J-POP, focus on su Tetsuo Hara

di
INFORMAZIONI SCHEDA

In concomitanza con l'uscita del manga Cyber Blue, serie di tre volumi conclusa e di Keiji, anche questo in dirittura d'arrivo in territorio italiano, la casa editrice J-POP ha pubblicato un focus on su Tetsuo Hara tramite il sito ufficiale, che noi volentieri vi riportiamo. In occasione dell'uscita di CYBER Blue (serie in 3 volumi conclusa) ecco una breve panoramica dell'autore culto che ha segnato una generazione. Senza dimenticare di celebrare il suo Keiji che presto si concluderà anche nella sua edizione J-POP.

Nato a Tokyo il 2 settembre 1961, Tetsuo Hara muove i primi passi come disegnatore sin dalla più tenera infanzia, e già ai tempi del liceo si fa notare con la realizzazione di storie brevi che, dopo, il diploma lo portano alla pubblicazione e ad alcuni lavori come assistente. Ottiene la prima serializzazione a soli ventun anni con il manga breve Tetsu no Don Kihōte (letteralmente "Don Chisciotte d'acciaio"), e nel 1983 sfonda con quello che è tuttora il suo successo maggiore e indiscusso, Hokuto no Ken ("Ken di Hokuto" o letteralmente "Il pugno dell'Orsa Maggiore"), noto in Italia con il nome di Ken il guerriero, co-creato insieme allo sceneggiatore Buronson, alias Yoshiyuki Okamura.

Pubblicato tra il 1983 e il 1988 in 27 volumetti, Hokuto no Ken segna lo spartiacque nella carriera dell'autore, consegnandogli fama e riconoscimenti ma al tempo stesso legandolo indissolubilmente a questo titolo, rispetto al quale ogni suo lavoro successivo ha dovuto confrontarsi. Con quest'opera, settimo manga più venduto nella storia di Shonen Jump, Hara entra indubbiamente nell'Olimpo dei mangaka, ed è a essa che deve gran parte delle sue fortune: serie televisiva e film animati, live action e video giochi hanno sancito il successo planetario di quest'opera, dovuto anche alla massiccia presenza di scene di violenza e alle critiche ricevute in merito, un successo che ha portato alla realizzazione, questa volta con una minore partecipazione di Buronson alla sceneggiatura, del prequel Soten no Ken (Ken il guerriero: Le origini del mito), conclusosi con il ventiduesimo volumetto nel 2010 dopo aver beneficiato anch'esso di una breve trasposizione animata partita nell'autunno 2006.

Dopo l'avvenuta consacrazione, Hara serializza in successione CYBER Blue e Keiji , entrambi già pubblicati in Italia e ora riproposti da J-Pop.

CYBER Blue fu pubblicato tra il 1988 e il 1989 e nell'edizione originale giapponese constava di quattro volumetti (l'edizione italiana del 1996 curata da Starcomics si componeva di sette uscite). La storia è ambientata nell'anno 2305 sull'inospitale e gelido pianeta di Tinos, un luogo colonizzato dagli esseri umani trecento anni prima, che si è rivelato essere inadatto alla vita umana tanto da richiedere agli abitanti di indossare uno specifico sistema di sopravvivenza per continuare a viverci. Qui il protagonista, un diciassettenne di nome Blue, dopo essere stato ingannato da Weiser, capo della polizia locale, si trova in punto di morte per aver cercato di proteggere un bambino da un gruppo di delinquenti al soldo dello stesso Weiser, e viene riportato alla vita da un vecchio robot che battezza col nome di Fats. Fondendosi con lui dà vita a un cyborg, Cyber Blue, vendicatore dei più deboli e nemesi dei potenti del pianeta, i quattro senatori, discendenti delle famiglie che hanno fondato la civiltà su Tinos.

La prima cosa che viene in mente sfogliando CYBER Blue è la sensazione di stare leggendo Ken il guerriero, semplicemente ambientato in un altro futuro e in un altro luogo; il protagonista è del tutto simile al maestro della divina scuola di Hokuto, e i nemici contro cui combatte sembrano usciti dallo stesso mondo post-atomico in cui si muovono Ken e i suoi compagni: sono tutti grossi, brutti e stupidi, secondo una definizione del bene e del male volutamente sottolineata da precise scelte nel disegno. Eppure, anche qui, a una lettura più profonda, non si tratta di mera violenza che si oppone alla violenza. Blue, come Ken, è portatore di valori positivi, di un profondo senso della giustizia e della compassione verso i più deboli, dell'amicizia come vincolo da onorare e salvaguardare, è espressione di quell'amore che il vecchio robot Fatsy aveva sentito e visto nei primi colonizzatori di Tinos trecento anni prima, è un giovane, mosso inizialmente dal sentimento di vendetta, che cresce acquisendo consapevolezza del suo ruolo nel corso delle vicende.

La sceneggiatura, chiaramente figlia del suo tempo, rimanda in qualche modo al film Robocop del 1987, pur concedendosi soluzioni più ardite e meno "realistiche" autorizzate dalla maggior distanza temporale di quest'ambientazione fantascientifica, e offre spunti piuttosto interessanti che avrebbero meritato maggior fortuna, purtroppo poco sviluppati per ragioni di spazio e probabilmente per via del pubblico di riferimento. CYBER Blue è infatti un'opera indirizzata a un pubblico di ragazzi, che preferisce indugiare su colpi di scena, rocambolesche avventure e combattimenti, piuttosto che sullo sviluppo dell'intreccio e sulla caratterizzazione dei personaggi, risultando un poco scontata alla lunga, ma che cionondimeno risulta godibile e appagante da leggere. Uno shōnen manga a tutti gli effetti quindi, più vicino, se vogliamo, per temi, vicende e profondità, al Cyborg 009 di Shotaro Ishinomori che al Ghost in the Shell di Masamune Shirow.

A livello grafico, Hara innalza decisamente il livello rispetto a Hokuto no Ken realizzando tavole molto particolareggiate, con ambientazioni dettagliatissime, combattimenti dinamici e personaggi molto curati, tanto nell'espressione della vigoria fisica per gli uomini (modellata, pare, già per Ken, sul Rambo di Sylvester Stallone) quanto nel senso di fragile sensualità trasmesso dalle protagoniste femminili. Per la prima volta, e in modo lampante, trova forma qui quella peculiare stilizzazione, fatta di volti e fisionomie molto simili (se non uguali), che caratterizza l'opera dell'autore, che vede la presenza di "attori virtuali", stessi interpreti per parti diverse, secondo un procedimento adottato per esempio dal contemporaneo Mitsuru Adachi (Touch, Cross Game).

Con Keiji (Hana no Keiji, letteralmente "Keiji dei fiori") , manga uscito tra il 1990 e il 1993 in diciotto tankobon, Hara abbandona gli scenari futuristici, che fanno da sfondo alle avventure di Ken e Blue, per volgersi al passato, dipingendo il Giappone che va dal tardo periodo Sengoku (1467-1573) all'inizio dello shogunato Tokugawa (1603-1868) attraverso le vicende, naturalmente romanzate, della figura storicamente esistita del kabukimono Keiji Maeda (1543-1612). Il fumetto, già pubblicato in Italia da Starcomics e riproposto recentemente da J-Pop, prende spunto da un racconto di Keiichiro Ryu e ha un protagonista decisamente diverso da quelli presenti nei precedenti lavori dell'autore. Keiji è come Ken e Blue un combattente eccezionale, ma non è un personaggio monodimensionale: figura imponente, accompagnato nei suoi viaggi dall'inseparabile e possente cavallo Matsukaze, Keiji suscita terrore e ammirazione, si muove con eccezionale abilità in battaglia ma è anche un impenitente libertino, una persona dalla battuta salace ed eccentrica che ama distinguersi dagli altri affermando così la propria volontà forte e autenticamente libera.

Si tratta di una fiction e le licenze che l'autore si concede sono molte e altrettanti gli errori, ma il risultato complessivo rimane di assoluto valore, una felice combinazione di azione, erotismo e storia che ci porta a incontrare figure centrali della storia nipponica, da Oda Nobunaga a Toyotomi Hideyoshi fino a Ieyasu Tokugawa, attraverso le avventure di un samurai dalla personalità ben tratteggiata, riuscita espressione di quella che è conosciuta essere la via del guerriero (bushido).

Nonostante non abbia raggiunto in termini di popolarità globale i picchi di Ken il guerriero, Keiji rappresenta senza dubbio un passo avanti nel percorso dell'autore, cresciuto ulteriormente nel disegno e capace di cimentarsi anche con sceneggiature più ricche e impegnate con ottimi risultati. Il soggetto storico acquista profondità e spessore grazie allo stile del maestro Hara che, dopo quest'opera, sembra indirizzare i suoi sforzi da una parte a coltivare la sua "pianta d'oro" con la decennale pubblicazione di Ken il guerriero: Le origini del mito, dall'altra a muovere nuove incursioni nella storia del suo paese con le opere Kagemusha Tokugawa Ieyasu (1994-1995), Sakon - Sengoku Fuunroku (1997-2000) e Ikusa no Ko - Oda Saburou Nobunaga Den, ultima fatica tuttora in corso dell'autore.
J-POP

J-POP