidone e dei Gold Saint sono finite, Hades e Asgard si avvicinano alla conclusione e tra due, massimo tre anni, Bandai potrebbe mandare in archivio la serie, chiudendola con i tanto attesi Bronze V1. Tuttavia, la prossima trasposizione in anime di Lost Canvas, capitolo prequel della saga di Saint Seiya e il recente inizio della più volte annunciata saga di Zeus in forma cartacea da parte di Masami Kurumada, potrebbero rimettere in
discussione questa ipotetica data.
Per noi cittadini del Bel Paese, non resta che attendere e sperare nella commercializzazione del resto della linea. Nonostante il grande successo a livello di vendite, il futuro dei Myth "italiani" appare abbastanza incerto e sarebbe davvero un peccato non vedere importati ufficialmente il resto dei Saint.
Vedere modelli cosi amati e curati sugli scaffali italiani a prezzi dimezzati rispetto al mercato d'importazione ha permesso a tanti nuovi fan di avvicinarsi all'attuale linea di punta, assieme ai SoC, di Bandai.
Per il momento, non possiamo far altro che incrociare le dita e sperare in un evoluzione positiva della situazione. Nel frattempo, possiamo bruciare il nostro cosmo, ovviamente.

Myth Cloth Per chi ama Saint Seiya, per chi è cresciuto con i modellini Vintage o leggendo il manga, e per chi ama vedere scintillanti armature indossate da personaggi accattivanti e carismatici, la presenza dei Myth Cloth in casa è, al giorno d'oggi, imprescindibile. Il miglior prodotto non cartaceo o animato mai dedicato al mondo di Kurumada e, più in generale, una delle più spettacolari linee di action figure in assoluto.