Il nuovo Flash di Geoff Johns

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Dopo molti anni, lo sceneggiatore Mark Waid e autore di Flash, decise di lasciare per sempre il suo personaggio, dal momento che dentro di sè sentiva che la sua creatura non apparteneva più alla sua vena artistica. A succedergli, nel difficile compito di creare nuove avventure dell' eroe superveloce, con il rischio di non essere artisticamente all' altezza è stato Geoff Johns, che nonostante le pressanti richieste della casa editrice, ha creato ugualmente delle storie avvincenti che non hanno deluso i lettori.

Territori inesplorati

Correva il mese di marzo dell'anno 2000 quando, dopo anni dedicati a narrare le avventure e disavventure di Wally West sulle pagine di The Flash, lo sceneggiatore Mark Waid decise di abbandonare la collana. Una scelta che, stando alle parole dello stesso autore, fu "la più difficile della mia carriera", presa per il bene del personaggio che tanto amava. Ormai Waid non provava più quel forte legame che aveva nutrito nei confronti dell'eroe per tanti anni. Lo scrittore approfittò di questo "distacco emotivo", una sorta di punto di non ritorno, per lasciare la serie e facilitare il cammino del suo successore. Dietro di sé, Waid lasciava un lungo story arc (raccolto nei sette volumi di Universo DC: Flash), considerato unanimemente come uno dei più importanti nella storia di un personaggio ritornato a vette di popolarità inimmaginabili.

La decisione di Waid di lasciare la collana prese in contropiede gli editor della DC Comics, che si trovarono così di fronte alla difficile scelta di scegliere un sostituito all'altezza delle aspettative. In questo contesto, spuntò il nome di Geoff Johns, promettente scrittore e confesso ammiratore del Velocista Scarlatto: "Adoro Flash. È l'unico personaggio che abbia sempre seguito senza alcuna interruzione, nei periodi migliori come in quelli meno fortunati, sin da quando ho iniziato a leggere fumetti". Questa particolare situazione, unita alla grande passione di Johns per la Silver Age del fumetto nordamericano, faceva del giovane sceneggiatore il candidato perfetto per sostituire Waid. Di fronte alle richieste insistenti di Johns, l'editor Joey Cavalieri decise di concedergli una possibilità che si concretizzò in un arco narrativo di sei numeri, con un unico obbligo: mantenere inalterato lo status quo del personaggio, senza ricorrere a morti o ad altri grandi cambiamenti. Così, nel settembre del 2000, in tutte le fumetterie nordamericane, uscì The Flash #164, il primo numero scritto da Johns, che proponeva una storia intitolata Wonderland e che apriva la strada per una nuova era del Velocista Scarlatto...

Viste le sue condizioni di sceneggiatore "temporaneo", Johns si vide costretto a rispettare le richieste della casa editrice, ma questo non gli impedì di creare una storia comunque avvincente. Lo story arc concepito da Johns rendeva indirettamente omaggio all'opera del romanziere Lewis Carroll e contribuì in maniera decisiva alla definitiva consacrazione di alcuni nemici del Velocista Scarlatto quali Mirror Master e Capitan Cold. L'ottimo lavoro dello sceneggiatore, coadiuvato dall'artista spagnolo Ángel Unzueta, convinse i responsabili della DC Comics ad affidargli la serie in pianta stabile. Il tempo e i risultati confermarono che i vertici della casa editrice ci avevano visto giusto.

Al momento di intraprendere un ciclo di storie più ampio, godendo della libertà e del tempo necessari per dare alla serie un'impronta più personale, Johns scelse di non seguire la linea tracciata dal suo predecessore, ma di inaugurare un nuovo story arc. Mark Waid si era concentrato in particolar modo sul protagonista della serie, cercando di mettere in risalto lo sforzo fatto da Wally West per divenire un degno successore di Jay Garrick e Barry Allen. Lo sceneggiatore dell'Alabama aveva dedicato ampio spazio al lento processo di maturazione del giovane eroe, focalizzando la sua attenzione sul rapporto tra Wally e la giornalista Linda Park, e sulla famiglia di supervelocisti, sempre pronti a elargire saggi consigli al nostro eroe per affrontare i vari criminali di turno. Durante la gestione di Waid, le storie del Velocista Scarlatto furono caratterizzate da emozionanti avventure, viaggi temporali, un progressivo approfondimento della personalità di Flash e dalla creazione e successivo sviluppo di elementi (come lo "Spirito della Velocità") destinati a diventare concetti chiave nella mitologia del personaggio.

Il nuovo sceneggiatore regolare della collana si ritrovò fra le mani un eroe ormai maturo, perfettamente definito e circondato da un nucleo di personaggi secondari molto interessanti. Sembrava che non ci fosse più alcun aspetto della vita del Velocista Scarlatto che non fosse stato analizzato approfonditamente. Così però non era, come dimostrò a lettori e critica il vulcanico Johns. Lo scrittore concentrò i suoi sforzi sulla definizione del contesto, dell'ambiente e dei personaggi con i quali Flash interagiva, trovando fra l'altro un inusuale equilibrio tra l'aspetto umano e quello supereroistico del velocista.

In primo luogo, Johns si preoccupò di definire con dovizia di particolare lo scenario che fungeva da sfondo alle avventure vissute da Flash: Keystone City. Ritratta prima come una città del Midwest americano e trasformatasi con il passare del tempo nella capitale operaia degli Stati Uniti, Keystone City era abitata da gente semplice, lavoratori onesti che vivevano in tutta tranquillità, confortati dalla presenza di un eroe amato e ammirato come Flash, il quale in più di un'occasione aveva salvato la popolazione da tremendi e apparentemente inevitabili disastri. In definitiva, si trattava dello scenario più idoneo per mettere in scena il paradigma del "self-made man", una formula che ben definisce il nostro protagonista: un giovane originario del Nebraska, di nome Wally West, chiamato a onorare il suo ruolo come Velocista Scarlatto.

Su queste pagine, inoltre, vedremo in azione il Dipartimento di Polizia di Keystone, rappresentato nello specifico dall'Agente Fred Chyre e dal Detective Morillo. I due poliziotti, rappresentanti di tradizioni e metodi agli antipodi, fanno parte del neonato "Dipartimento Ostilità Metaumana", un organo che in più di un'occasione ha unito le proprie forze con quelle del velocista per ostacolare i folli piani dei membri della Galleria dei Nemici di Flash.

La Galleria dei Nemici di Flash è uno degli elementi più importanti introdotti da Johns. Più precisamente, l'autore ha dato una nuova fisionomia a questo gruppo, recuperando antiche nemesi del nostro eroe risalenti alla Silver Age (Mirror Master, Capitan Cold, Dottor Alchemy, Gorilla Grodd, Abra Kadabra...) e affiancandoli a personaggi nuovi di zecca, come Cicada, Double Down, Catrame, Girder e un nuovo, ma altrettanto letale, Professor Zoom. Questi criminali si sono alleati in varie occasioni, seguendo il motto "l'unione fa la forza", e dando prova di essere figure tutt'altro che piatte e prive di spessore, come di solito avviene nei fumetti dei supereroi (dove i nemici di rado godono di una caratterizzazione degna di nota). È da notare lo sforzo profuso dallo sceneggiatore per ritrarre questi personaggi nel modo più verosimile possibile, rendendo le loro azioni logiche e razionali, e dotandoli di un background biografico ed emotivo. Un altro importante contributo di Johns è stata la creazione di Iron Heights, prigione diretta da Gregory Wolfe e divenuta una specie di Manicomio Arkham nel quale vengono rinchiusi i criminali catturati dal nostro protagonista.

E ovviamente non potevamo dimenticarci di Linda Park, l'unico punto fermo nella vita di Wally West. Amica, confidente e moglie che contribuisce a risaltare il lato più emotivo dell'eroe e fornisce lo spunto per scene familiari particolarmente tenere e toccanti che si alternano con altre caratterizzate da un piacevole tono spensierato. È grazie a questa figura femminile che l'autore ha potuto trattare temi inusuali per un fumetto di supereroi, come l'avventura della convivenza, la crescita personale, la maturità e la possibilità di mettere su una famiglia...

Non possiamo concludere quest'introduzione senza fare riferimento all'eccellente lavoro realizzato dal disegnatore Scott Kolins che, accompagnato dall'inchiostratore Doug Hazlewood, ha dato una straordinaria prova della sua abilità esibendo un tratto pulito, privo di troppi scuri, con una narrativa limpida e dinamica perfetta per ritrarre l'Uomo Più Veloce del Mondo. Oltre a Kolins, dobbiamo menzionare la partecipazione, benché occasionale, di disegnatori del calibro di Ethan Van Sciver, Ángel Unzueta, Justiniano e Rick Burchett.

Senza alterare quanto fatto dal suo predecessore (anzi sfruttando la gestione di Waid come solida base per le proprie avventure), Geoff Johns firmò un ciclo di storie altrettanto memorabile, che testimonia l'eccezionale operato del più importante architetto dell'Universo DC contemporaneo.

Il nuovo Flash di Geoff Johns