Dragon Quest: il remake di Dai La Grande Avventura è realtà!

Ancora memori delle imprese eroiche di Dai e compagni, abbiamo visionato il primo episodio del nuovo adattamento animato di Dai no Daibouken.

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È iniziata una stagione incredibile per i fan della leggendaria saga di Dragon Quest. Non solo nel mese di dicembre assisteremo alla pubblicazione di Dragon Quest XI S: Echi di un'Era Perduta su Xbox One e PlayStation 4 (per tutti i dettagli sui contenuti della "Definitive Edition" vi suggeriamo di consultare la nostra recensione di Dragon Quest XI S per Nintendo Switch), ma in Giappone è stato recentemente trasmesso il primo episodio di Dai no Daibouken, ossia il remake dell'anime tratto dal manga anche noto in Italia come Dragon Quest: Dai - La Grande Avventura.

Come di certo ricorderanno gli aficionados, l'opera aveva già ricevuto una prima trasposizione animata nel lontano 1991, quando ancora il fumetto era serializzato sulle pagine del prestigioso settimanale nipponico Shonen Jump edito da Shueisha. L'adattamento, tuttavia, esaurì molto velocemente il materiale al tempo disponibile - anche perché il manga si sarebbe concluso soltanto sei anni più tardi - e lo staff si ritrovò costretto a dargli un finale aperto, in buona parte originale.

A distanza di 29 anni esatti dall'esordio dell'anime originale, il prode guerriero Dai e i suoi compagni di mille battaglie avranno infine una seconda opportunità per raccontare ai fan storici e alle nuove generazioni una delle avventure più epiche e appassionanti che il paese del Sol Levante ci abbia mai proposto. Di seguito vi proponiamo quindi le impressioni maturate dopo aver visionato il primo episodio della promettente serie, che a quanto pare potrebbe a breve approdare sulla piattaforma di streaming di Crunchyroll.

Il piccolo prode guerriero

Esattamente come accade nei giochi di casa Square Enix cui l'opera è ispirata, l'universo in cui è ambientato Dai no Daibouken è popolato da esseri umani e da simpatici mostri strampalati (non a caso sono stati creati tutti da Akira Toriyama, il leggendario e mattacchione papà di Dragon Ball), che nella maggior parte dei casi convivono pacificamente e si aiutano a vicenda. Un tempo, però, l'influenza negativa esercitata da un potente demone intenzionato ad allungare le mani sul mondo intero aveva trasformato tutti i mostri in creature aggressive e irragionevoli, che obbedivano ciecamente ai suoi ordini e seminavano morte e distruzione in ogni angolo del pianeta. La faticosa guerra combattuta da un prode guerriero e dai suoi compagni, tuttavia, riportò la pace nel mondo e restituì ai mostri la loro originale indole, che quindi tornarono a condurre un'esistenza pacifica. Una parte di questi decide addirittura di autoesiliarsi sulla remota Isola Dermlin, in modo tale da tenersi a debita distanza dagli esseri umani ed evitare che lo spiacevole incidente potesse in qualche modo ripetersi.

La storia narrata in Dai no Daibouken è ambientata esattamente nel suddetto luogo e ha per protagonista un trovatello naufragato sull'Isola Dermlin quando era ancora in fasce. Cresciuto in mezzo ai mostri e allevato dall'amorevole nonno Brass, un blob grigio che vorrebbe insegnargli i propri incantesimi e trasformarlo in un mago, il piccolo Dai ha un grande sogno nel cassetto: diventare un prode guerriero e annientare le forze del male. Generoso e un po' credulone, il ragazzino non ha mai incontrato altri esseri umani, almeno finché quattro presunti eroi non sbarcano sulla sua isola per impossessarsi del mitico mostro noto come Golden Metal Slime, ossia una creatura talmente rara e preziosa da essere considerata alla stregua di un gioiello.

Spacciatisi per protettori di mostri e facendo leva sul profondo rispetto che l'ingenuo Dai nutre verso il prode guerriero protagonista delle tante storie raccontategli da nonno Brass, i quattro impostori fanno sì che questi raduni sulla spiaggia le tante creature che popolano Dermlin, per poi aggredirle all'improvviso e rapire l'innocuo Gome: il Golden Metal Slime appunto, nonché migliore amico dello stesso Dai.

Ferito e deluso dal comportamento dei visitatori, il giovane orfanello decide quindi di inseguire i quattro malviventi e, dopo aver momentaneamente rinchiuso i mostri più potenti dell'isola all'interno di tubi magici che trasporta con sé, si lancia al salvataggio dell'amico sequestrato, ignorando che proprio questo primo atto di grande coraggio innescherà una serie di eventi che lo porteranno a diventare il principale difensore del genere umano.

Tanta fedeltà e qualche doveroso rimaneggiamento

Se il primo episodio di Dragon Quest: Dai - La Grande Avventura può essere considerato quasi una storia autoconclusiva, in quanto la vicenda vera e propria ha inizio soltanto tre mesi più tardi, il suddetto ci ha comunque permesso di comprendere le potenzialità della serie e le ambizioni di Toei Animation. Mentre la prima parte della puntata ci è parsa estremamente fedele al racconto originale di Riku Sanjo, Koji Inada e Yuji Horii, la seconda metà si è presa invece qualche piccola licenza, allo scopo di rendere la trama un tantino più scorrevole, eliminare qualche passaggio forzato (per non dire banale) e renderla più convincente agli occhi dello spettatore moderno, che con tutta probabilità faticherebbe a digerire nella sua totalità uno stile narrativo ormai invecchiato di oltre trent'anni. Ad esempio, se nel manga originale e nell'anime precedente il piccolo Dai viaggiava miracolosamente fino al Regno di Romos per salvare Gome, la battaglia fra il ragazzo e i quattro furfanti è stata invece ambientata sulla loro imbarcazione.

La totale rimozione della compromettente scena fra Zurbon ed il formicaleone ci ha fatto storcere non poco il naso, poiché potrebbe suggerire la volontà di Toei di trasmettere un prodotto adatto a tutte le età (va infatti sottolineato che il manga originale include parecchie scene di nudo parziale), ma abbiamo comunque apprezzato il prolungato scontro a fil di spada tra Dai ed il falso eroe Delorin, che in origine consisteva invece in un fugace e insoddisfacente scambio di colpi.

Come risultato, l'episodio non appare assolutamente stravolto, ma le modifiche apportate ci hanno restituito dei tempi più ragionevoli e per di più hanno evitato che alcune storiche forzature compromettessero anche il comparto narrativo del remake. Con simili premesse, dalla serie ci aspettiamo quindi dei ritmi più serrati e coinvolgenti, anche perché questa volta Dai no Daibouken dovrebbe ricevere un adattamento completo ed è probabile che i suoi 349 capitoli permettano la realizzazione di in un centinaio di puntate almeno.

Un impegno produttivo a dir poco imponente che ci auguriamo non intacchi la qualità del prodotto e che soprattutto non imponga dei tagli scellerati. Anzi, a tal proposito è doveroso segnalare che la prima puntata include persino qualche scena inedita, allo scopo di incuriosire lo spettatore, anticipare anzitempo un paio di rivelazioni sconvolgenti (che altrimenti avrebbero corso il rischio di sembrare troppo improvvise) e rafforzare l'intreccio.

Un ottimo punto di partenza

In attesa che Toei Animation confermi il numero degli episodi previsti, il remake di Dragon Quest: Dai - La Grande Avventura ci ha già conquistati non solo dal punto di vista narrativo, ma anche per quel che riguarda il comparto visivo. Ibrido fra animazione 2D e CG, che lo staff ha utilizzato perlopiù per animare i mostri, abbellire i fondali ed elevare la qualità degli effetti speciali, il rifacimento è un prodotto più che soddisfacente. Al netto di qualche animazione un po' goffa, che ci auguriamo venga come al solito ritoccata in occasione della futura edizione home video, la puntata vanta dei primi piani sorprendenti e molto dettagliati, anche grazie al superbo character design di Miyamoto Emiko, che ben si adatta al tratto originale di Koji Inada. Vivaci e sgargianti, le tinte utilizzate dallo staff hanno contribuito a regalarci una pregevole trasposizione moderna, che oltretutto promette di prestare molta più attenzione all'originale.

Difatti, se nel precedente anime il nonno Bass era stato colorato di arancione, stavolta il blob grigio ha riottenuto il proprio colore originale, così come i capelli della graziosa principessa Leona, che la volta scorsa erano di un fastidioso e inspiegabile giallo limone.

Se è ancora troppo presto per giudicare il lavoro svolto dal compositore nipponico Hayashi Yuuki, che per l'occasione sembra aver preparato una colonna sonora allegra e variegata, il doppiaggio giapponese ci ha già convinti, in quanto la produzione ha coinvolto nel progetto degli interpreti vocali di talento e piuttosto gettonati.

In attesa di poter saggiare l'interpretazione di Kaji Yuuki (Eren Yeager in L'attacco dei Giganti, Lyon Vastia in Fairy Tail), che a questo giro doppierà il tenebroso spadaccino Hyunkel, la voce sottile di Hayami Saori (Aragaki Ayase in Ore no Imouto ga Konna ni Kawaii Wake ga Nai, Kamiigusa Fuuka in Sakura-sou no Pet na Kanojo, Yukinoshita Yukino in Yahari Ore no Seishun LoveCome wa Machigatte Iru) ha già permesso alla nuova Leona di eclissare l'originale, che a suo tempo era stata vittima di un accostamento vocale non proprio calzante.

Dragon Quest: Dai - La Grande Avventura Trent’anni costituiscono un lasso di tempo praticamente infinito e in grado di infrangere qualsiasi speranza, eppure il remake di Dai no Daibouken tanto desiderato dai fan della prima ora e all’apparenza irrealizzabile è infine una realtà. Siamo ancora all’inizio e non è nemmeno detto che il prodotto riesca a ripagare pienamente l’attesa, ma se non altro il primo episodio rappresenta una precisa e rassicurante dichiarazioni di intenti. Dal doppiaggio al comparto visivo, per non parlare degli opportuni ritocchi apportati all’intreccio e alla sceneggiatura, la serie tratta dal manga classe 1989 sembra quasi una moderna giovincella alla scoperta del mondo, ragion per cui se fino a poche settimane fa temevamo per le sorti del progetto, finalmente potremo dormire sonni tranquilli: stavolta Dai e gli altri discepoli di Aban sono in ottime mani, e la nuova trasposizione animata potrebbe lasciarci a bocca aperta già a partire dai prossimi episodi, quando la vicenda entrerà davvero nel vivo.