Yamato Video: Natale 2013 in libreria

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INFORMAZIONI SCHEDA

Prologo pestifero. Diciamo la verità: il mercato librario italiano, argomento di riferimento: anime e manga, non è stato per nulla stimolante in questo 2013. Pochi saggi, quasi tutti costruiti a immagine di chi li cura nella speranza di gravitare negli ambienti che ovviamente contano per vendere certe pubblicazioni (cioè le università). Assente il pubblico. Direte: è la crisi. Può essere. Ma è una crisi che dura da parecchio tempo. Vedo gli stessi libri sugli scaffali da troppi anni. Il pubblico italiano è in testa alla classifica dei lettori meno disciplinati, il fanalino di coda di una cultura dell’informazione che è l’equivalente intellettuale del chiacchiericcio prodotto dai forum. Inglesi, francesi e spagnoli sono tra i maggiori fruitori di saggistica.

I primi possono godere di un mercato più vasto che all'animazione o al fumetto talvolta dedica lavori di serie A (qualche editore di riferimento: Taschen, Phaidon). I secondi si industriano e più avanti scoprirete perché. I terzi osano pur cercando certezze consolidate (un nome: Hayao Miyazaki).

Gli italiani.
Cominciamo allora dal mercato nostrano. Se le monografie vanno sempre un po' strette, perché "tanto c'è wikipedia", o latitano per colpa di editori che manco pagano gli autori, questo 2013 ha visto il ritorno alla grande delle storie generali dell'animazione. A dicembre uscirà la riedizione di Anime. Guida al cinema d'animazione giapponese (Kappalab, pp. 320) dei Kappa Boys. Niente di nuovo rispetto alla storica edizione inizi anni '90, ma la promessa è quella di aggiornare quanto prima quel poderoso lavoro. Destinatario ideale: chi se lo fosse fatto sfuggire all'epoca, ma anche chi se l'è fatto prestare e non lo ha mai restituito. Una storia appassionata e altamente qualificata è quella di Guido Tavassi con la sua Storia dell'animazione giapponese (Tunuè, pp. 608), strenna natalizia ideale, da leggere ma anche da regalare a chi gli anime vorrebbe conoscerli più da vicino. Andrea Fontana, già autore di molti libri sul cinema e l'animazione, ha invece voluto raccontare la storia del Giappone e degli anime da una prospettiva particolare, l'atomica di Hiroshima e la tragedia di Fukushima, con un taglio ortodosso e non meno interessante di Tavassi. Il titolo dovreste conoscerlo: La bomba e l'onda (Bietti, pp. 266). Un buon libro, invitante già dal colore nero, è invece Gothic Lolita di Gloria Carpita (Editrice La Torre, pp. 136). Il saggio in realtà è dello scorso anno, e ce lo siamo perso per strada. Eppure merita di tornare alla ribalta perché è uno studio ben fatto, e con utile apparato iconografico: racconta una moda giapponese, la sua storia e i linguaggi che la caratterizzano con piglio antropologico e sociologico ma pure con partecipazione emozionale tutta personale, visto che l'autrice è molto più di una saggista o una studiosa. Il fenomeno lo vive sulla propria pelle. La popolarità di Miyazaki ha destato anche il mondo accademico. Maria Teresa Trisciuzzi ha scritto per Carocci Editore il saggio Hayao Miyazaki. Sguardi oltre la nebbia (pp. 159, € 17,00) indagando la figura del regista attraverso il trinomio cinema animato, fumetto e letteratura per l'infanzia. Il capolinea è quello universitario, ma i più fedeli seguaci del regista giapponese potrebbero trovarci spunti di riflessione o punti di partenza tutti nuovi. Sempre sotto il nome di Miya-san, da qualche settimana è finalmente disponibile in lingua italiana il ritardatario The Art of Kiki's Delivery Service edito da Planet Manga. E mentre scriviamo pare in arrivo, il prossimo febbraio, anche l'Art of dedicato a Totoro. Non osiamo domandarci quando uscirà quello dedicato a Kaze Tachinu. La verità, tuttavia, è che ci cono ben altre pubblicazioni e "guide" nell'Arcipelago che - senza il clamore tattile delle pagine plastificate - raccontano il cinema di Miya-san e il suo passato con molto più impegno di una bella illustrazione a colori (dai roman album di Tokuma Shoten alle Guide Book, che potete trovare su Amazon.co.jp o su eBay a prezzi stracciati ma spesso da veri strozzini).

E gli stranieri.
Direi di cominciare da un meraviglioso volume in lingua francese di Julien Sévéon: Mamoru Oshii. Rêves, nostalgie et révolution (Èditions IMHO, pp. 300, € 26,00). Monografia non è la parola più indicata per descrivere questo libro. Mettiamola in questo modo: il volume di Sévéon, interamente a colori, è un atto d'amore che evita di seguire il solco cattedratico e analitico di tanti saggi del genere, per raccontare invece quello stravagante e ossessionato artista di nome Oshii immergendosi nel suo universo creativo senza sconti, dimenticanze o esclusioni. L'autore è un esperto di cinema orientale, oltreché editore di se stesso (date un occhio alle loro proposte e sosteneteli anche da qui). Il complesso ed esaltante percorso biografico che ha seguito ci restituisce la figura e la personalità di Oshii come pochi altri. Uno dei migliori acquisti da secoli. Parola. Di Frederik L. Schodt non puoi tacere la lealtà che lo scrittore e traduttore ha con il suo nume tutelare Osamu Tezuka. Pertanto consiglio lettura di un libriccino dedicato al personaggio più famoso del "dio dei manga": Astro Boy, protagonista di The Astro Boy Essays (pp. 216, Stone Bridge Press). Dove è contenuta la genesi e l'ascesa del robottino tra fumetto e serie televisiva, la prima in bianco e nero del 1963. Già che ci siete, di Schodt leggete anche Professor Risley and the Imperial Japanese Troupe (pp. 336, Stone Bridge Press), che non c'entra nulla con manga o anime, ma racconta del signor Richard Risley Carlisle, colui che introdusse il circo occidentale in Giappone nel 1864. Il libro è un intenso viaggio nel passato tra due culture che si incrociarono per strada conoscendosi reciprocamente. Stone Bridge Press ha in catalogo anche Anime Classics Zettai (pp. 408), un'altra di quelle guide di cui si scriveva poco sopra. Un editore attento alla cultura dell'animazione nipponica, sempre negli States, è invece McFarland & Company: dopo aver pubblicato quasi dieci anni fa il celebre The Anime Art of Hayao Miyazaki di Dani Cavallaro, ha proseguito occupandosi di Gainax, Kyoto Animation, Clamp, Mamoru Oshii ed estetica degli anime. Tenetelo d'occhio.

Colpo di scena.
Ma ecco che dopo aver meditato, scritto e consigliato tutte queste interessanti pubblicazioni, lo scrivente prende improvvisamente in mano un volume e guardingo, senza farsi notare, se lo stringe al petto. Per carità, non così vigorosamente! Lo allontana da sé un istante e ne ammira la copertina "corale", la fascetta gialla e il titolo: Tiger Mask Eternal. Lo sfoglia con devozione religiosa. Quindi: 105 episodi passano in rassegna sotto i suoi occhi con il fruscio della carta, nomi di bimbi perduti, lottatori, tutori e tipacci dalla pelle bluastra; tutti lì a sbirciare dalle pagine il felice acquirente del volume. Che è stato pubblicato da Kawade Shoten, e la presente è la seconda ristampa (datata 2011). Trattasi di guida particolareggiata con immagini a colori, in bicromia e in bianco/nero sulla serie cult degli anni '60. Ma quel "trattasi" allo scrivente suona male e allora aggiunge che ci sono pure autentici wrestler nipponici intervistati, illustrazioni dei fan, pupazzi e maschere tigresche che su Mandarake di solito costano non meno di 50 mila yen.
E il sottoscritto non può fare a meno di chiedersi perché Tigre non ruggisca ogni tanto anche in lingua italiana...

Yamato Video

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