Ritorna Morgan, ma stavolta sotto il marchio GP Publishing

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Ritorna Morgan la Sacra Rota, il titolo di Ade Capone in una nuova edizione targata questa volta GP Publishing. Per l' occasione, nello stesso sito ufficiale della casa editrice è stata riportata un' intervista fatta appunto all' autore e disponibile nell' ultimo numero di Anteprima, uscito pochi giorni fa.

L'EROE MUTO CHE PARLA AL MONDO

Ade Capone ne ha viste tante, nel corso degli anni: ha dato i natali a case editrici ed eroi popolarissimi come il suo Lazarus Ledd, ha scritto storie per Zagor, Martin Mystère e Mister No, e non pago di tutto ciò ha deciso di dedicarsi anche alla televisione, scrivendo testi per Mediaset.
Nel 1998, dalla fervida fantasia di quelli che sono a tutt'oggi due dei più importanti autori italiani di sempre - Ade Capone e Leo "Rat-Man" Ortolani - nacque la miniserie di Morgan, l'eroe muto che diede una nuova speranza all'Australia, e con lei al mondo intero.
A marzo si completerà, con il secondo volume, la riedizione GP Publishing di quest'opera inquietante e spettacolare: è Ade stesso a raccontarci la sua esperienza di quegli anni e l'interessante collaborazione con Leo.
 
Nel 1998, data della prima pubblicazione di Morgan, Lazarus Ledd era un personaggio consolidato e il Rat-Man di Leo Ortolani stava spopolando in edicola. Con che spirito avete affrontato questa nuova sfida?
 
Con la voglia di fare qualcosa insieme, innanzitutto. Sì, c'era già stata l'esperienza - e il grande successo - di Rat-Man contro Erinni, ma lì io ero "solo" l'editore, con Liberty: la storia era tutta farina del sacco di Leo. Volevamo fare anche qualcosa a quattro mani, e Leo accettò di buon grado di giocare nel mio campo, cioè quello del fumetto popolare italiano.
 
Com'è nata la vostra collaborazione? Morgan era un progetto che avevate in cantiere da tempo?
 
Morgan nacque di getto, da una mia idea che sviluppammo insieme in fase di soggetto e di sceneggiatura. Mi stimolava il fatto di realizzare un eroe MUTO in un ambito spesso verboso come quello del popolare italiano. E stimolava anche Leo, che accettò con entusiasmo di partecipare al progetto. Il resto lo fecero la nostra amicizia e le nostre passioni comuni.
 
Da Morgan traspare la vostra passione per la fantascienza cupa ed esplosiva. Quali sono i tuoi autori di riferimento in tal senso?
 
A parte George Lucas, che è un cineasta, amo molto autori come Greg Bear, Gregory Benford e William Gibson. Senza dimenticare Valerio Evangelisti, con il quale ho avuto anche il piacere di collaborare. Infine vorrei citare Bruce Jones, romanziere e fumettista: indimenticabile la sua saga di Hulk, supervisionata in Italia proprio da Franz Meo.
 
Trovo che Morgan sia ancora attuale a livello di tematiche e stile narrativo. La suddivisione del lavoro tra te e Leo - tu i primi due numeri, Leo i restanti - è stata casuale o sottende motivi ben precisi?
 
La suddivisione fu dovuta a motivi pratici: in parole povere, rispettare le scadenze e non lasciare nessuno dei disegnatori a corto di tavole. In alcuni momenti io e Leo scrivevamo senza ben sapere cosa stesse facendo l'altro contemporaneamente. Il fatto che tutti i tasselli della storia siano andati al loro posto la considero sia fortuna che sintonia tra di noi.
 
Morgan si distingue anche per l'ottima qualità delle tavole, frutto della collaborazione con disegnatori che hanno poi sfondato nell'ambito del mercato italiano e non solo. La tua capacità di talent scouting è sempre stata un aspetto importante della tua carriera di fumettista. Qual è il segreto per essere un buon scopritore di talenti?
 
Penso, innanzitutto, aver letto tonnellate di fumetti, in modo da averne assorbito anche gli stilemi grafici, benché io a disegnare sia negato. Ma forse anche questo è un vantaggio, perché mi spinge a basarmi sull'istinto, senza analisi tecniche che spesso portano a sottovalutare grandi talenti ancora acerbi. E poi entra in gioco anche il mio gusto personale.
 
Credi che il formato "exra large" dell'edizione GP Publishing possa rappresentare un valore aggiunto? Personalmente trovo che esalti molto la spettacolarità di alcune tavole.
 
La penso come te. Potremmo citare anche i Texoni, o i volumi allegati ai quotidiani in cui vengono ristampate storie Made in Italy. Credo che si tratti di una valorizzazione del fumetto italiano. Per questo sono stato felice della proposta di GP: fa apparire Morgan come una storia del tutto nuova. Tant'è che io stesso la sto rileggendo come se l'avesse scritta un altro.
 
A distanza di così tanti anni, puoi spiegarci cos'ha rappresentato per te Morgan?
 
Innanzitutto una scommessa, e credo sia stato così anche per Leo. La scommessa di presentare al mercato una miniserie (la prima, insieme a Goccianera di Luca Tiraboschi) nel classico formato popolare. E il tentativo di catturare nuove generazioni di lettori abituate a leggere solo manga o quasi. Morgan, non a caso, ha protagonisti adolescenti. Ed era da tanto che non se ne vedevano nel fumetto italiano d'avventura.
 
Un'ultima domanda: cosa si devono aspettare i nuovi lettori nel secondo e conclusivo volume della saga?
 
Be', direi colpi di scena, azione a rotta di collo, e fantascienza basata sul concetto di "matrice" ancor prima che uscisse il film Matrix. Di questo io e Leo siamo fieri. Credo che Morgan fosse e sia ancora oggi un prodotto innovativo. Per questo la ristampa ha mantenuto la stessa freschezza della prima edizione. Anzi, per me è il volume GP è come una prima edizione.

 

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