Speciale Topolino: 80 Anni in Italia

Il settimanale Topolino festeggia i suoi primi 80 anni con una mostra al Museo WOW Spazio Fumetto

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Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.

Topolino ottuagenario potrebbe tranquillamente essere il titolo di una storia. Magari scritta da Rodolfo Cimino, autore Disney deceduto lo scorso Marzo che coi termini desueti si trovava perfettamente a proprio agio anche in un settimanale per ragazzi.
Topolino, il magazine italiano, prima giornale pubblicato da Nerbini, poi albo mensile edito da Mondadori, quindi quindicinale, settimanale, passato sotto l'egida Disney negli anni '90 e un anno addietro disponibile ogni 7 giorni anche su iPad. Proprio questa settimana l'app fa il debutto su iPhone riproponendo la formula parzialmente interattiva del tablet da 10" e le stesse forme di abbonamento (un singolo numero, 3, 6 mesi, 1 anno); lo fa in grande stile occupando addirittura la copertina del numero 2973 (il 3000 si avvicina!) in edicola questa settimana, al cui interno si trova la seconda e ultima parte di Topolino e gli Ombronauti, disegnata da Casty con omaggi a Gottfredson e Romano Scarpa. Mica bruscolini!
Insomma, Topolino giornale avrà pure 80 anni ma è arzillo quanto un ragazzino. Ne ha fatte di cotte e di crude durante questo lasso di tempo (e continua a farle), come dimostra un'esposizione al Museo WOW Spazio Fumetto di Milano dal 15 Novembre al 20 Gennaio. L'abbiamo visitata in anteprima!

80 anni, ma non li dimostra

Selezionare il materiale costituisce la prima difficoltà: scegliere quelle storie capaci di rappresentare un decennio di pubblicazioni, in grado di suscitare la lacrimuccia in quella generazione di lettori. C'è tutta la sfilza di numeri uno del periodo fascista, dei Topo Lino/Tuffolino farlocchi, delle incomprensioni per i diritti cartacei e cinematografici perfettamente documentati nel saggio Eccetto Topolino pubblicato da Nicola Pesce (lo stesso editore a Lucca ha proposto i primi due volumi I Disney italiani ad un prezzo da collezionisti!).
Topolino divenne libretto nel 1949, per amorevole volere dell'editore Mondadori. Sono gli anni in cui si consolida la scuola Disney italiana, costretta ad ingrossare le proprie file di nuovi sceneggiatori e altrettanti disegnatori perchè gli artisti d'oltreoceano non riuscivano a sostenere il ritmo di pubblicazione delle storie italiane. Un po' per esigenza, un po' per casualità, il fare fumetti di topi e paperi deve ancora molto agli artisti del Bel Paese: ancora oggi dicono che i 2/3 dei fumetti Disney sono realizzati da autori italiani. Mica male, dato che sono esportati in tutta Europa e nel Sud America!
Nel frattempo il settimanale Topolino crea personaggi inediti come Brigitta, innamorata di Paperone ma giammai ricambiata, oppure Paperinik, "diabolico" ladro che mette una pezza alla sfortuna di Paperino, e in anni più recenti la spia Double Duck, sempre alter-ego di Paolino Paperino. Ma d'altronde, per un personaggio debuttato mondialmente su carta proprio su Topolino formato giornale è naturale che i disegnatori nostrani si dimostrino così amorevoli!
Il giornale con i decenni si evolve, si moltiplica in innumerevoli testate alcune nostalgiche, altre sperimentali, fino all'immenso successo del comic PK, la cui influenza è finita per ricadere anche sul settimanale con una scomposizione dell'ordinamento delle tavole. Ormai fumettisticamente maturo può buttarsi su tematiche sociali, dialogare con il Novecento di Baricco in una topo-parodia (ma già alla fine degli anni '40 fu la volta dell'Inferno dantesco, quindi...), sostenere i terremotati dell'Aquila, promuovere la coscienza ambientalista, omaggiare i 150 anni dell'Italia.

Non è la prima mostra sulla storia di Topolino che visitiamo. Nel 2010 dalle parti di Monza imparammo qualcosa sul suo passato festeggiando gli 80 anni dal debutto delle strisce quotidiane negli Stati Uniti. Ma sotto il profilo organizzativo la mostra al Museo WOW Spazio Fumetto non teme rivali. Sono idealmente due i percorsi proposti: uno per gli adulti, uno per i bambini.
Chi legge Topolino da svariati anni può ripercorrere l'evoluzione della testata attraverso le teche esposte alle pareti, soffermandosi a leggere le didascalie e gettando un fugace sguardo ai colorati espositori o alle vignette incollate al pavimento che rappresentano altre storie. Quest'ultimi elementi saranno presumibilmente colti e divorati dai bambini, che vivranno la mostra come un gioco: già li vediamo correre a perdifiato attorno alle teche di cristallo, facendo lo slalom tra gli espositori in mezzo alla sala raffiguranti topi, paperi, canidi, essere rapiti dall'esplosione di colore che domina il piano secondo del Museo WOW.
In definitiva, la mostra dedicata agli 80 anni di Topolino convince anzitutto per i pezzi esposti (anche se manca la chicca mai vista), ma sopratutto per l'accattivante modalità con cui sono esposti e la grande ottimizzazione dello spazio. Per la cronaca, ci siamo tenuti per noi le sorprese iniziali e finali, due installazioni da leccarsi i baffi!

80 anni di Topolino - Storie di una storia
Dove?
Museo WOW Spazio Fumetto, viale Campania, 12, Milano
Quando? dal 15 Novembre al 20 Gennaio. Chiusa tutti i lunedì e nei giorni di sabato 8 dicembre, martedì 25 dicembre, mercoledì 26 dicembre, martedì 1 gennaio e domenica 6 gennaio
Quali sono gli orari? da martedì a venerdì, ore 15.00-­19.00; sabato e domenica, ore 15.00-­20.00
Quant'è il prezzo d'ingresso? 5 euro (3 euro ridotto)