Dragon Ball Super: Broly, da Bardak a Freezer: l'analisi del nuovo trailer

Analizziamo quanto visto nell'ultimo trailer di Dragon Ball Super: Broly, che scava a fondo nelle origini del popolo saiyan.

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Sapevamo già da tempo, per bocca dello stesso Akira Toriyama, che Dragon Ball Super: Broly sarebbe stata una massiccia operazione di fan service. Un vero e proprio "giocattolone" in cui il creatore del franchise, deus ex machina del processo creativo del film, lato sceneggiatura e design, riverserà gran parte dei desideri dei fan, tra ritorni prestigiosi e personaggi che in precedenza erano apocrifi, ma che stavolta sono pronti a entrare di diritto nel canon dell'immaginario dedicato ai nostri amati Super Saiyan. Eppure l'ultimo trailer, diffuso online dalla Toei Animation in occasione del panel in scena al New York Comic-Con, è riuscito ancora una volta a sorprenderci, ammaliarci, riservarci una sorpresa dopo l'altra. Un tuffo incredibilmente profondo nel passato, che ci ha permesso di capire a fondo diversi elementi, tra retroscena e premesse, che possiamo aspettarci dall'atteso ed epico confronto tra i nostri eroi e il Super Saiyan Leggendario.

Le origini dei saiyan

Eravamo a conoscenza del fatto che Dragon Ball Super: Broly avrebbe scavato a fondo nel passato del popolo saiyan: la presenza di Freezer nella pellicola, d'altronde, lasciava presagire un collegamento di qualche tipo con le misteriose origini di questo nuovo Broly, per quanto la sensazione fosse che comunque il background del villain e di suo padre Paragas non si sarebbe discostato molto da quello narrato ne Il Super Saiyan della Leggenda, l'ottavo film cinematografico di Dragon Ball Z. Mai avremmo immaginato, però, che Toriyama-sensei decidesse di giocare, letteralmente, con l'immaginario che egli stesso ha creato, plasmato e arricchito nel corso dei decenni: sembra che la genesi di Broly sia in qualche modo connessa al rapporto che Freezer ha intessuto con i saiyan per tutta la durata del suo impero, compresa l'escalation di eventi che ha portato il tiranno a sterminare l'intera razza guerriera distruggendo il pianeta Vegeta con la sua Supernova.
Nei primi istanti del trailer, infatti, vediamo l'esercito di Freezer - con tanto di Zarbon, Dodoria e squadra Ginew al seguito - atterrare sul pianeta saiyan e intrattenere il primo incontro con i suoi futuri sudditi e con il loro sovrano. Re Vegeta, in tal senso, è ritratto in quello che potrebbe essere il momento in cui, inchinandosi di fronte alla superiorità del clan di Freezer, passa simbolicamente il comando e il destino del proprio popolo nelle mani dell'imperatore e di suo padre Cold, il quale difatti afferma che d'ora in poi i saiyan risponderanno al comando della loro razza.

In seguito veniamo resi partecipi di un dettaglio che, a nostro parere, è tutt'altro che trascurabile e che potrebbe in parte riscrivere la lore di Dragon Ball: vediamo, infatti che, diversi neonati saiyan vengono allevati all'interno di alcune speciali incubatrici come se fossero cavie da laboratorio, sotto lo sguardo vigile di re Vegeta. Il processo riguarda, probabilmente, gli infanti appartenenti a tutte le classi sociali, poiché vediamo in questo stato sia Kakaroth (individuo di infima categoria) che un minuscolo Vegeta (principe dei saiyan). Tale sequenza nasce probabilmente per mettere in atto le recenti dichiarazioni di Toriyama a proposito delle Cellule S: un assetto genetico che predispone certi guerrieri a diventare Super Saiyan sin dalla nascita, e non a sviluppare col tempo la leggendaria trasformazione in presenza di un deciso sbalzo emotivo. Non è neanche da escludere che i neonati in questione, venuti al mondo in possesso di una predisposizione particolare, rientrino in un disegno più ampio del Re dei saiyan per attuare una rivolta contro il loro malvagio aguzzino alieno.

Tutto ciò riporta, probabilmente, proprio alla figura del Super Saiyan Leggendario: all'interno del manga di Dragon Ball Super, tramite una spiegazione da parte di Cabba dell'Universo 6, abbiamo appreso che la nerboruta e rabbiosa trasformazione corrisponde a una sorta di anomalia genetica che, sin dalla nascita, affligge un saiyan donandogli una potenza bestiale al costo di un deterioramento costante del proprio corpo, che conduce infine all'autodistruzione.

Dragon Ball Minus

Ma è piuttosto in seguito che abbiamo appreso con stupore la vera novità del nuovo trailer di Dragon Ball Super: Broly: confermando i rumor delle scorse settimane, infatti, la clip ha svelato una speciale new entry per il film di Tatsuya Nagamine. Parliamo di Bardak, il leggendario padre di Son Goku, colui che nello special TV di Dragon Ball Z intitolato Le Origini del Mito sfidò la potenza di lord Freezer, tentando invano di fermare la distruzione di Vegeta. Qui il saiyan non sembra discostarsi troppo dalla sua indole originaria, presentandosi come un guerriero freddo ma apparentemente esperto e forgiato da tante battaglie: insieme a lui, nel film comparirà anche Gine, sua compagna nonché madre di Kakaroth e Raddish. La donna comparve per la prima volta in Dragon Ball Minus, un capitolo speciale scritto e disegnato da Toriyama in persona e presente in appendice al manga spin-off intitolato Jaco Il Pattugliatore Galattico: le indiscrezioni trovano dunque conferma e canonizzano ulteriormente la storia one-shot che riscrive in parte il viaggio del piccolo Goku verso la Terra. Il flashback sembra tasporre fedelmente le tavole del capitolo, mostrandoci il momento in cui Bardak e Gine dicono addio al loro secondogenito, lasciandolo partire per conquistare pianeti inesplorati nell'universo: una scena che, tuttavia, stride con la rappresentazione canonica dell'arrivo di Kakaroth sulla Terra, poiché il piccolo fu trovato da Son Gohan quando era ancora in fasce e nato, probabilmente, da pochi giorni. Sembra chiaro, però, come l'intenzione di queste nuove dinamiche narrative sia di dare una nuova visione canonica alle origini di Goku, dal momento che la scena in cui Son Gohan trova il bebé Kakaroth tra le montagne non è mai stata ritratta da Toriyama in persona.

Nel manga in questione, e di rimando nel film, Goku sembra infatti un bimbo più cresciuto rispetto all'infante che abbiamo più volte visto nella serie classica. Inoltre non è ancora chiaro se il ruolo di Bardak e Gine sarà preponderante all'interno dell'affresco narrativo, né se ci sarà un collegamento diretto con Broly: sembra che, questa volta, non sarà il pianto di Kakaroth la causa scatenante della pazzia di Broly, quanto piuttosto le dure condizioni in cui è stato costretto a vivere. Insomma, la nuova iconografia che il creatore vuole conferire al SSJ Leggendario sembra essere quella di un selvaggio, un animale cresciuto in cattività e pronto a sfoderare le sue zanne una volta liberatosi dal giogo che lo opprime.Differenze a parte, sembra chiara la volontà da parte di Akira Toriyama di legare a triplo filo i destini di Goku, Vegeta e Broly, gli ultimi tre superstiti della razza saiyan.

Tre bambini, tre guerrieri, tre saiyan

Stando alle immagini del trailer, infatti, tutto l'intreccio narrativo ruoterà intorno ai tre protagonisti e al loro destino in seguito alla distruzione del pianeta Vegeta: se Goku, infatti, riuscì a evitare un destino baro trovando riparo e amore sulla Terra, mentre il suo futuro rivale fu costretto a rimanere sotto l'ala protettrice di Freezer per poi redimersi una volta conosciuti i nostri eroi, non sappiamo ancora nulla sull'esistenza che hanno dovuto condurre il piccolo Broly e suo padre Paragas. Da alcuni frame si intuisce quanto le loro sorti siano molto simili a quelle già narrate nel film non canonico: una vita vissuta, probabilmente, come scarti della società saiyan, costretti a dividersi a causa delle dure leggi del proprio popolo covando un profondo sentimento di vendetta: una delle frasi pronunciate da Paragas, infatti, indica proprio che Broly è stato spedito a sua insaputa su un globo limitrofo, ma che ha intenzione di crescere suo figlio per renderlo il più forte di tutti e prendersi la rivincita contro il governo saiyan. I tre protagonisti (Goku, Vegeta e Broly) sono dunque legati dal medesimo filo conduttore che porta infine a Freezer: qualche che sia la destinazione finale, Dragon Ball Super: Broly sembra intenzionato a pescare a fondo nell'immaginario di Dragon Ball Z, senza dimenticare di essere un erede diretto dei 131 episodi che compongono il suo midquel.
Sul fronte visivo ci sono alcune considerazioni da fare: in termini puramente estetici il film ha stile da vendere. Il tratto di disegno, che abbiamo più volte elogiato, è al tempo stesso dettagliato e dinamico, in grado di restituire un profondo senso di sollennità anche nelle fasi in cui l'azione si fa più concitata.
Per quanto riguarda il concept dei personaggi, sembra evidente come la pellicola si concederà qualche piccola libertà in termini artistici: a partire dall'aspetto di Freezer, che appare leggermente diverso dal punto di vista fisico e cromatico rispetto alla sua versione di Dragon Ball Z.

Abbiamo già citato, inoltre, la questione legata al piccolo Kakaroth, che qui compare anche con indosso una corazza saiyan: a tal proposito, pare la forma di ciascuna armatura indichi in qualche modo la gerarchia sociale del popolo guidato da Re Vegeta, dal momento che i vestiari più squadrati e spigolosi sembrano appartenere ai guerrieri di bassa lega come Bardak, mentre i saiyan d'elite come il sovrano e i suoi soldati portano degli outfit dal design simile a quello classico, con le spalliere tondeggianti.

Dragon Ball Super: Broly Dragon Ball Super: Broly ha stile da vendere. Visivamente parlando, il film di Tatsuya Nagamine promette di essere una delle produzioni più spettacolari mai realizzate all'interno del franchise di Akira Toriyama e appare sempre più convincente a ogni trailer che viene pubblicato. Permangono, tuttavia, i dubbi sull'intreccio narrativo imbastito dal creatore, che sembra voler mescolare e riadattare diverse dinamiche già viste all'interno della sua creatura, sia nel materiale canonico sia in quello apocrifo. Se tutto ciò, a nostro parere, rischia di sfociare in una mancanza di originalità, è opportuno ricordare che molto spesso la filmografia di Dragon Ball ci ha riservato dei veri e propri ricicli pur dimostrando di riuscire a soddisfae adeguatamente la sua fan base: se, nel corso del tempo, Toriyama e soci ci hanno propinato con buoni risultati parenti di Freezer, Androidi inediti e demoni vari sulla scia del buon Majin Bu, la sensazione è che la 20esima pellicola abbia il potenziale per poter stupire. Broly, Bardak e Gine: a questo punto, iniziamo a percepire anche l'aura di una certa Fusione...