Quando Walt Disney incontra Salvador Dalì.

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Milano, 21 settembre 2010 - Era il 1946 quando Salvador Dalì e Walt Disney si incontrarono negli studios Disney di Hollywood per sviluppare un'idea di cortometraggio d'animazione, ispirato all'arte surrealista del primo e alla fantasia creativa del secondo. Il film però rimase incompiuto negli archivi Disney per moltissimi anni, e la pellicola fu terminata solo nel 2003, quando Roy Disney (nipote di Walt) decise di riprendere in mano lo story-board e di portarlo a termine, guidando un gruppo di 25 esperti in animazione a Parigi.

Il risultato è uno straordinario cartoon dal titolo "DESTINO", un corto di 6 minuti e mezzo che racchiude tutta la genialità, il talento e l'ingegno creativo dei due artisti. "DESTINO", una storia d'amore in puro stile disneyano, racconta il viaggio di una ballerina attraverso un paesaggio desertico e un inquietante scenario surreale, quello degli oggetti suggestivi e bizzarri delle opere di Dalì, come orologi cascanti, torri oscillanti, piramidi e ballerine senza testa, che sembrano non solo l'animazione dei suoi quadri, ma anche la concretizzazione del grande sogno di Walt Disney di dare un seguito a Fantasia. "Un connubio, genialità e creatività che, da oltre 80 anni, Disney celebra quotidianamente grazie al legame indissolubile - estetico e culturale - con il nostro Paese. L'Italia infatti è da sempre più che mai impegnata a ispirare e valorizzare i talenti creativi dei giovani" - afferma Carlotta Saltini, Chief Marketing Officer, The Walt Disney Comapny Italia - "La storia del settimanale Topolino è un omaggio al genio creativo di Dali e di Walt Disney, due delle personalità più eclettiche del XX secolo, che in Destino fondono la loro immaginazione e la loro avanguardia artistica" Ma che cosa successe veramente negli Studios Disney di Los Angeles? Che cosa si dissero Salvador Dalì e Walt Disney chiusi nello "Studio 66"? Il settimanale Topolino lo "svela" nella storia sceneggiata da Roberto Gagnor (giovane ed eclettico sceneggiatore e autore televisivo e radiofonico) e disegnata dal maestro Giorgio Cavazzano (il più famoso degli artisti disneyani al mondo), dal titolo "Topolino e il surreale viaggio nel Destino". La storia a fumetti, ineluttabilmente surreale, che sarà pubblicata sul settimanale in edicola mercoledì 22 settembre 2010 - il giorno stesso dell'apertura della mostra, prodotta dal Comune di Milano e 24 ORE Cultura, "Salvador Dalí. Il sogno si avvicina" a cura di Vincenzo Trione -, è un vero e proprio tributo all'incontro dei due grandi artisti e narra come Topolino, Pippo e Paperino - rigorosamente disegnati con lo stile delle origini, negli '40 (anche per enfatizzare che lo storico incontro si tenne in quel periodo) - "aiutarono inconsapevolmente" Dalì e Walt Disney a realizzare lo story-board di quello che poi sarebbe diventato, quasi 60 anni dopo, il cortometraggio "Destino". In un racconto surreale, reso possibile grazie all'eclettismo della narrazione a fumetti - dove realtà e fantasia si fondono magicamente - i 3 personaggi disneyani, si trovano a spiare nello Studio 66 proprio nel momento in cui i due artisti, che stanno lavorando a un progetto segreto, vengono colpiti da un blocco creativo, probabilmente perché troppo concentrati a ragionare sulla loro idea. Proprio in quel momento la corda alla quale Topolino, Pippo e Paperino sono appesi si rompe, e precipitano all'interno della tela che stava dipingendo Dalì. Inizia così il loro viaggio in un luogo incredibile, quello dell'universo del maestro surrealista "...dove l'arte è immaginazione! Nulla è reale, tutto è fantastico! Qui non si ragiona... si sogna!", spiega Topolino ai suoi due compagni di avventura, in una vignetta magistralmente disegnata da Cavazzano. E proprio mentre i nostri tre amici, imprigionati nella tela e stremati da incontri imprevedibili, cadono addormentati, il genio creativo di Dalì e di Disney si desta grazie alle parole di Walt, spinto dal desiderio di liberare le sue creature: "Lamentarsi è inutile, amico mio! Andiamo avanti! Immaginiamo, inventiamo... creiamo! In fondo è questo il nostro Destino!". E così Dalì, ispirato dalle parole dell'amico, disegna sulla stessa tela una porta e i 3 viaggiatori, in una dimensione dove tutto è possibile perché fuori dal controllo della ragione, riescono a varcarla in tempo per tornare nello Studio 66 e trovare gli entusiasti Salvador e Walt che hanno superato il loro blocco creativo e che ora hanno in mano un bel faldone di disegni, schizzi e idee per il loro film! Soddisfatto, l'artista Catalano sta per partire, ma "accidentalmente", a causa delle eliche dell'aereo che lo riporterà a casa, tutti i fogli dello story-board volano via... Walt Disney è disperato, ma in una memorabile sequenza di due tavole, fra le più sentite e partecipate da Giorgio Cavazzano, Dalì afferma: "Cosa c'è di più surreale? Un'opera d'arte che vola via e non si fa imprigionare. Libera come i nostri sogni" e Disney risponde "...e i sogni non finiscono mai! Ci sarà sempre un foglio bianco da riempire! E allora disegnate, inventate, create, amici!". Il movimento culturale del Surrealismo ha coinvolto tutte le Arti Visive alle quali da oggi può aggiungersi la Nona Arte, ovvero il fumetto, grazie alla storia "Topolino e il surreale viaggio nel Destino" che, nella magica atmosfera sospesa tra sogno, emozione e fantasia, permette a Topolino & Co. di incontrare il loro creatore - Walt Disney - e, soprattutto, di fargli vivere un'avventura con loro. Cosa c'è di più surreale? Inoltre, anche questa storia di Topolino firmata Gagnor e Cavazzano (due eccellenze della grande comunità italiana di artisti disneyani che ogni settimana creano appositamente per il giornale Topolino storie a fumetti lette in tutto il mondo), sarà esportata all'estero. Topolino, infatti, è diffuso in tutto il mondo (46 Paesi con oltre 130 milioni di copie vendute all'anno) e il suo ruolo italiano è cruciale perché ha raccolto attorno a sé una grande comunità di artisti, selezionati e formati nella sede milanese di The Walt Disney Company Italia. Una risorsa enorme non solo per il capoluogo Lombardo ma anche per il nostro Paese, visto che la produzione italiana è una percentuale consistente (70%) di quella internazionale.
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