Presentazione della linea Forum e di nuovi titoli da Planeta DeAgostini

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INFORMAZIONI SCHEDA

La Planeta DeAgostini ha presentato l' anteprima delle novità della linea Forum del secondo semestre 2009, con, nei giorni successivi, la presentazione di nuovi albi che usciranno sotto il marchio della casa editrice, con sede madre in Spagna.

Anteprima del piano editoriale della linea Forum per il secondo semestre del 2009

Non c'è niente di meglio che iniziare l'estate con una buona dose di sole, mare e splendide avventure come quelle che potrete trovare tra le proposte della nostra linea Forum.

Per il mese di luglio, abbiamo pensato di proporvi un'opera davvero particolare:
Il villaggio bianco. La curiosità insaziabile di un amichevole cameriere sarà la scusa perfetta per raccontare tante storie nel fantastico intreccio di relazioni umane che convergono nel suo bar. Sarà lui a farci da guida nel piccolo villaggio di cui il bar è il cuore, anche metaforico. Realizzata da Tomeu Pinya, Il villaggio bianco è una storia fatta di storie, arricchita dai sapori del Mar Mediterraneo.

Proseguono inoltre le avventure de
Il viaggio di Darwin. Ne La Terra del Fuoco, José Fonollosa continua a raccontarci le emozionanti avventure di Charles Darwin a bordo della HSM Beagle, in uno dei viaggi che hanno cambiato la storia dell'umanità.

Josep Busquet è uno tra i più giovani e prolifici sceneggiatori dell'industria fumettistica spagnola contemporanea. Di recente si è aggiudicato varie nomination e il Premio Popular del Salón del Cómic de Barcelona come migliore sceneggiatore. Busquet entra a far parte della scuderia Planeta ad agosto con Il sorriso della scimmia, disegnato da Pol Cunyat. Si tratta di un'opera divertentissima, adatta a tutti i lettori. La storia comincia quando Li Yuan arriva a Londra insieme ai suoi genitori. Li prende male questo trasferimento e non sopporta di dover ricominciare da zero in una nuova scuola. Fin qui, niente di eccezionale. Ma le cose non sono come sembrano. Li è la figlia di due avventurieri che viaggiano per il mondo alla ricerca di antichi tesori ricettacoli di grandissimi poteri.

Settembre è il mese del ritorno alla routine. Proprio per questo motivo, eccovi alcune idee su come allietare questo delicato momento. Immaginate un mondo simile al nostro, dove la sicurezza dell'Europa Unita dipende dall'unico vantaggio strategico che le consente di essere all'avanguardia nella colonizzazione dello spazio. Questo vantaggio è rappresentato dagli Astro, caccia spaziali superiori a qualsiasi altra astronave conosciuta grazie a un particolare segreto che solo i loro piloti potranno conoscere... Eroi dello spazio: La porta del cielo è la nuova proposta di Santiago García (nominato Miglior Sceneggiatore al Salón del Cómic de Barcelona 2005) e Javier Peinado (nominato Autore Rivelazione al Salón del Cómic de Barcelona 2009).

E per gli amanti dell'illustrazione ecco a voi Cabaret, un viaggio attraverso la storia, le epoche e le culture. Ciascun capitolo segnerà l'inizio di una storia, triste o allegra, ma sempre e comunque profondamente umana. Un percorso in cerca della libertà, dell'arte, dell'amore e della vita, realizzato con l'estetica sensuale propria del cabaret. Cabaret è il nuovo lavoro di Medusa the Dollmaker (Asunción Macían) e attinge a piene mani dalla tradizione del fantastico e dalle nuove tendenze dark. Una vera opera d'arte.

E a ottobre, ancora avventure! Alma ci conduce nel regno della notte e delle tenebre, nel mondo degli apostoli neri. La stirpe di queste creature si è alimentata nel corso del tempo grazie ai miti sui vampiri, sui licantropi e alle fobie che terrorizzano da sempre gli uomini. Gabriel si troverà coinvolto in una spirale di violenza e morte che va oltre qualsiasi umana immaginazione mentre cercherà di ritrovare Alma, la moglie scomparsa. Azione e horror ad altissimi livelli, a opera di José A. Fideu (testi) e Vicente Cifuentes (disegni).

Seguirà il terzo appuntamento de
Il viaggio di Darwin. Questa volta, nemmeno le meravigliose terre selvagge della Pampa potranno nascondere il lato selvaggio che governa l'animo umano. Darwin osserverà i nativi di questo nuovo continente nella loro lotta contro l'estinzione e apprenderà i segreti di questa nuova terra direttamente dai gauchos.

Ad autunno inoltrato arriveranno nelle vostre librerie una valanga di novità. A novembre vi proporremo l'opera vincitrice del Primo Premio Internazionale del Fumetto promosso da Planeta DeAgostini Comics: Pianeta Extra, l'allucinante opera di Diego Agrimbau e Gabriel Ippóliti. (E a breve, conosceremo anche il vincitore della seconda edizione). La carriera di questi due autori è già costellata di premi e menzioni d'onore da parte della critica specializzata e del pubblico e questa proposta di Planeta DeAgostini sarà sicuramente un ulteriore grande successo.

Continuiamo con
L'ambasciatore di Josep Busquet e Pere Mejan, vincitori dei più importanti premi nell'ultima edizione del Salón de Barcelona nelle categorie Migliore Sceneggiatura Popolare, Miglior Disegnatore e Miglior Autore Rivelazione. Sulle pagine de L'ambasciatore verrà descritto un potente regno, che ricorda molto la Francia nella sua epoca di maggior espansione. Il protagonista della storia è Jean Luc Bonncoeur, famoso scrittore noto per la sua piuma affilata e per essere un "genio del male". Jean è pieno di difetti: privo di buone maniere, tatto, educazione, delicatezza, sensibilità, pietà, socievolezza, bontà... Proprio l'ambasciatore perfetto, no?

E a dicembre... preparatevi per un regalo di Natale molto speciale.

Con i cinque sensi

Il villaggio bianco: Il bar dell'uomo con la barba sa di sale. Odora di brezza. Si può sentire tintinnare un cucchiaino in una tazza di caffè. Passi lenti percorrono i vicoli. Tra un "capo, un altro giro" e l'altro si intrecciano sieste e sorrisi. Si vede la vita che scorre. Ma soprattutto si odono storie, storie di coloro che passano per il bar di Rafa il barbuto, che condividono una parte della loro vita con lui, e anche con te.

Rafa è la Sherazade di un'isola del Mediterraneo che potrebbe essere tranquillamente la Maiorca natale di Tomeu Pinya, l'autore de
Il villaggio bianco: Il bar dell'uomo con la barba. Ma invece di raccontare storie, le ascolta. Tutti quelli che ne raccontano una hanno un giro assicurato nel suo bar. Inoltre, il barbuto ha l'abitudine di prestare a ognuno un libro che abbia a che vedere il più possibile con il loro racconto, il loro stato d'animo e le loro necessità. Rafa ha anche una casa in affitto sopra la stessa terrazza del bar, dove passano un famoso scrittore e Kurt, il ragazzo tedesco, entrambi in cerca, senza saperlo, di qualcosa che cambi la loro vita una volta per tutte... Il fumetto di Pinya è popolato da gente che viene e gente che va, di cui possiamo conoscere solo quella parte che condividono con il bar di Rafa. Bambini con i loro giochi, un illusionista e un amante delle colombe con una buona ragione per farlo...

E tutto questo disegnato da qualcuno che si definisce "curioso come Mafalda, confuso come Superlopez, ingenuo come Obelix e idealista come Corto Maltese", anche se si lamenta di non essere "attivo come Calvin"... L'opera, inoltre, è piena di piccoli omaggi ad altri autori di fumetti che Tomeu Pinya ammira. Non a caso nei ringraziamenti ha un pensiero per "tutti coloro che hanno scritto, disegnato, filmato o sognato storie prima di me". Come anche Rafa il barbuto. Così
Il villaggio bianco: Il bar dell'uomo con la barba è una storia fatta di storie, di persone, di vite e di rapporti umani. Un racconto delizioso e piacevole. Un soffio d'estate che arriva nelle nostre librerie in questo caldo mese di luglio, con la ferma intenzione di regalare un sorriso o di invitarti a prendere un caffè alla terrazza di Rafa. Ti va?

 

Due parole d'elogio di Ian Rankin

A luglio, Planeta DeAgostini pubblicherà l'Hellblazer di Denise Mina. E affinché l'attesa sia meno lunga, eccovi in anteprima l'introduzione di Ian Rankin, insieme alle prime cinque pagine del fumetto. Buona lettura.


Benvenuti in Scozia.
Non nella Scozia che pensate di conoscere, ma in un posto lacerato da superstizioni e credenze, in una terra buia, pervasa dal male e da un terrore sotterraneo.

Il poeta James Thomson, nonostante fosse nato a Port Glasgow, visse per la maggior parte della sua vita lontano dalla Scozia. Nel 1874 scrisse il suo capolavoro, The City of Dreadful Night, un lungo, surreale e onirico ritratto di un'anonima città. Thomson aveva vissuto a Londra, in Colorado e in Spagna: la città che descrisse avrebbe potuto essere situata ovunque e la storia avere luogo in qualsiasi tempo.
Mi piace però pensare che avesse voluto omaggiare la sua città natale, Glasgow.

Penso anche che a Constantine piacerebbe la sua prosa lugubre ed elegiaca, anche se forse difficilmente condividerebbe alcune delle idee di Thomson:

Il mondo ruota in eterno come un mulino;
Macina morte e vita e bene e male;
Non ha scopo, cuore o mente o volontà.

Constantine la pensa diversamente. Lui ha visto cose che farebbero correre la maggior parte di noi dritti dritti in manicomio o ci spingerebbero ad abbracciare la bottiglia (come alla fine fece lo stesso Thomson). In L'empatia è il nemico, Denise Mina porta Constantine nella città che lei conosce meglio, una città che ha fatto sua attraverso una serie di romanzi noir contemporanei.

Glasgow potrebbe rappresentare per Constantine la fine di ogni cosa.

Ma, ehi... il nord non è poi così malvagio: Mina infarcisce la sua storia con un tocco di humor, qualche divertente battuta e vari riferimenti culturali (i Rezillos furono, per un breve momento, il gruppo punk scozzese di punta). Ma soprattutto, Mina è una straordinaria dispensatrice di ombre. Come nei suoi romanzi, anche in questa storia noi lettori sappiamo dell'esistenza di cose che si celano oltre la nostra vista: predatori di uomini, demoni necrofili, psicosi e chi più ne ha, ne metta. Mina ha anche capito che lo zelo religioso può portare alla nascita di sette e scegliendo di iniziare la sua storia sull'isola di Iona, mira dritto al cuore del sentimento religioso scozzese. Iona fu dimora della prima comunità Cristiana della Scozia: la Parola si diffuse da quel luogo generando, fra le altre cose, fanatismo, intolleranza, omicidi e faide... qualcosa che all'apparenza è ancora vivo nelle strade di Glasgow.

C'è un altro verso di Thomson che vorrei condividere con voi: Senza speranza non c'è paura. In altre parole, un uomo senza speranza di miglioramento o di salvezza non ha alcunché da temere. Per me, questo riflette molto la natura del personaggio John Constantine. Stanco e cinico, la sua anima consumata, John continua a combattere e vince, nonostante le sue cupe intenzioni. Questo lo rende splendidamente umano e assolutamente adatto a percorrere il sentiero che lo attende. Combatte i demoni (sia psichici che emotivi) perché non ha altra scelta. Denise Mina lo conduce di trappola in trappola e lui va avanti con la consapevolezza di quello che lo aspetta. L'empatia è il nemico crepita di ironia e horror; fa rabbrividire come una folata di vento in strada, di notte; e conduce Constantine verso nuovi, opprimenti luoghi.

Classico per
Hellblazer.
Classico per Mina.
Benvenuti in Scozia... battetevela alla svelta.


Ian Rankin è il premiato autore dei romanzi conosciuti in tutto il mondo dedicati alle indagini dell'ispettore Rebus. Insignito dell'OBE in occasione del Queen's Golden Jubilee Birthday Honor List nel giugno 2002, attualmente è lo scrittore di gialli inglese di maggior successo in patria. Vive a Edimburgo con moglie e due figli.


 

Batman + Superman

La pubblicazione di Batman e Superman: World's Finest è l'occasione per far spiegare allo sceneggiatore Karl Kesel il dietro le quinte di questo volume che riunisce il meglio di due mondi: Metropolis e Gotham City, il rosso e il nero. Questa introduzione è il prologo ideale del libro che Planeta DeAgostini Comics distribuirà questo mese e ve la offriamo in esclusiva insieme alle prime cinque pagine della storia.


Non ricordo in quale occasione Scott Peterson (uno degli editor di Batman dell'epoca) mi comunicò l'intenzione della DC di lanciare una maxiserie dedicata ai Migliori del Mondo, ossia Superman e Batman. Probabilmente fu durante una conversazione telefonica o nel corso di una delle mie annuali visite agli uffici della casa editrice. La DC aveva già un progetto per questa serie (sebbene concepito da un altro bat-editor, Jordan B. Gorfinkel, se non ricordo male): si sarebbe trattato di numeri con storie autoconclusive, ambientate a un anno di distanza l'una dall'altra, che avrebbero analizzato i cambiamenti del rapporto tra queste due icone. Scott era alla ricerca di uno scrittore e mi chiese se ero interessato.

Non era una cattiva idea... anzi, era veramente ottima! Quel genere di trovata (e di opportunità) che capita una sola volta nella vita. Se sei fortunato. Scott mi aveva a malapena proposto il lavoro che io esclamai "Sì! Sì! Santo Cielo, SÌ!" e mi misi a danzare sulla sua scrivania come un ballerino russo impazzito. Volevo manifestare una reazione contenuta.

Poi arrivò il difficile, quando cominciai a lavorare alla stesura della storia. Perché, se da un lato sono abbastanza bravo con la storia dei personaggi, dall'altro sono una vera schiappa in termini di continuity. Tutti sanno che il Joker ha ucciso il secondo Robin, Jason Todd, ma cosa stava facendo Superman più o meno in quello stesso momento? Non chiedetelo a me. Io però dovevo saperlo, perché lo sviluppo del rapporto tra Batman e Superman dipendeva da quello che stava accadendo nelle loro vite. Dovevo armarmi di pazienza e rileggermi annate di fumetti (okay, so che ci sono lavori peggiori!) in modo da poter delineare un percorso sincronizzato per i due eroi. Così, fu facile stabilire quali aspetti avrei approfondito in ciascun numero. Mi rimaneva soltanto un'ultima cosa.

Perché Superman e Batman s'incontravano?

Potevano trattarsi di pure e semplici coincidenze. Magari i due eroi incrociavano le loro strade solo una volta l'anno. Quest'idea, però, non mi piaceva troppo: trattandosi di una miniserie,
World's Finest doveva avere un inizio, uno sviluppo e una fine. Ci doveva essere qualcosa che accadeva nel primo numero, che veniva trattata in modo più o meno approfondito nei numeri successivi e poi risolta nell'ultimo numero. Anche se Superman e Batman condividevano le loro storie da anni, nessuno aveva mai spiegato perché lo facessero. Un errore o una disattenzione a cui si era cercato di ovviare nel corso delle serie dei due eroi.

Fu in questo modo che prese forma la storia di Harrison Grey. Il nome "Grey" (in italiano "grigio") non era stato scelto a caso, ma anzi rifletteva il tono della storia. Per la stessa ragione, decisi di fissare gli incontri annuali tra i due eroi in corrispondenza degli equinozi, ovvero quando giorno e notte si equivalgono. (Questa scelta si rivelò particolarmente azzeccata sul #9, in cui Batman fa visita ai quattro Superman nella prima metà dell'albo/anno e Superman visita Batman in armatura nell'altra metà: dato che in un anno ci sono due equinozi, ciascuna storia poteva tranquillamente essere ambientata nello stesso anno!) Ricorrendo a queste trovate, speravo di mettere in evidenza il delicato equilibrio tra buio e luce e, quindi, tra Batman e Superman.

Quando io salii a bordo del progetto, Dave Taylor era già stato scelto come disegnatore: ogni volta che vedevo una sua nuova pagina rimanevo a bocca aperta. I suoi disegni erano fantastici e davano alle mie storie un fascino tutto particolare. Dave ci mise anima e corpo ma, evidentemente, non era possibile mantenere quel livello su una testata mensile. Se non ricordo male, Taylor dimostrò la sua riluttanza nell'usare uno stile semplice e piatto sul numero di Batgirl/Spina al solo scopo di rispettare le date di consegna. A ogni modo, anche in questa circostanza diede prova del suo fantastico senso per il design e per ritmo narrativo.

Personalmente, rimasi deluso quando seppi che Dave non poteva disegnare il numero con Mxyzptlk/Batmito (era il disegnatore adatto per quel tipo di avventura e io non vedevo l'ora di osservarlo all'opera), ma Peter Doherty seppe raccogliere il testimone di Dave difendendosi alla grande e incontrando, con il suo stile, il favore del nuovo editor, Darren Vincenzo. Mi sono molto piaciuti i numeri disegnati da Peter, in particolare la storia con Superman e Batman a Smallville. Una copertina incredibile, dei disegni perfetti e una storia (spero) divertente e intelligente, fanno di questo numero il migliore della serie. Almeno dal mio punto di vista.

Certo, ci sono stati anche altri numeri di eccellente livello, in particolare quelli su cui ho lavorato a fianco di talenti come l'inchiostratore Robert Campanella (che esordì nel mondo dei comics inchiostrando gli sfondi su un paio di numeri di Superman prima di intraprendere la sua carriera come autore completo) e il colorista Alex Sinclair (che, in seguito, ha prestato i suoi preziosi colori per un'altra serie che ho scritto, Harley Quinn).

Ci sono altre due cose che vorrei dirvi e che forse troverete interessanti:

1) Dave Taylor e io abbiamo realizzato una storia per World's Finest che non è compresa in questo volume (si tratta di una storia natalizia apparsa sul DCU Holiday Bash del 1998). Venne pubblicata prima del numero uno della nostra World's Finest anche se, da un punto di vista cronologico, si colloca a metà della serie. La storia non è ambientata in un giorno d'equinozio, ma rispecchia comunque alla perfezione l'evoluzione del rapporto tra Superman e Batman. Cercate di procurarvela, se non altro per il fantastico lavoro di rifinitura effettuato da Klaus Janson.

2) Nell'ultimo numero, originariamente, Due Facce non era il solo criminale ad apparire. Suo complice, nel tentativo di distruzione di Gotham, doveva essere Lex Luthor (per meglio bilanciare gli elementi delle mitologie di Superman e Batman). In questo caso, però, l'obiettivo di Luthor, vale a dire acquistare parti distrutte di Gotham a prezzi stracciati per rivalorizzarle a suo vantaggio, assomigliava troppo a quanto narrato sulla testata mensile dell'Uomo Pipistrello, dove Lex stava approfittando del terremoto che aveva devastato Gotham per acquisire i beni immobili della città. Oh, be'... a volte perdi.

...e a volte vinci. Come quando ti offrono un progetto irrinunciabile e irripetibile.

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