Planeta DeAgostini e...il gotico nascosto di Hellblazer

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Planeta DeAgostini è lieta di presentarvi un volume che esplora l' ambiente gotico della Gran Bretagna e del fumetto inglese tutto, Hellblazer. Il titolo è stato concepito per esaminare i più oscuri aspetti della nazione inglese, presenti anche in cose normali e apparentemente insospettabili.

Il gotico nascosto

Stephen Gallagher è un romanziere, sceneggiatore e regista. Ha iniziato la sua carriera con Doctor Who e nel suo curriculum vanta la creazione della serie Eleventh Hour, rifatta per la televisione americana da Jerry Bruckheimer. È autore di quattordici romanzi, inclusi Nightmare, with Angel; Red, Red Robin; The Spirit Box; e The Kingdom of Bones. Lui scrive questo testo.

Sono cresciuto negli anni Sessanta. All'epoca ero un vorace lettore di fumetti e seguivo una dieta a base di titoli DC. Apparivano, misteriosamente e in modo irregolare, senza nessun particolare ordine in mezzo alle riviste porno e a "True Crime", presso il mio edicolante di zona; fu lì che ebbi una folgorazione. Mi resi conto che c'era un'Inghilterra totalmente diversa che esisteva solo nelle menti degli americani.

Sì, gli americani, con le loro sgargianti magliette hawaiane e il loro modo di parlare, i loro bermuda, le loro auto lunghissime, i loro hamburger... almeno, stando all'idea che vi potreste essere fatti basandovi sul ritratto dei cittadini USA che veniva di solito fornito sulle pagine dei nostri fumetti inglesi.

Sì, nessuno qui è innocente.

Nei fumetti britannici, ogni americano era o un turista con una macchina fotografica o un cowboy. Nella Gran Bretagna dei fumetti americani, non c'erano città più grandi di un villaggio e le case avevano i tetti ricoperti di paglia. I nostri poliziotti in uniforme cavalcavano biciclette e i nostri investigatori guidavano auto con la scritta "Scotland Yard" sulle fiancate. I più famosi britannici erano Shakespeare, la Regina e, forse, Basil Rathbone.

Nella memorabile descrizione di Alan Moore, l'industria statunitense dei fumetti sembrava credere che la Gran Bretagna del ventesimo secolo condividesse un'incredibile somiglianza con la Baviera del diciannovesimo secolo.

Sapete già che tutto questo è cambiato.

Sostanzialmente, siamo arrivati noi. Moore ha guidato la grande ondata dei talenti britannici che è stata assorbita nella cultura dei fumetti dagli anni Ottanta in poi. E non era solo. Delano, Grant, Gaiman... se facessi tutti i nomi finirei lo spazio a disposizione. La Fed-Ex conobbe forse il suo decennio più impegnativo quando sceneggiature e disegni cominciarono a volare avanti e indietro per il mondo. Al contrario dei nostri attori, che ancora oggi sono impegnati a curare l'accento negli show televisivi, i creativi britannici portarono qualcosa che ben si adattava con il gusto americano ma, allo stesso tempo, introdussero nuovi toni e trame.

Hellblazer emerse da tale processo, ma rimase sempre leggermente in disparte. Non sto dicendo che da solo reinventava l'immagine della Gran Bretagna dei fumetti ma, per Dio, ci andava vicino. Hellblazer si distinse fin dall'inizio per il modo in cui coglieva alcuni dei più oscuri a-spetti della vera Gran Bretagna, usando però la forma di un fumetto americano. Sono queste le basi coraggiose e pessimistiche a cui Andy Diggle ha attinto per questo story arc di otto numeri che ha segnato il suo debutto come scrittore regolare della serie; due storie complete ambientate in un Regno disUnito che appare come una risposta energica e accuratamente spietata a quei folli stereotipi degli anni Sessanta della mia infanzia. Beh, per nessuno l'infanzia dura in eterno.

Coraggioso e pessimistico non significa automaticamente deprimente, a meno che non sia uno sceneggiato della televisione britannica. Coraggioso e pessimistico possono rappresentare un fantastico crogiolo per generare meraviglia. Pensate a Victor Hugo, pensate a Emile Zola, pensate a Dickens; è dai bassifondi che l'immaginazione può librarsi in alto. Queste sono pagine oscure... davvero oscure (un plauso va al colorista Lee Loughridge per aver esaltato la brillante arte di Leonardo Manco con una tavolozza ricca di fumo e ombre) ma, anche nel rappresentare gli orrori più raccapriccianti, esse possiedono la bellezza di un Goya.

Quando ero bambino, vidi un film horror indipendente chiamato Carnival of Souls. Mi sconvolse la vita e il fatto che ora sia qui è legato proprio a quella visione. Era una semplice storia sovrannaturale: un'auto piena di adolescenti cade in un fiume. L'anima di uno di loro, Candace Hilligoss, vaga per il mondo finché non viene reclamata in un padiglione deserto sulla spiaggia dalla morte, per la loro danza eterna. Era un film a basso budget girato in una località sperduta, che evocava l'orrore e la meraviglia con mezzi assolutamente minimali. Mi ha aperto gli occhi rivelandomi il gotico celato nelle cose più comuni. Molto di quello che vedevo lì, l'ho ritrovato proprio in queste pagine.

In questo volume,
Hellblazer racconta il gotico nascosto della Gran Bretagna; l'incubo che è il ventre molle della nostra cultura.

Non dovrebbe essere divertente.

Ma lo è. Eccome, se lo è.

Planeta DeAgostini e...il gotico nascosto di Hellblazer