Arrivare a te: La persona del destino, lo spin-off targato Star Comics

La persona del destino è il sequel/spin-off di uno dei più celebri shojo degli ultimi anni, Arrivare a te. Il primo volume convince ma emoziona poco.

anteprima Arrivare a te: La persona del destino, lo spin-off targato Star Comics
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Parlando di shojo manga è difficile ignorare il talento di Karuho Shiina. Classe 1975, nativa dell'Hokkaido, Shiina ha esordito giovanissima con Kimi Kara no Sotsugyou nel 1991 pubblicato sulla rivista shojo Deluxe Margaret di Shueisha. Grazie all'editore di Tokyo la sua carriera è proseguita spedita, tra una storia breve e l'altra, fino al successo internazionale con Crazy for you del 2003, serie romantica in sei tankobon.

Subito dopo è stato il turno dell'opera considerata il suo capolavoro, la commedia shojo slice-of-life Arrivare a te, serializzata sulle pagine di Bessatsu Margaret dal 2006 al 2018, che nel 2008 ha vinto il Kodansha Manga Award per la categoria shojo e ha generato due serie anime di successo realizzate da Production I.G, una trentina di light novel, vari artbook, due videogiochi della Bandai e un film in live-action.

La serie manga in trenta volumi è stata portata in Italia prima da Planet (edizione interrottasi dopo sei volumi) e in seguito da Star Comics: sarà proprio l'editore perugino a pubblicare, a partire dal prossimo 30 settembre, il seguito diretto di Arrivare a te, una serie (ancora in corso in Giappone) intitolata Arrivare a te - La persona del destino: di questa nuova serie sappiamo per ora molto poco, a parte il fatto che si tratterà di "quattro storie" e che si concentrerà in parte sul rapporto a distanza fra i protagonisti. Abbiamo letto in anteprima per voi il primo volume del sequel di uno degli shojo più apprezzati degli anni 2000.

La seconda nascita di Sawako Kuronuma

Come molti shojo/shonen sentimentali classici, Arrivare a te basa il proprio meccanismo tensivo su un contrasto caratteriale, e a occhio e croce non sembrano poter esistere due caratteri diversi quanto quelli di Shota Kazehaya e Sawako Kuronuma detta Sadako.

Lui è un ragazzo popolare, aperto e simpatico, il classico personaggio manga sciocco ma esuberante; lei è una ragazza timidissima e patologicamente insicura, allontanata dai propri coetanei a causa del proprio aspetto - capelli neri lunghissimi, pelle diafana - che ricorda appunta quella della ragazza-demone Sadako Yamamura nata dalla penna dello scrittore fantastico Koji Suzuki: la storia di Ringu, horror seminale della fine degli anni '90, mescola come sappiamo suggestioni slasher, la predisposizione nipponica a credere nel soprannaturale e un tema molto caro agli artisti giapponesi, l'emarginazione sociale.

Di emarginazione sociale è vittima la stessa Sawako, dolce e insicura e per questo vittima di dicerie e angherie. Sawako nutre un'ammirazione profonda per Shota, unico ragazzo della scuola a trattarla normalmente; apprezza le sue doti di leader naturale e la sua popolarità, grazie alle quali riesce facilmente a trovarsi sempre circondato da amici. Dal canto suo, per quanto l'insicura Sawako non posa concepire di essere oggetto delle attenzioni di qualcuno, Shota l'ha notata da tempo e coglie l'occasione di una gaffe della ragazza per diventare suo amico. Aprirsi con Shota rappresenterà per Sawako l'inizio di un percorso di crescita e maturazione che la porterà a fare amicizia con le compagne di classe Ayane e Chizuru e poi altri coetanei fino alla composizione di un cast sempre più variegato e caotico, mentre tra una equivoco e una diceria l'inesperta ragazza dovrà realizzare che ciò che prova per l'apparentemente solare Shota - molto più tormentato e dubbioso di quanto sembri - non è ammirazione o rispetto, bensì amore.

Non mancherà l'ovvio triangolo amoroso, coinvolgente il personaggio di Ume Kurumikawa detta Kurumi, che risulterà fra i più coinvolgenti della serie.
A differenza di molti shojo/shonen sentimentali, man mano che diverrà ovvia la "rinascita" di Sawako e gli sforzi di Shota per raggiungere il suo cuore appesantito dall'incapacità di comprendere i sentimenti altrui, man mano quindi che l'inevitabile lieto fine giunga a redimere i protagonisti dai loro dubbi e paure, Arrivare a te sceglie di concentrarsi molto sui personaggi cosiddetti secondari come Ryu Sanada, segretamente innamorato di Chizuru, o la stessa Ume, di grande appeal e successo di pubblico.

Sequel o spin-off?

Presentato come sequel di Arrivare a te, il primo volume di Persona del destino lascia relativamente in disparte i personaggi principali della serie originaria per concentrarsi su Kurumi, amica ed ex-rivale di Sawako. Le due sono compagne di corso all'università: dal momento che ora la giovane innamorata di Shota ha meno possibilità di incontrarsi con le amiche Ayane e Chizuru, il rapporto fra le due è cresciuto al punto che Kurumi trascorre buona parte delle proprie giornate a casa sua - praticamente la parassita, al punto da considerare Sawako la propria "persona del destino".

La loro placida routine viene sconvolta dall'invito a partecipare a un "gokon", un appuntamento al buio di gruppo, nel quale Ume trascina anche Sawako (sebbene lei sia titubante per ovvi motivi, accetta per non mettere l'amica in difficoltà). Qui saranno infastidite da uno stalker dal quale verranno salvate da un cugino di Sawako, Eiji Akahoshi, che mostrerà subito uno strano interesse per Kurumi.

Esaurite le potenzialità narrative di Sawako, appare ovvio che La persona del destino non potesse concentrarsi su di lei: Sawako Kuronuma, una volta conosciuta come Sadako, è ormai una giovane donna risoluta, che ha gradualmente perduto la propria insicurezza e che vive una dolce storia d'amore con Shota. La narrazione si concentra quindi, come detto, sull'altro grande personaggio "danneggiato" della serie, la interessantissima Ume detta Kurumi, bellissima e spesso perfida.

L'incontro fra Ume e Eiji e il successivo (estenuante) corteggiamento da parte del ragazzo, che la forza a una serie di appuntamenti con lui pur rimarcando di non essere interessato al suo corpo, scatena in Kurumi una lenta trasformazione in cui non è difficile intravedere echi del processo maturativo che abbiamo già seguito in Arrivare a te. Anche qui, come nella prima serie, il problema è di base comunicativo, fra due persone che non si conoscono e non si capiscono, finché poco alla volta imparano a farlo. Quando Sawako torna a casa per la golden week Ume resta a lungo sola sulla scena con Eiji, configurando il primo volume della miniserie come un vero e proprio spin-off.
Le premesse sono valide ma per il momento questo sequel (o spin-off, appunto) nonostante la bontà della scrittura e il disegno molto più raffinato che in passato (le tavole sono ariose, le linee sottili, i volti espressivi e dinamici) pecca dal punto di vista dell'emozione: se non era possibile seguire le vicissitudini della fragile Sawako senza piangere o almeno commuoversi, questo è molto meno facile con la sfrontata Kurumi. Inoltre, Eiji non è Shota, non ha le sue insicurezze e indecisioni sebbene il ragazzo abbia decisamente le proprie ombre.

A questo difetto, probabilmente relativo, si dovrebbe forse aggiungere la mancanza di logica dell'introduzione di un parente così presente e protettivo nella vita di una donna, Sawako, che ci è sempre stata descritta come sola, marginalizzata e bullizzata.

Come detto in apertura, l'editore ha lasciato filtrare che la serie narrerà quattro storie, certamente interconnesse fra loro, e che tra i temi di La persona del destino ci sarà anche il rapporto a distanza fra Sawako e Shota, di cui per ora si vede pochissimo. Un solo volume è dunque decisamente poco per giudicare La persona del destino: la prima parte, a fuoco su uno dei personaggi più complessi, è interessante ma non molto emozionante. Il giudizio è positivo ma con riserva, sperando che Karuho Shiina riprenda presto a commuoverci come solo lei sa fare.

Arrivare a te - La persona del destino Risolte le problematiche relazionali fra Sawako e Shota, il primo volume di La persona del destino, sequel del popolarissimo Arrivare a te si concentra soprattutto sul personaggio di Kurumi, molto amato dai lettori. Sebbene il disegno sia sempre eccellente e la narrazione abbia un ottimo ritmo, ciò che manca per ora nella storia è l'emozione: l'autrice tenta forzatamente di presentarci Ume come una nuova Sawako, ci parla nuovamente di muri tra le persone e caratteri danneggiati ma per il momento di commozione non vi è traccia e anche il personaggio di Eiji non brilla per originalità. Attendiamo fiduciosi il prosieguo di questa serie, di cui sappiamo ancora molto poco.