One Piece: i 3 film migliori dell'epopea piratesca di Eiichiro Oda

Strong, Z, Gold: breve analisi del perché gli ultimi 3 film supervisionati dal sensei Oda in persona sono i migliori della saga

speciale One Piece: i 3 film migliori dell'epopea piratesca di Eiichiro Oda
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In occasione dei festeggiamenti per il ventennale del manga creato da Eiichiro Oda, noi di Everyeye abbiamo pensato che fosse giunto il momento di censire i dodici film animati usciti nei cinema giapponesi (e non) in questi lunghi vent'anni di vita dell'opera. Diciamocelo, però: dodici lungometraggi sono davvero tanti, molti dei quali del tutto trascurabili a livello contenutistico. Così si è optato per un'oculata cernita dei 3 che tra tutti hanno maggiormente riscosso successo di critica e pubblico, nobilitati inoltre da legami notevolmente più diretti con l'opera cartacea cui sono ispirati. Non è una mera questione di gusti: le tre pellicole che prenderemo in esame sono decisamente superiori alle altre sotto praticamente ogni aspetto. Innanzitutto sono coadiuvate da una tecnica d'animazione d'eccellenza che fonde 2D e 3D, creando un effetto su schermo davvero pulito; in secondo luogo la trama è percorsa da una narrazione solida e ben congegnata, che porta nel mondo di One Piece, e soprattutto nelle pellicole tie-in, nemici in grado di competere con quelli del manga. Carismatici, intelligenti, potenti e soprattutto caratterizzati in maniera sopraffina, simili villain sono forse il punto d'eccellenza che distingue questo trittico animato dagli altri film. Non è un caso che il soggetto dei tre lungometraggi di cui vi parleremo porta la firma del sensei Oda stesso, che ha aiutato le produzioni con bozzetti e consigli. Come avrete intuito stiamo parlando di Strong World: One Piece Film, One Piece Film: Z e One Piece Gold: Il Film. Dunque bando alle ciance e andiamo a scoprire insieme perché questi tre pezzi del mosaico cinematografico di One Piece hanno meritato e meritano tutt'ora la nostra attenzione.

NB: l'articolo potrebbe contenere spoiler.

One Piece: Avventura sulle Isole Volanti (Strong World: One Piece Film)

Uscito ormai nel lontano 2009, Strong World fu il primo lungometraggio animato interamente supervisionato dal maestro Eiichiro Oda, che per l'occasione ne curò il soggetto e creò oltre 120 pagine di bozzetti originali. Il volere del sensei era che questa decima pellicola non risultasse un altro semplice tie-in come le precedenti, bensì che si amalgamasse alla perfezione con la serie madre, creando un nuovo tassello narrativo nel grande puzzle di One Piece. Per dare forza a questa sensazione di omogeneità che voleva infondere negli spettatori, Oda fece inserire il suo nome nei titoli di testa e, forse anche per questo semplice motivo, il film fu un vero e proprio campione d'incassi. Nel primo weekend di programmazione portò a casa la bellezza di 11.700.000 dollari e un primo posto al box-office giapponese. Le ragioni di tale successo furono riconducibili a vari fattori, uno dei quali fu la moderna tecnica d'animazione utilizzata per l'occasione, che fondeva, come anticipato, sfondi disegnati in un classico 2D a modelli tridimensionali che si muovevano su di essi, creando così più livelli di profondità con una pulizia generale davvero encomiabile. Altro fattore che decretò l'ottima riuscita in sala del film fu che, finalmente per la prima volta, durante la visione era come trovarsi tra le pagine del manga del maestro. Tutte quelle situazioni che avevano fatto (e fanno) di One Piece un'opera di culto, come la comicità demenziale, il cameratismo e il dramma di alcuni personaggi, erano presenti e preponderanti all'interno della pellicola. Certo aiutò molto anche la distribuzione in sala (solo nei cinema giapponesi) del "Volume 0" di One Piece, ambientato 3 anni prima dell'inizio del manga. Ora, oltre a questi tre fattori elencati, certamente non trascurabili, una cosa diede davvero una spinta distintiva e decisiva al film: il Villain! Tale Shiki il Leone Dorato. Il nemico che Oda propose come avversario dei nostri Mugiwara era semplicemente tra i migliori che il mangaka avesse mai sfornato fino a quel momento. Ed era possibile fare la sua conoscenza solo visionando la pellicola (e leggendo il volume 0 dove faceva una breve comparsa). Vecchia gloria della pirateria, Shiki ha vissuto la sua ascesa e il suo stesso declino durante il medesimo periodo in cui solcava i mari Gold D. Roger, futuro "Re dei Pirati".

Il Leone Dorato provò addirittura a persuadere Roger ad allearsi con lui ma, al rifiuto di quest'ultimo, nacque un violento scontro tra i due, che si concluse a causa di una terribile tempesta che, oltre a decimare la flotta di Shiki, fece conficcare il timone della sua nave nel cranio del pirata, senza possibilità di rimozione. Anni dopo, venuto a sapere della cattura e futura esecuzione di Roger, Shiki ingaggiò uno scontro con Garp e Sengoku al quartier generale della Marina, dove si era spinto per liberare il rivale. Sconfitto dai due, Il Leone Dorato fu imprigionato a Impel Down, la terribile prigione sottomarina dove restò per due anni.
Fu anche il primo prigioniero del carcere a evadere ma, per poterlo fare, dovette tranciarsi le gambe, imprigionate nelle manette di agalmatolite. In quanto possessore del frutto Fuwa Fuwa (un Paramisha), che permette sia a chi lo mangia a sia a qualsiasi cosa inanimata egli tocchi di levitare senza peso, riuscì a riprendersi subito dalla perdita dei due arti inferiori, e scomparve per oltre vent'anni, per ricomparire durante gli eventi di Strong World. Un personaggio sfaccettato, temibile e paradossalmente semplice e leggero, dalla forte personalità e con un character design davvero ispirato, che agisce per istinto come il nostro Rufy. Vero e proprio punto di forza del film, dunque, ed esempio al quale Oda si atterrà nel creare quello che diverrà il principale nemico del film successivo.

One Piece Film: Z

Come avrete notato, concentrarsi sulla trama del trittico preso in esame in questo articolo sarebbe stato un esercizio sterile, dato che la storia non è tra i fattori migliori della nidiata. Per quanto piene di ottime soluzioni narrative, superiori a quelle dei precedenti lungometraggi, la forza delle pellicole in questione risiede nei nemici principali proposti. E One Piece Film: Z ne ha uno che da subito si è imposto come il migliore mai scritto, addirittura superiore a Shiki, cosa che ha dell'incredibile data la progressiva successione dei due. Ma andiamo con ordine. Z uscì 3 anni dopo Strong World e i fan chiedevano a gran voce un altro grande film, capace di eguagliare e, perché no, superare la pellicola del 2009. Gli appassionati furono quindi accontentati, ma solo in parte. One Piece Film: Z ebbe infatti lo stesso succcesso del precedente lungometraggio, incassando nel weekend d'apertura 16.339.700 dollari e guadagnando nuovamente il primo posto al box-office giapponese. Critica e pubblico lodarono la bellezza dell'animazione, nuovamente commistione tra 2D e 3D, e la volontà di seguire le orme di Strong World, regalando al pubblico un nemico colossale e complesso. Nonostante Oda fosse tornato come supervisore della pellicola, il lavoro svolto sotto tale profilo fu leggermente inferiore a quello fatto su Strong World, e l'effetto tie-in, seppur in maniera lieve, si ripresentò. Ma anche questa volta, e con maggior vigore, l'Alfa e l'Omega del film fu il suo nemico principale, Zephyr, Ex Ammiraglio della Marina e ora capo dell'organizzazione paramilitare denominata Neomarina.

Fu l'istruttore di quasi tutti i più grandi marine di cui abbiamo fatto conoscenza, ma si allontanò dal Corpo quando il pirata che aveva ucciso sua moglie e suo figlio fu eletto membro della Flotta dei Sette. "Black Arm" Zephyr (soprannome dovuto al grande braccio meccanico di agalmatolite che utilizza) ha un grande senso di giustizia che non conosce vie di mezzo ed è disposto a tutto per metterlo in atto. È un personaggio di una complessità spiazzante, che non è facile cogliere a una prima visione. Continuamente in conflitto con se stesso, soffre per la perdita che ha subito, è furioso con la marina, rea di avergli voltato le spalle, ed ama i suoi vecchi discepoli (tra i quali c'è Aokiji). Per colmare il vuoto nel suo cuore, tratta i membri della Neomarina come se fossero suoi figli. Zephyr assomiglia ad un eroe convertitosi al male a causa di una forma esasperata di bene, e come ogni paladino smarrito troverà quindi un'illuminata redenzione nel finale, facendo emergere il bambino che è in lui, simbolo di quella purezza con cui difendeva i giusti dalle angherie, sotto il nome di Supereroe Z.

One Piece Gold: Il Film

Quest'ultimo film è forse il più debole dei tre. Gold, raggiungendo comunque livelli d'eccellenza per quanto concerne la qualità dell'animazione, perde sotto il piano della profondità. È forse la pellicola più d'accusa della serie, dato che si scaglia visibilmente contro il gioco d'azzardo, problema sempre più crescente in Giappone. Lo fa nella maniera di One Piece, proponendoci come avversario dei Mugiwara il proprietario del più grande casinò del mondo, Tesoro. Questi è il capo della nave Gran Tesoro, talmente enorme da risultare uno stato a parte, slegato dalle briglie del Governo. Gran Tesoro porta con se il 20% della ricchezza mondiale ed è un luogo in cui giungono praticamente tutti prima o poi, dai pirati ai Draghi Celesti. Il merito di tale potenza è dovuta soprattutto al suo edonistico leader, che si rivelerà essere a sua volta vittima del gioco d'azzardo. Sin da bambino sviluppò la passione per il canto, disciplina disprezzata dalla madre.

La sua vita fu distrutta dal padre già in giovane età, giocatore incallito che perse ogni risparmio e morì a causa di una malattia per la quale non poteva permettersi le cure. Tesoro abbandonò così la madre con la quale viveva in miseria, e divenne un ladro. Visse degnamente fino all'età di 16 anni, quando il demone del gioco tornò prepotentemente a rovinargli l'esistenza. Indebitato fino al collo, riuscì fortunosamente a scappare dalle grinfie di chi voleva condurlo in schiavitù. Un giorno conobbe una schiava di nome Stella all'interno di un negozio di umani. In virtù dell'amore per la fanciulla, Tesoro per un po' di tempo iniziò a rigare dritto (dato che Stella odiava i criminali), guadagnando legalmente i soldi necessari a liberarla dalle catene. Ma quando un Drago Celeste acquistò la sua amata, il ragazzo attaccò furiosamente il compratore: una simile offesa venne ritenuta imperdonabile, e Tesoro fu schiavizzato e marchiato. Trovò la libertà grazie a Fisher Tiger, che attaccò Marijoa per liberare i suoi simili dal giogo della schiavitù. Divenne poi un alleato di Doflamingo ed entrò in possesso del frutto Gold Gold. Sembrerebbe sulle prime un villain molto meno sfaccettato dei due precedenti antagonisti, ma ad un'attenta analisi si può notare come il suo ruolo di proprietario di un Casinò è forse la forma più alta di odio verso il gioco d'azzardo, poiché si eleva al di sopra della fortuna stessa, divenendo egli stesso il "Gioco". Tesoro è anche un nevrotico, reso tale dalle angherie subite nel periodo di schiavitù, dove gli era impedita persino una risata se non richiesta: una tale proibizione ha condizionato la sua psiche a tal punto da indurlo a uccidere chiunque rida senza il suo permesso o per una battuta che lui non ritenga divertente. Per quanto malvagio e oppressore, il personaggio di Tesoro, come detto, risulta una vittima del grande male del gioco d'azzardo. Uno dei grandi meriti della pellicola è proprio questo: porre l'accento sulla ludopatia, focalizzando l'attenzione su di una vita distrutta e mutata dal problema.
Tre pellicole, tre avversari da antologia per tre successi. Non ci resta che sperare che questa sequela di straordinari villain non si interrompa e che, dato il ventennale in corso, venga prodotta una nuova, grande pellicola tratta dall'universo di One Piece.