Speciale Shingo Araki

Shingo Araki è scomparso poche ore fa. Noi lo commemoriamo così.

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Articolo a cura di

Testi di Francesco "Fresca" Franchi
Spesso, purtroppo, siamo portati a dimenticare quasi subito o addirittura a non conoscere per nulla o a non dare l'importanza che meriterebbero a tutte quelle persone che, dietro le quinte, permettono agli anime che amiamo di prendere vita.
Parliamo di produttori, animatori e character designer e di tutte quelle figure che non conosciamo o cominciamo a conoscere solo quando diventano tanto famosi da diventare leggenda.
Una di queste leggende, Shingo Araki, è morta ieri all'età di settantadue anni e noi abbiamo preso una rincorsa per commemorarlo.
Araki, una vera e propria star in patria, riconosciuto universalmente per essere uno dei padri dell'animazione giapponese nacque a Nagoya il primo gennaio del 1939. Giovanissimo, a diciotto anni, vinse il premio della rivista Machi come miglior disegnatore emergente.

La sua lunga carriera nel mondo di anime e manga iniziò come magaka e durò fino al 1965 quando, finalmente, Araki riuscì a coronare il suo sogno e diventare animatore. Il suo primo datore di lavoro fu niente di meno che Osamu Tezuka, per lui e per la sua casa di pruduzione, la Mushi Pro, collaborò alla realizzazione dell'adattamento televisivo di Kimba il Leone Bianco (ricordate?) e della Principessa Zaffiro.
Dopo un paio d'anni, la Mushi gli sta stretta e decide di mettersi in proprio fondando una casa di produzione. Quest'avventura, nonostante un'importante collaborazione per la realizzazione di un altro capolavoro come Rocky Joe, termina pochi anni dopo con il fallimento.

Il passo successivo è approdare alla Toei, un vero mostro sacro dell'animazione made in Japan con la quale realizza alcuni grandi successi.
Il 1975 è l'anno della svolta, nasce infatti in quell'anno la Araki Production.
In questa nuova società Araki è libero di dare pieno sfogo alla sua creatività e professionalità. Nel mondo pochi come lui posso vantare di aver collaborato con personaggi del calibro di Go Nagai, Riyoko Ikeda e Masami Kurumada.
Assieme a Michi Himeno, realizza la trasposizione animata e il character design delle opere di Nagai, Devilman, Ufo Robot Goldrake, Cutie Honey, e molte altre, occupandosi personalmente delle figure maschili e lasciando alla sue collaboratrice quelle femminili.

L'Araki Production acquista sempre più importanza nel mondo dell'animazione e dagli anni ottanta in poi collabora assiduamente per la realizzazione di serie animate che acquistano sempre più importanza: Danguard, Lady Oscar, Lupin III, L'ispettore Gadget, Occhi di gatto, Kiss Me Licia, Capitan Harlock, Memole dolce Memole, Il grande sogno di Maya sono solo alcune serie che compongono il lungo curriculum di Araki, ma la serie che ha portato Araki nell'olimpo è senza dubbio I Cavalieri dello zodiaco.
Con quest'ultima serie Araki raggiunge l'apice del successo. Ogni personaggio, fondale, particolare è curato nei minimi dettagli, l'animazione e la fluidità del movimento sono curati fino alla maniacalità. La serie ha immediato successo sia in patria sia all'estero.
Gli anni passano ma Araki è instancabile e continua nel suo lavoro, le ultime opere per cui ha prestato la sua "matita" sono infatti BTX, Yu-Gi-Oh! E la nuova serie dei I cavalieri dello zodiaco.

Shingo Araki Ci sembra giusto e doveroso rendere omaggio a questo personaggio che ha collaborato con tutte (in senso letterale) le serie animate e che ha fatto sognare intere generazioni di appassionati dagli anni '60 ad oggi come pochi altri sono riusciti a fare e che, con la sua abilità e professionalità, ha reso grande l'animazione giapponese nel mondo.