Speciale Rimini Comix 2011

Una delle fiere estive più amate. Noi ci siamo stati e vi racconteremo cose che non avreste potuto/voluto sapere.

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Il caldo afoso disturba ogni giorno la vita dei cittadini riminesi, eppure la fiera del fumetto e dell'animazione è strapiena di persone. Vestiti nel modo più disparato e accompagnati da qualche amico che porta dell'acqua. I colori più accesi che abbiate mai potuto vedere si uniscono per dare vita ad un fiume colorato, formato dai cosplayers. Così ha avuto inizio la settima edizione di Rimini Comix 2011, una delle fiere più amate dagli otaku. Animi accaldati che passeggiano in totale libertà per Piazza Fellini, vicino allo storico Grand Hotel. L'ingresso, naturalmente, è libero, come ogni anno. Cosa è accaduto di particolare in questa fiera? Quali VIP hanno parlato alla plebe? Scoprirete tutto questo nel nostro speciale dedicato alla fiera.

Manga a volontà!

Come ogni fiera che si rispetti, anche Rimini Comix ha un suo padiglione con tanta merce in vendita. Si passa dai fumetti della Bonelli ai manga che probabilmente mai avreste visto qui in Italia, perché sono in lingua originale. Camminare nel padiglione dedicato ai manga non è facile, per niente. Immaginate centinaia di persone sudate che passeggiano in vicoli strettissimi, bagnando di sudore non solo il proprio corpo, ma anche quello dei passanti che si trovano vicino. Questo disagio però, si supera facilmente se pensate alla quantità di materiale che si trova davanti ai vostri occhi, e non parliamo delle bellissime cosplayers. Per dimostrare l'importanza della fiera c'era anche STIC, ossia lo Star Trek Italian Club, che vendeva i vari libri e cercava nuovi affiliati per la loro community.
Fuori dal padiglione la situazione non era migliore dell'interno: una marea di persone tra cui si poteva distinguere qualche temerario che fotografava il suo eroe preferito in carne ed ossa. Ma malgrado la confusione tutto ciò è stato uno degli spettacoli estivi più spettacolari. Una fiera dei fumetti e cartoni è sempre contraddistinta dal fatto che nessuno ti guarda per come ti vesti o per la tua bellezza, nessuno si interessa a te come ad una persona vera. Ciascuno può essere chiunque: Batman, Robin, Monkey D. Lufy... Il sorriso in quelle giornate viene spontaneo, non solo per l'ammirazione verso i cosplayers, ma anche e soprattutto per la fratellanza che mostrano a noi, semplici mortali, rimasti allo stadio degli otaku.

Hugo Pratt Day e i suoi dintorni

Come ogni fiera di qualunque genere, anche Rimini Comix ha i suoi VIP: Giorgio Vanni, Sergio Bonelli e Ivo Pavone. L'incontro con Ivo Pavone era il primo della giornata e ha lasciato uno squarcio di emozioni nei cuori di tanti fan. Storico amico di Hugo Pratt ha raccontato il modo in cui i due si sono conosciuti. Da piccolo Ivo conservava tavole piuttosto rare, provenienti dall'estero. Un giorno le presta al sedicenne Hugo che, già spavaldo e originale, non le restituisce e Ivo è costretto a piangere per farsele ridare. Quello è stato l'inizio di un'amicizia pura e ricca di avventure, botte e risate. Ripercorrendo gli anni della seconda guerra mondiale, abbiamo conosciuto un Hugo Pratt violento come un teppista uscito da Shonan Junai Gumi, amante delle donne e particolarmente propenso all'avventura. Lo stesso Corto Maltese altro non è che l'incarnazione "un po' più alta" di Hugo in un fumetto (era bassino lui, e la cosa non gli andava proprio giù). Ancora prima di creare Corto Maltese, il famoso fumettista indossava il cappello da marinaio e viaggiava da un luogo ad un altro. Tante altre storie divertenti ruotano attorno a questo fantastico personaggio ed è un peccato che queste storie moriranno con gli amici di Hugo.
Era presente anche il cantante delle sigle dei cartoni animati che ci hanno accompagnato per anni e anni. Di chi parlo? Giorgio Vanni!!! Anche se la parte più interessante degli incontri è stata quella con Sergio Bonelli, l'editore storico italiano. Figlio di Gian Luigi Bonelli, il creatore di Tex, Sergio si sente sempre oppresso dalla figura del padre e della sua "creatura", impavida e senza difetti. Da piccolo si vergogna di raccontare agli altri cosa fa il padre e cosi è costretto a mentire, dicendo che si occupa dell'import-export, di non si sa cosa. Proprio questo fa nascere Mr.No, uno dei suoi eroi, una sua biografia un po' ritoccata. L'origine di Mr.No ha tante teorie, ma la verità, raccontata da Sergio, ci rivela che il No sta per un "non assomigliare" troppo al padre. Anche il coraggio di Mr.No è una sua invenzione, in quanto afferma lui stesso "senza i miei amici non sarei mai sopravvissuto durante i nostri viaggi. Non sapevo e non so tutt'ora aprire un barattolo di Simmental". Tante cose interessanti sono venute a galla in quest'incontro. Zagor, un capolavoro di Sergio Bonelli, è ispirato a tantissimi film e libri, ma questo lo ha reso un fumetto originale e all'avanguardia per i suoi tempi. Si è parlato anche della casa editrice, che molti credono sull'orlo del fallimento. In realtà, anche se non è il momento d'oro della casa editrice, non è nemmeno il peggiore dei periodi. Ogni fumetto continua nella sua produzione e vi possiamo rivelare che un nuovo autore straniero è pronto per creare un nuovo albo di Tex, come possiamo dirvi che a fine anno un albo speciale a colori sarà in vendita nelle fumetterie.

Il dominio orientale

Girando per la fiera ci si è accorti di una cosa: sono presenti quasi solamente manga di gran successo. Difficilmente si poteva scorgere un cosplayer vestito da Tex o Zagor, ma era facile incontrare tante copie di Monkey D. Lufy o gli Onibaku. C'era un cosplayer che interpretava Bob aggiustatutto, ma era solo, come un malato contagioso! La cosa che fa piangere per davvero è l'assenza del pubblico giovane negli incontri con Ivo Pavone e Sergio Bonelli. Tutti i presenti (eccetto due o tre ragazzi) erano ultracinquantenni che assorbivano ogni parola dei due protagonisti. La cosa che viene da pensare è che ai ragazzi non interessano gli eroi del proprio Paese, nemmeno per scoprire qualcosa di nuovo. I ragazzi erano tutti davanti a qualche bancarella per comprare un manga o un gadget di personaggi nipponici. Questi sono gli otaku odierni, ragazzi che non sono appassionati della cultura del disegno in movimento, ma fan solo dei manga. La stessa sensazione la si avvertiva passando per le varie bancarelle di fumetti. Non c'erano fumetti italiani moderni, solo i vecchi texoni o manga. Non sorprendetevi se i giovani autori non vendono. Perfino alla presentazione di un manga fatto da degli studenti riminesi non c'era quasi nessuno. Ogni anno le fiere sono sempre più grandi, con tantissimi visitatori e cosplayers, ma con una varietà di scelta sempre più povera.

Rimini Comix E anche la settima edizione è andata, per dare inizio non solo alla seconda parte dell'estate, ma anche ad un nuovo periodo di astinenza dalle grandi fiere. In linea generale possiamo affermare che, come al solito, la fiera è stata un vero successo, anche se con qualche difetto, ma la maggior parte del problema dipendeva dal caldo! Tanti cosplayers si sono divertiti nel posare per i curiosi e farsi delle foto con loro. Si avvertiva un senso di abbandono solo nelle sale dove parlavano i più grandi disegnatori italiani, ma è normale di questi tempi.