Planeta DeAgostini: Shotaro Ishinomori e il suo Musashi Miyamoto

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Planeta DeAgostini presenta un manga di Shotaro Ishinomori e per l' occasione ci fa conoscere un pò più da vicino il re dei manga scomparso ben 11 anni fa. La casa editrice pubblica sotto il suo marchio Musashi, ennesima trasposizione manga della leggenda di Musashi Miyamoto.

Shotaro Ishinomori, re del manga

Il nome di Shotaro Ishinomori probabilmente è poco noto ai lettori occidentali di manga. In Giappone, però, l'autore di questa versione a fumetti dell'arcinota leggenda di Musashi Miyamoto (Musashi) è considerato una delle più importanti figure nella storia del fumetto del Sol Levante e, non a caso, vanta l'appellativo di "Re dei manga".

Sono pochi mangaka che, come Ishinomori, hanno trattato quasi tutti i generi: dallo shoujo al seinen, passando ovviamente per lo shonen. L'edizione delle sue opere complete ha raggiunto la vertiginosa cifra di 500 volumi, facendo entrare l'autore nel Guinness dei primati come l'autore di fumetti più prolifico al mondo.

L'autore, il cui vero nome era Onodera, nacque nel 1938 nel villaggio di Ishinomori (al quale si ispirò per il suo nome d'arte), nell'area rurale di Miyagi. Ben presto, influenzato dalle opere del "dio dei manga" Osamu Tezuka, decise di trasferirsi per andare a lavorare a Tokyo, dove abitò nei mitici appartamenti Tokiwa-so. In questi "appartamenti del manga", dove lo stesso Tezuka aveva vissuto per un certo periodo di tempo all'inizio degli anni 50, si ritrovarono molti dei cosiddetti "padri" del manga, tra cui, per esempio, Fujiko Fujio (Doraemon) e Fujio Akatsuka (Bakabon, Osomatsu-kun). Gli esponenti di questa prima ondata di mangaka nati sotto la stella di Tezuka condivisero lo stesso tetto per molti anni e si influenzarono reciprocamente con le loro opere portando il manga a livelli prima inimmaginabili.

Durante i suoi primi anni come professionista, Ishinomori si dedicò soprattutto agli shoujo manga (manga per ragazze). Presto cambiò stile e negli anni 60 iniziò il suo primo grande successo, che rimane a tutt'oggi come uno dei ricordi più vividi nella mente degli appassionati: Cyborg 009, una storia di fantascienza che in pochissimo tempo divenne incredibilmente popolare. Sempre in quel decennio scrisse un manuale per aspiranti mangaka intitolato Mangaka nyumon che ebbe una grande influenza sugli autori delle generazioni successive.

Negli anni 70, Ishinomori comincia a sperimentare altri mezzi espressivi, soprattutto la televisione, e a concepire i temi base e i personaggi di alcune serie televisive (con attori in carne e ossa), in particolare di fantascienza e arti marziali. Tra le sue creazioni per il piccolo schermo, in seguito o contemporaneamente adattate a manga, spiccano l'immortale Kamen Rider e la sfortunata serie Jinzo ningen Kikaider, considerata comunque un cult. Di quest'ultima, tra il 2000 e il 2006 è stato realizzato un remake disegnato da Meimu (Kikaider code 02).

Al pari di Osamu Tezuka, lo stile e l'interesse di Ishinomori cambiano con il passare degli anni, approdando al cosiddetto seinen manga o manga per adulti. Così, negli anni ‘80, firma Hotel, che narra le vicissitudini degli impiegati di un gran hotel di lusso a Tokyo, e il capolavoro dal sapore didattico Manga nihon no rekishi, una lunga collana di 55 volumi di carattere storico. Ishinomori verrà ricordato come uno dei primi autori di manga a vedere le sue opere pubblicate all'estero: Nihon keizai nyûmon ottenne un grande successo negli Stati Uniti alla fine degli anni 80 con il titolo di Japan, Inc.

Purtroppo, l'autore ci ha lasciato nel 1998, ma il suo ricordo continua vivo nella nostra memoria grazie ai molteplici adattamenti e remake che sono stati fatti delle sue opere e grazie ai due musei che sono stati eretti per onorare la sua memoria, uno nella città di Ishinomaki e l'altro nel suo villaggio natale. Probabilmente, Ishinomori è l'unico autore di fumetti al mondo a cui sia stato dedicato non uno, bensì due musei. Senza ombra di dubbio ci troviamo di fronte al vero "re del manga".

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