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Japan Sinks: 2020: le nostre prime impressioni sul nuovo anime di Yuasa

Abbiamo visto e analizzato la prima puntata del nuovo anime Netflix diretto da Masaaki Yuasa. Riuscirà il celebre regista a stupirci ancora una volta?

anteprima Japan Sinks: 2020: le nostre prime impressioni sul nuovo anime di Yuasa
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L'annuncio da parte di Netflix della produzione di un anime ispirato al romanzo Nihon chinbotsu, non ha mancato di suscitare una certa curiosità fra gli appassionati di animazione. Il motivo di tale interesse è da imputare non tanto alla popolarità dell'opera di Sakyo Komatsu, più che rinomata in patria ma attualmente inedita in Italia, ma al fatto che a dirigere l'anime vi sia una personalità del calibro di Masaaki Yuasa, vero e proprio maestro dell'animazione giapponese. A rendere il tutto ancora più meritevole di attenzione è il fatto che Japan Sinks 2020, vede la luce solo pochi mesi dopo il precedente adattamento animato curato da Yuasa, quel Keep Your Hands off Eizouken! che si è rivelato come una delle opere più interessanti della scorsa stagione invernale.

La domanda che pare lecito porsi è dunque se il celebre regista sarà ancora una volta in grado di mantenere gli elevati standard qualitativi che caratterizzano le sue opere, nonostante l'insolita vicinanza degli ultimi due lavori. Il rinnovato coinvolgimento dello studio Science Saru non fa che aumentare il nostro ottimismo a riguardo, ma per il verdetto definitivo sarà necessario attendere ancora qualche giorno. Abbiamo intanto visionato il primo, atteso episodio di Japan Sinks 2020 e siamo pronti a rivelarvi quali siano le nostre impressioni a riguardo.

Una famiglia ordinaria e un evento fuori dall'ordinario

Al ritmo compassato e a i suoni melodiosi della opening di Taeko Onuki, seguono, nel corso di questo primo episodio di Japan Sinks 2020, una descrizione del rapido palesarsi della catastrofe che funge da catalizzatore della trama e un introduzione dei personaggi che verosimilmente saranno protagonisti anche dei successivi episodi dell'anime. Questi ultimi fanno parte di un unico nucleo familiare, quello della famiglia Mutou, ma si trovano in luoghi diversi nel momento in cui la terra inizia a tremare.

La giovane Ayumi è intenta ad allenarsi per i migliorare i suoi tempi nella staffetta, disciplina nella quale sembra destinata a rappresentare il Giappone nelle prossime olimpiadi, benche non si faccia riferimento diretto a tale evento. Il fratello minore della ragazza, Gou, si trova invece immerso in una sessione di gaming con una console portatile, e non sembra fare troppo caso alla prima scossa di terremoto. Koichiro, il padre dei due ragazzi, è impegnato insieme ai colleghi nel montaggio dell'apparato di luci di un impianto sportivo. Infine il personaggio di Mari, la moglie di Koichiro e madre di Ayumi e Gou, si presenta agli spettatori durante un viaggio in aereo a seguito del quale si sarebbe ricongiunta ai familiari.

Lo sviluppo del già anticipato cataclisma è descritto in maniera piuttosto rapida con degli accenti che mirano, almeno inizialmente, al realismo piuttosto che ad alcune estremizzazioni o spettacolarizzazioni tipiche delle opere che rappresentano tali avvenimenti. Le prime scosse telluriche sono in particolari accolte con un sentimento di apprensione piuttosto che dall'esplosione del panico, coerentemente alla cultura e al vissuto di un paese che è spesso costretto a doversi confrontare con eventi del genere. Ovviamente l'atmosfera si fa immediatamente più cupa quando improvvisamente una scossa di terremoto molto più violenta di quelle precedenti dilania la città trasformando Tokyo in un cumulo di macerie.

Le macerie di Tokyo

Tutti i componenti della famiglia Mutou saranno dunque costretti a confrontarsi con le conseguenze del tragico esito degli eventi: l'aereo su cui viaggia Mari è costretto ad affrontare un atterraggio di emergenza, Gou viene colpito violentemente da una sedia che lo ferisce al volto, Ayumi assiste al crollo dello spogliatoio dove si trovava insieme alle altre atlete e finisce suo malgrado per abbandonare le compagne che giacciono ferite tra le macerie, Koichiro è coinvolto dal un crollo di un edificio dal quale esce fortunamente illeso. Ciascuno dei protagonisti si ritrova a vagare per i resti della città, spinto dal desiderio di ricongiungersi ai famigliari con la speranza che il terremoto ne abbia risparmiato le vite.

L'atteso momento fortunatamente si concretizza anche grazie all'intervento di Koichiro, che illumina la scalinata di un tempio con le stesse luci variopinte che aveva adoperato per abbellire il cortile dell'abitazione che giace oramai vuota e semidistrutta, suggerendo in maniera non troppo ermetica che il concetto di casa sia legato più alle persone che la occupano che all'edificio in se stesso.

Tra le caratteristiche generali dell'opera che possiamo evincere già a partire da questo primo episodio vi è senzaltro la presenza di un ottimo comparto tecnico e la scelta di adottare uno stile grafico abbastanza simile a quello del già citato Keep Yours hands off Eizouken! , e dunque lontano dagli sperimentalismi di altre opere di Yuasa, di cui vi abbiamo già parlato in occasione della nostra recensione di Devilman Crybaby o il celebre the Tatami Galaxy, presente nell'elenco dei prodotti che sono stati aggiunti al catalogo anime Netflix di Luglio.

A differenza però della palette di colori accesi che spiccano nel già citato Keep your Hands Off Eizouken, in tal caso è possibile notare l'uso di tonalità spente tendenti al bianco o al grigio, probabilmente per meglio rendere dal punto di vista grafico i toni più cupi propri di quest'anime. L'ambientazione urbana appare verosimile e curata sin nei minimi particolari così come il design dei personaggi, caratterizzato comunque da una certa spigolosità delle forme e da un tratto poco morbido.

Per quel che concerne i personaggi i pochi dialoghi presenti nel primo episodio,non ci consentono ancora di azzardare delle ipotesi sulla qualità della caratterizzazione, seppure va comunque sottolineato che fin ora non abbiamo assistito a scambi di battute o monologhi particolarmente incisivi o ispirati. Se dovessimo giudicare solo da quanto visto fin ora i personaggi potrebbero addirittura apparire leggermente sottotono rispetto ad altri anime diretti da Yuasa ma siamo certi che vi sia ancora molto da scoprire su di loro e sul modo in cui reagiranno agli eventi che li vedono coinvolti.

Japan Sinks Il primo episodio di Japan Sinks 2020 è, come era facilmente immaginabile, soltanto un preludio alla direzione che imboccherà successivamente la trama a scapito di tutti i possibili sviluppi che dopo questo primo sguardo all'operà è possibile ipotizzare . La premessa di un disastro naturale di ampie proporzioni e di una famiglia chiamata a reagire all’evento non è chiaramente delle più originali ma reca comunque in se notevoli potenzialità. Ciò che auspichiamo è che i personaggi si dimostrino più interessanti rispetto a quanto abbiamo avuto modo di vedere finora e che l’anime riesca a trovare un’identità propria, trattando tematiche già affrontate in maniera originale o magari offrendo una nuova interpretazione del genere catastrofico, diretta a trattare argomenti finora inesplorati dalle opere che appartengono a tale filone. Come abbiamo premesso, la regia di Masaaki Yuasa è solitamente una garanzia: quanto abbiamo potuto constatare, non possiamo che dirci impazienti di scoprire di più sulla sua nuova opera.