Planeta DeAgostini su Supergirl, Superman e la morte di Flash

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Arrivano altri articoli riguardanti i volumi di prossima pubblicazione della casa editrice con sede madre in Spagna, Planeta DeAgostini, che per nostra opinione sembrano molto interessanti. Uno di questi è intitolato "La morte di Flash", poi negli altri si parla dell' eroe conosciuto da tutti Superman e udite udite anche di Supergirl!

Universo DC: Supergirl

La protagonista di questa nuova collana pubblicata dalla Planeta DeAgostini Comics non è la stessa Supergirl che siamo abituati a vedere nell'Universo DC. Non si tratta di Kara Zor-El, la cugina di Superman, ma di un altro personaggio, nato verso la fine degli anni Ottanta, quando era stata tassativamente proibita l'esistenza di qualsiasi sopravvissuto del pianeta Krypton a eccezione dell'Uomo d'Acciaio. Nonostante tutto, John Byrne, il principale difensore di questa teoria dell'"Ultimo Kryptoniano", si vide costretto a creare una ragazza simile a Supergirl, che in realtà era un essere protoplasmatico proveniente da un altro universo.

Le origini artificiali di questa Supergirl le impedirono di crescere come personaggio e assumere una certa importanza all'interno dell'Universo DC, vista la sua evidente instabilità emotiva e i frequenti cambi di personalità in base alle persone con cui veniva a contatto. Questa situazione si concluse alla fine del 1996, quando la DC Comics decise di dedicare al personaggio una collana personale, affidata a un nuovo sceneggiatore: Peter David. Questo autore, famoso per il suo carattere polemico e per i suoi attacchi all'industria del fumetto, ma sempre estremamente competente, aveva dato dimostrazione delle sue eccellenti doti di narratore compiendo un'impresa che aveva dell'impossibile: salvare la testata Marvel dedicata all'Incredibile Hulk da una cancellazione quasi certa. David raggiunse la sua consacrazione come sceneggiatore negli anni Novanta, firmando alcuni episodi storici di un altro personaggio DC che non aveva mai goduto di un trattamento particolarmente favorevole: Aquaman.

Nel caso di Supergirl, David ambientò le sue storie su uno sfondo religioso e adottò un tono abbastanza leggero nel tentativo di dare alla Ragazza d'Acciaio e alla sua testata una direzione fissa che, all'epoca, ancora le mancava. Per farlo, si avvalse del contributo di disegnatori quali Gary Frank, Leonard Kirk e, in seguito, Ed Benes. In questa nuova collana, Planeta DeAgostini presenterà ai lettori tutti gli 80 numeri che David e soci realizzarono nel corso di sette anni. Inoltre, come ormai sanno i lettori della linea dell'Universo DC, la collana offrirà varie storie d'appendice. Si comincia con un racconto tratto da Showcase ‘96 #8, disegnato dal grande Terry Dodson, che troverete proprio sulle pagine di questo numero.

 

Regola numero uno: non uccidere un velocista

Quest'ultimo anno è stato un vero inferno per Capitan Cold, Heat Wave, Mirror Master e il Mago del Tempo. Dopo gli eventi narrati nel volume La morte di Flash, in cui i Nemici, manipolati da Inertia, hanno ucciso a sangue freddo Bart Allen, questi criminali vennero perseguitati sia dagli eroi che dai loro stessi colleghi e solo su All Flash #1 la loro fuga giunse al termine. Amanda Waller, regina bianca di Checkmate, dopo aver ordinato alla Squadra Suicida di catturare tutti i criminali, li esiliò su un pianeta prigione. Alla fine, dopo non poche lotte e varie alleanze, i reclusi riuscirono finalmente a scappare.

Contemporaneamente a questo abbiamo assistito a una serie di tragici eventi che presagivano l'arrivo del Male che avrebbe messo in ginocchio il mondo. Crisi Finale, l'evento più importante dell'anno, è arrivato. All'insaputa di tutti gli eroi, il Male prepara da tempo la battaglia finale in cui il Bene verrà sconfitto. La nuova Società Segreta dei Super-Criminali, guidata dal misterioso Libra, sta reclutando il maggior numero di membri, tra cui già figurano nomi del calibro di Lex Luthor e Vandal Savage. Nel frattempo un piccolo gruppo di criminali prova a tenersi alla larga e a portare a termine il più importante colpo della carriera...

La vendetta dei Nemici è una storia parallela a Crisi Finale, anche se inizialmente Geoff Johns e Scott Kolins l'avevano concepita slegata dall'evento: "Pensai che potevamo fare qualcosa di geniale, ma differente dal solito. Se toglievamo Flash dall'equazione avremo comunque ottenuto un fumetto completamente diverso: i Nemici. Volevamo concentrarci su questo concetto, come avevamo già fatto; nella serie, infatti, abbiamo dedicato non poco tempo a questi
personaggi". 

Partendo da questa idea, scrittore e disegnatore hanno sviluppato una trama che ruota intorno alle regole che si è auto-imposto il gruppo degli avversari dell'Uomo più Veloce del Mondo. Dopo la morte di Bart, i Nemici di Keystone City sono stati costretti a fuggire, a nascondersi e ad allearsi sia con eroi che con criminali. "Sono dei ragazzacci. Hanno già ucciso altre volte. Ma hanno delle regole che intendono rispettare. E, quando non seguono le regole, le cose iniziano a precipitare." Con queste premesse il team creativo che ha trionfato sulla serie The Flash torna a raccontare la storia di questi criminali, con l'intenzione di approfondire la loro personalità e, allo stesso tempo, capire quale posto occupano nella vita di Flash e dell'Universo DC. "Andiamo ad indagare nella vita di questi tizi, a scoprire le persone che erano e le persone che sono diventate."

Creati tra gli anni 50 e gli anni 60 da John Broome e Carmine Infantino, questi quattro criminali divennero i principali
nemici del Velocista Scarlatto, scontrandosi con lui in non poche occasioni. Sfortunatamente per loro, fin dall'inizio furono bollati come perdenti e come criminali di serie B. Con l'arrivo di Geoff Johns sulla serie acquisirono maggiore importanza e popolarità. Lo scrittore di The Flash trasformò dei risibili e mediocri super-criminali in un gruppo più umano e dalle personalità sfaccettate.

Attraverso le sue sceneggiature, Johns riuscì a trasformare la Galleria dei Nemici di Flash in una vera minaccia, le cui principali qualità risiedevano nella loro intelligenza e nella loro organizzazione. Una squadra di persone capaci di portare a termine azioni degne di un eroe e, subito dopo, tornare a comportarsi come assassini. "È un gruppo che, in modo cosciente o inconsapevole, ha distrutto le proprie famiglie, e l'unica consolazione che hanno nella loro vita è quella di relazionarsi tra loro, comportandosi come spacconi e nascondendosi dietro maschere e costumi."

Il protagonista principale della storia è Leonard Snart, meglio conosciuto come Capitan Cold e attuale leader dei Nemici. Fin dalla sua creazione nel 1957, Snart è stato uno dei nemici più importanti di Flash, con cui instaurò un legame molto forte, tanto che alla morte di Barry Allen decise di abbandonare la carriera criminale. Qualche tempo dopo, a causa del tragico decesso di sua sorella, Capitan Cold riprese le vecchie abitudini. Al momento Snart non solo è il leader di questo gruppo di criminali, ma potrebbe rappresentare anche la loro salvezza. Se non fosse stato per lui, Heat Wave e Mirror Master sarebbero perduti: il primo per la sua condizione di piromane, il secondo a causa dei suoi problemi con la droga. Il Mago del Tempo, invece, è ancora alleato di Cold per motivi assolutamente personali, sui quali Johns indagherà in questa storia.

Anche se principalmente si concentra su questi quattro personaggi, lo scrittore non dimentica alcuni comprimari creati proprio sulle pagine di Flash. Per questo riporta sotto i riflettori i detective Chyre e Morillo, che indagano sui moventi della morte di Bart. Incontreremo nuovamente il sindaco Wolfe, direttore della prigione di Iron Heights, e anche il Pifferaio, personaggio molto importante per l'economia della storia, che continua la sua serie di buone azioni e allo stesso tempo cerca il testamento che ha lasciato Trickster prima di morire, come forse avete letto nella miniserie Countdown a Crisi Finale. Infine, Johns recupera Iris West e due dei peggiori nemici di Flash; uno di loro è il vero motore de La vendetta dei Nemici.

 

 

L'importanza di un'identità segreta

Superman non vestiva ancora il suo caratteristico costume azzurro e rosso e neanche usava questo nome, quando cominciò la sua battaglia interminabile contro il male. Esisteva solo Clark Kent, un ragazzo cresciuto da una coppia di mezza età in una fattoria a Smallville, in Kansas. Ma i Kent presto si resero conto che quel bambino caduto dal cielo non era come tutti gli altri. Iniziò a sviluppare poteri che superavano di molto quelli di qualsiasi altra persona, durante l'adolescenza. Clark era capace di correre in modo incredibilmente veloce, saltare molto in alto e sollevare pesi oltre la capacità umana. I suoi sensi inoltre sembravano molto acuti: ascoltava suoni che nessuno poteva udire, vedeva lontano senza l'aiuto di un telescopio e i suoi occhi potevano emettere raggi calorifici e vedere attraverso i muri. Ma soprattutto era capace di volare. Era ovvio che Clark Kent era destinato a qualcosa di più grande che a occuparsi della fattoria.

Il restyling del personaggio che John Byrne realizzò nel 1986 pose le basi del mito moderno di Superman, anche se le sue attuali origini contengono elementi nuovi o presi da altre storie come Superman: Birthright. Prossimamente la versione di Byrne sarà alterata a sua volta dagli eventi narrati in una miniserie scritta da Geoff Johns e disegnata da Gary Frank. Questa storia dal titolo Superman: Secret Origins sarà considerata la versione definitiva del Superman del nuovo millennio e chiarirà alcuni dubbi derivanti dai cambiamenti introdotti da Crisi Infinita. Per esempio, com'era la società kryptoniana? E Jor-El e Lara, i genitori di Kal-El? Clark è stato Superboy prima di diventare Superman da adulto? Come arrivò a Metropolis e come divenne un giornalista del Daily Planet? Tutte queste risposte creeranno un'origine coerente di Superman e, cosa più importante, perfettamente integrata nell'attuale continuity dell'Universo DC.

Nel frattempo ci soffermeremo sull'unica caratteristica di Superman che è stata presente fin dall'inizio. Ci occuperemo dell'unico fattore che è sopravvissuto alle varie revisioni del personaggio e che è stato rispettato non solo nei comics, ma anche sul grande schermo, in tv e negli altri media: la doppia identità.

Superman ha avuto sempre una doppia vita fin dalla nascita per opera di Jerry Siegel e Joe Shuster. Oltre al protagonista di Gladiator di Philip Wylie (che rappresenta l'ispirazione più diretta di Superman), nessuno degli eroi degli anni Trenta che avevano influenzato i due giovani aveva un'identità segreta: Flash Gordon, Buck Rogers, Dick Tracy, Tarzan. Solo Zorro, prima di loro, viveva nell'anonimato come il nobile Diego de la Vega (anche se è evidente che il giustiziere creato da Johnston McCulley sarebbe servito da riferimento più per un altro eroe mascherato che sarebbe nato qualche anno più tardi sulle pagine di Detective Comics #27). Siegel e Shuster decisero di andare oltre e dotare il loro eroe dei più stupefacenti poteri e di un'identità civile. Così nasceva Superman, campione degli indifesi e degli oppressi, e allo stesso tempo il suo alter ego, il tranquillo giornalista Clark Kent.

Boys of Steel: The Creators of Superman (2008), scritto da Marc Tyler Nobleman e illustrato da Ross MacDonald, spiega i vari retroscena curiosi di come i "genitori" di Superman realizzarono la loro creatura. Tra le altre cose racconta la ragione per cui i due amici decisero di mettere sul petto di Superman una S, che rappresentava non solo l'iniziale del supereroe, ma anche dei loro cognomi. Inoltre lo disegnarono con un paio d'occhiali come quelli che loro stessi portavano e lo fecero timido, riservato e con poco successo con le donne. Teniamo conto che Siegel e Shuster avevano circa venti anni quando idearono Superman, immaginandolo così come ogni adolescente voleva essere: forte, possente, coraggioso e con un pizzico di arroganza. Clark al contrario era il riflesso dei due.

Negli anni, la personalità di Clark Kent si evolse al pari delle storie. Da timido giornalista del Daily Star (e successivamente del Daily Planet) passò a essere un reporter televisivo della WGBS, per poi divenire redattore capo della rivista Newsweek. Nonostante questi cambiamenti, scelse sempre di celare la sua identità di Superman per proteggere le persone che amava dai nemici che combatteva. La verità è che il più grande timore dell'Uomo d'Acciaio per tutti questi anni non è stato combattere contro criminali più potenti di lui, né di fronteggiare crisi interplanetarie. Neppure morire. La sua peggiore paura è sempre stata che qualcuno dei suoi avversari scoprisse l'uomo dietro la maschera. Una scoperta che trasformerebbe in bersagli tutti i suoi amici e familiari.

E questo timore sta per diventare realtà in Superman: L'ultima Battaglia.

 

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