Speciale The League of Extraordinary Gentlemen

The League of Extraordinary Gentlemen, first issue : il Capitano Nemo

Articolo a cura di

Testi di Gabriele Bianchi e Daniele Daccò
Salve cari lettori di ogni età. Rubo spazio al mio collega Gabriele per introdurvi quello che sarà il primo passo di Animeye verso la letteratura. Certo, sappiamo tutti che un buon fumetto, a tutti gli effetti, è letteratura. Molti dei "romanzi" illustrati che tanto amiamo non hanno niente da invidiare ad un buon libro. E proprio come nel cinema o nella letteratura, anche nel campo del fumetto ci sono prodotti più commerciali e altri più artistici. Ad esempio il manga ispirato a "Twilight", proprio come "il Codice Da Vinci", non è da considerarsi opera d'arte, ma mera operazione commerciale.
Tuttavia un'epopea illustrata al pari di "The Life and Times of Scrooge McDuck " o "Watchmen" è arte quanto "Delitto e Castigo" di Dostoievskij. Proprio per questo motivo, e ogni buon Nerd sarà d'accordo con noi, abbiamo deciso di iniziare questo breve speciale a sei puntate su "The League of Extraordinary Gentlemen". In onore dell'uscita del terzo capitolo dell'opera di Alan Moore e Kevin O'Neill, daremo uno sguardo ai suoi personaggi letterari, fumettistici e cinematografici. La lega, chiamata dalla corona d'Inghilterra, è formata dai più grandi eroi letterari della fine del 1800, un gruppo di "coraggiosi", uomini straordinari uniti per salvare il mondo. Il Capitano Nemo (20.000 Leghe Sotto i Mari), Wilemina Murray (Dracula), Hawley Griffin (The Invisible Man), Allan Quatermain (Le Miniere di Re Salomone) e Edward Hyde (Lo Strano caso del Dottor Jekill e Mr. Hyde). Ciascuno di essi avrà uno speciale dedicato nel quale affronteremo a tutto tondo il personaggio. Oggi inizieremo con il misterioso Capitano Nemo nato dalla penna di Jules Verne.
Ma, cari lettori, oggi sarete partecipi anche di un altro esperimento: i redattori che si occuperanno a mano a mano dei nostri eroi classici sono stati scelti dalla nostra redazione per la loro particolare affinità con il personaggio che tratteranno. Affinità emotiva, intellettuale e anche per la visione che hanno del mondo. Saranno articoli di parte? Lo speriamo in verità, è sempre interessante vedere con gli occhi di qualcun altro, ogni tanto.
Non credete?

La Lega degli Straordinari Gentlemen è un affresco straordinariamente denso, fitto di dettagli in ogni angolo. Ogni dialogo è una strizzata d'occhio verso un romanzo, un racconto, un fumetto, ogni tavola del bravissimo Kevin O'Neill nasconde un universo di riferimenti tale da rendere quasi impossibile pensare di coglierli tutti. Ogni volta che sfoglio la graphic novel, che la rileggo o anche soltanto che le do un'occhiata distratta, colgo qualcosa che mi era sfuggito. Che sia il ritratto di Dorian Gray sornionamente appeso nell'ufficio di Mycroft Holmes senza nemmeno una targhetta, o la marca di un innocuo trasformatore, Edison-Teslaton, che è lì solo per darci la suggestione di quello che sarebbe accaduto se i due scienziati più amati dai geek avessero unito le forze, o ancora la presenza a bordo del Nautilus del Capitano Nemo di Ismaele, il narratore del Moby Dick di Melville, la gioia di aver colto una citazione nascosta porta sempre con sé la consapevolezza che altre, moltissime altre ancora attendono di essere scoperte.
Ciò che è più impressionante dell'opera di Moore resta, oltre che la mole delle citazioni, l'abilità dell'autore di saperle mescolare alla perfezione, di partire da una premessa tanto bizzarra e di saper tessere un intreccio narrativo che funziona oltre ogni aspettativa. Ogni personaggio si porta dietro tutto il mythos dell'opera da cui proviene, eppure Moore riesce a legarli insieme in maniera non forzata, fluida, sorprendentemente coerente. Perfino nel caso del Capitano Nemo, il cui inserimento nella Lega è probabilmente il più borderline.

Il Capitano Nemo di Verne è un anti-imperialista convinto. Prende il mare, abbandona la propria patria e la propria identità, si spoglia di tutto tranne che della sua genialità scientifica e soprattutto del suo odio, immenso e inarrestabile, verso l'Inghilterra, causa della rovina del suo popolo e della sua famiglia. Niente lo convince ad interessarsi di nuovo degli affari della superficie, i destini degli uomini e delle nazioni non sono più affar suo. Condurrà una vita totalmente -o quasi!- isolata dalla terraferma fino al giorno della sua morte.
Come fare, allora, ad inserire un personaggio del genere in una task force di individui straordinari al servizio proprio della corona inglese, con il compito di difenderne gli interessi e le prerogative in tutto il mondo? Semplice: per dirlo con le parole del Capitano stesso, ciò che lui stava cercando non era altro che una nuova avventura.
Sembrerebbe, è vero, una soluzione un po' facilona, ma non è così. Il Nemo della Lega degli Straordinari Gentlemen è un personaggio intrigante e riuscito, che non lascia mai trasparire un reale interesse per le missioni che vengono affidate a lui e ai suoi compagni. Si mantiene sempre distaccato: a suo modo di vedere lui non lavora mai per gli Inglesi bensì con gli Inglesi, a sottolineare ulteriormente la sua appartenenza a nessuna altra patria che il mare. Nemmeno la sua natia India ormai, ha più interesse per lui, e l'odio per l'imperialismo britannico sembra essersi raffinato in un certo freddo disprezzo, spesso ironico e pungente, come quando liquida con una scrollata di spalle la possibilità di dover mandare alla morte centinaia di persone per salvare Londra dall'avanzata dei tripodi marziani: non è "sono solo umani", ma "sono solo Inglesi", un cinismo che sorprende perfino Mr. Hyde.
Con questo, però, non voglio affatto dire che Nemo sia una persona priva di scrupoli, spietata o malvagia. Proprio come il personaggio di Verne, pur distaccato, si scopre nobile e pronto ad aiutare le persone in difficoltà, perfino quelle di superficie, così anche quello di Moore si dimostra leale con i propri compagni, educato, perfino amichevole. E' emotivamente coinvolto dalle vicende umane degli altri gentlemen e soprattutto ha uno spiccato senso etico, evidentemente dimostrato nella sua rabbiosa reazione allo stupro di Griffin da parte di Hyde e soprattutto nel suo addio alla Lega, causato dall'uso di armi batteriologiche ante litteram da parte dell'Inghilterra per sconfiggere i marziani, cosa per Nemo assolutamente inaccettabile. E' in questa occasione che tutto l'antico odio verso i modi dell'Inghilterra, imperialista e mendace, ignobile e codarda, torna a galla violentemente.

Insomma: il tecno-pirata di Moore, dato per morto per quindici anni e poi reinventato agente segreto britannico, è ben lungi dall'essere una forzatura. Anzi, il personaggio che appare nella Lega è l'unica, naturale evoluzione del Nemo di Verne, con una personalità matura e una visione del mondo più stanca e pacata, sotto la quale però brilla sempre il fiero orgoglio del principe Dakkar dell'India.
Nemo contribuisce alla Lega con tutto il suo talento. Talento di leader innanzitutto, che emerge sia nel suo rapporto con il suo equipaggio, incrollabilmente fedele e profondamente affezionato al proprio capitano, sia nelle riunioni con i suoi compagni agenti segreti. Nemo è ben lontano dal voler reclamare per sé il ruolo di capo della Lega e anzi, generalmente si mantiene piuttosto defilato e distaccato. Ma l'Indiano si permette questo apparente ruolo gregario solo perchè sa perfettamente -così come sanno anche gli altri membri della Lega- che il suo apporto e le sue risorse sono fondamentali: senza il suo Nautilus e le altre meraviglie tecnologiche frutto del suo genio, la Lega potrebbe ben poco. Ed è soprattutto questa la caratteristica chiave del capitano: l'infinita intelligenza, la mente più acuta fra tutti i Gentiluomini. Anche Henry Jekyll è uno scienziato, è vero, ma la sua personalità è talmente affossata da quella di Hyde che l'apporto della scienza del buon dottore alla causa è minimo.

The League of Extraordinary Gentlemen Nemo è il cervello della Lega. Cervello in grado di immaginare e realizzare le più grandi invenzioni della sua epoca e di metterle a disposizione dei suoi compagni, di osservare e seguire i fili delle ragnatele di intrighi che si dipanano attorno a lui, di prendere decisioni difficili, perfino crudeli, con la freddezza di un fine stratega. Ma è anche un uomo di brucianti passioni, tenute a bada con fatica ma sempre pronte ad esplodere brutalmente.