Planeta DeAgostini alle prese con...il soldato fantasma

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INFORMAZIONI SCHEDA

La casa editrice Planeta DeAgostini annuncia che pubblicherà una miniserie composta in due volumi intitolati rispettivamente "Il soldato fantasma" e "Showcase: Soldato Fantasma" che narrano le avventure del famoso Sergente Rock.

Il Soldato Fantasma

La pubblicazione del primo dei due titoli che questo mese Planeta DeAgostini dedica al Soldato Fantasma viene accompagnata dalle parole dell'editor Axel Alonso, che potete leggere qui in esclusiva.

Il Soldato Fantasma, per coloro di voi che non ne hanno mai sentito parlare, risiedeva ai remoti margini dei classici fumetti di guerra DC. Se il Sergente Rock era, diciamo, Superman (un difensore di Dio, della Nazione, della Mamma e della Torta di mele, cresciuto in mezzo alle piantagioni di grano e con la mascella squadrata), il Soldato era... be' un personaggio molto più difficile da inquadrare. Nato in una trincea colpita da una scheggia, il Soldato era una spia senza volto e senza nome impegnata ad arrestare l'ondata nazista, un maestro del travestimento che si muoveva come un cobra fra le ombre. Non sapevi mai dove sarebbe saltato fuori (travestito da fante tedesco, da vecchietta o perfino da Führer), ma quando lo faceva i cattivi di turno erano carne morta.

Dopo tutto, il campo di battaglia era la Seconda Guerra Mondiale e, per una volta, la vita reale assomigliava a quella descritta nei comics: c'erano i buoni e c'erano in cattivi. E i buoni vincevano.

Ci hanno pensato il Vietnam, ovviamente, e gli ideali patriottici del ‘68; le implacabili immagini di bambini bruciati dal napalm; e le altre guerre non dichiarate, troppo numerose per contarle tutte, a mandare in frantumi la già barcollante Psiche Americana. Al giorno d'oggi, la politica estera di solito si svolge lontano dai riflettori e la nostra integrità nazionale, a volte, sembra essersi persa, andata alla deriva in quella stessa oscurità. Il Soldato Fantasma è il mezzo perfetto per verificare quest'affermazione. Dopo tutto, nella vostra immaginazione, il soldato USA era colui che dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale doveva essere sempre pronto ad attraversare la sua parte di risaia, a fare fuori uno o due dittatori del Centro America e, magari, a provarci pure con Saddam. Giusto? La domanda è: accetterà tutto questo? La guerra è l'Inferno, come si suol dire, ma "Inferno" è solo una parola... la realtà può essere ben peggiore. Specie se sei l'uomo di punta della politica estera americana.

Il volume che avete fra le mani parla di tutto questo.
Vertigo Visions: Il Soldato Fantasma è la storia di un uomo che sfida un mito e delle conseguenze del suo viaggio. Ai testi troviamo Garth Ennis e alle matite Kilian Plunkett e, come ogni buona storia di guerra, è piena di colpi di scena, pistole e teste che esplodono. Nella sua essenza, comunque, Vertigo Visions: Il Soldato Fantasma tratta della moralità sul campo di battaglia e delle responsabilità di ciascun di noi; è uno sguardo impietoso rivolto agli uomini che si sono sporcati le mani per evitare che foste voi a doverlo fare.

 

Miti viventi, soldati fantasma

"Sono il Soldato Fantasma
E a volte sono morto invano,
Ma se fossi ancora vivo e il mio Paese mi chiamasse
Tornerei a farlo di nuovo."
Il soldato fantasma, di Billy Rose

Il Soldato Fantasma non nasce nei comics, contrariamente a quanto si pensi. Si hanno testimonianze già più di un secolo e mezzo fa dell'esistenza di monumenti per onorare questo soldato simbolico, eroe senza volto caduto sul campo di battaglia, da noi noto col più familiare nome di Milite Ignoto. Molte sono le tombe che, in diversi paesi, onorano la memoria di quei combattenti che morirono senza avere neanche la possibilità di essere salutati per l'ultima volta dai propri cari. Il Soldato Fantasma è ognuno di questi individui e nessuno di loro. Allo stesso modo del concetto classico di Eroe, è una figura simbolica che incarna tutte le virtù che un uomo dovrebbe possedere. Non importa chi siano stati quegli uomini in vita. Quello che conta è il loro sacrificio per un ideale, per difendere gli innocenti ed entrare nella leggenda. Il fatto che il loro corpo sia irriconoscibile o disperso per sempre non fa che investirli di un'aura di mito. L'unico modo per attenuare il senso di colpa dell'essere sopravvissuti a una guerra è quello di ricordarlo come un eroe.

Prima che il Soldato Fantasma s'incarnasse nelle pagine dei comics, era già stato protagonista di opere di altro genere. Dal poema con cui si apre quest'articolo, passando per il romanzo storico del finlandese Väinö Linna, fino agli adattamenti sul grande schermo. Inoltre, era già stato un personaggio dei comics: nel 1941, in piena Seconda Guerra Mondiale, quest'eroica figura si tramutò in un essere super-forte e capace di volare, grazie alla casa editrice Ace Comics.

Nel 1966, la DC riprese in mano l'idea in Our Army at War #168. La storia, intitolata Io ho conosciuto il Soldato Fantasma!, vedeva protagonista il popolare Sergente Rock. Il periodo rappresentò un'epoca d'oro per i fumetti di guerra. La DC aveva un'intera linea editoriale gestita da Robert Kanigher e, successivamente, da Joe Kubert. Fra gli eroi proposti ricordiamo lo stesso Soldato Fantasma, il Sergente Rock e la Compagnia Easy, Enemy Ace, il Carro Fantasma e I Perdenti. La menzionata storia era scritta e disegnata dai due massimi esponenti di questo genere, proprio Kanigher e Kubert. Al tempo, non sembrò essere che l'ennesima storia di guerra mista a elementi misteriosi e fantastici. Ma nel 1970 Joe Kubert recuperò l'idea per dare vita, su Star Spangled War Stories #151, a una serie con protagonista proprio il Soldato Fantasma, ottenendo un grande successo. Kubert aveva preso il concetto generico dell'eroe di guerra e lo aveva modificato. Vi aveva aggiunto il particolare abbigliamento (faccia bendata e impermeabile) e l'abilità per il travestimento fuori del comune. Queste caratteristiche lo rendevano perfetto per specifiche missioni capaci addirittura di cambiare l'andamento della guerra. Rileggendo quella storia con protagonista il Sergente Rock, si può facilmente intravedere l'archetipo del Soldato Fantasma degli anni Settanta.

Se c'è qualcosa che bisogna riconoscere all'industria dell'intrattenimento statunitense è che sa come costruire i propri miti. Mentre in Europa si ha spesso una visione molto critica della guerra (un esempio per tutti, gli antieroi di Jacques Tardi in C'était la guerre des tranchées), negli Stati Uniti sono capaci di esaltare i conflitti e allo stesso tempo denigrarli. Nella maggior parte dei titoli bellici della DC, la guerra era mostrata priva di ogni romanticismo: i campi di concentramento e gli orrori dell'Olocausto arrivarono ad apparire (anche in fotografia) negli episodi de Il Soldato Fantasma e le storie si chiudevano con un invito a scongiurare ogni possibile conflitto futuro. Nonostante la Guerra del Vietnam, i cadaveri rimpatriati, i veterani mutilati e i giovani pacifisti, nulla sembrava intaccare l'orgoglio patriottico a stelle e a strisce. Per ben cinque anni, Il Soldato Fantasma camminò sul filo del rasoio che separava l'apologia bellica dall'eroismo patriottico e la mitizzazione dell'eroe dall'inutile sacrificio.

Ovviamente, tutto questo non sarebbe stato possibile senza l'apporto di uno degli autori più convincenti e visionari del periodo: Joe Kubert. Questi fu il primo e più celebrato grazie all'espressività e alla vitalità del suo tratto, oltre alla spettacolarità delle sue inquadrature. Quando smise di disegnare la serie, continuò comunque a occuparsi delle copertine e di alcune pagine interne. Subito dopo, Kubert fu sostituito da Bob Haney ai testi (il creatore dei Giovani Titani e di Metamorpho), un autore con una spiccata tendenza a trattare temi sociali nelle sue storie. Haney fu rimpiazzato a sua volta da un'altra istituzione del mondo dei comics: Frank Robbins. Questo alunno di Milton Caniff annoverava già nel suo curriculum la creazione, nel 1944, di Johnny Hazard, un classico dei fumetti di guerra. Per tutta la durata della sua gestione, Robbins fece coppia con Jack Sparling, un disegnatore dal tratto classico che spiccò per impegno e chiarezza nonostante non fosse spettacolare e immediatamente riconoscibile come Kubert. Nell'ultimo periodo della serie, un giovane David Michelinie (che anni più tardi avrebbe scritto alcune delle pagine più memorabili della storia di Iron Man) prese il posto di Robbins. Fu accompagnato nella parte grafica dal filippino Gerry Talaoc, che aveva fatto il suo ingresso nel mercato americano all'inizio degli anni Settanta.

Dopo essere stato ospite di Star Spangled War Stories fino al #204, il Soldato Fantasma ottenne una serie tutta sua (continuando però la numerazione precedente), che durò fino al 1982. Tra il 1988 e il 1989, la DC recuperò il personaggio con una maxiserie di 12 numeri. Nel 1997, pubblicò un'originale miniserie di 4 numeri firmata da Garth Ennis e Kilian Plunkett per la Vertigo. Sempre per la stessa etichetta, è stata lanciata nel 2008 una serie regolare realizzata da Joshua Dysart e Alberto Ponticelli che continua ancora oggi. È il ritorno dello Straniero Fantasma? No, perché, come accade con i miti e le leggende, in realtà non ci ha mai abbandonato. Ed
Showcase: Soldato Fantasma è già qui.

 

Planeta DeAgostini alle prese con...il soldato fantasma

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