Record of Ragnarok: uomini e dei in una battaglia leggendaria

I miti occidentali e orientali con le divinità e gli eroi sbarcano in fumetteria. La battaglia di Record of Ragnarok è il nuovo manga di Star Comics.

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In occidente siamo cresciuti con tanti miti, in particolare con quelli antichi basati sui racconti greci. Le guerre, le vanità degli dei dell'olimpo, eroi senza macchia che attraversavano sfide implacabilmente. Il pantheon era variegato e ricco di eventi narrati. Allo stesso modo, altri popoli hanno stabilito i loro pantheon, le loro culture e le loro storie: in Scandinavia i miti di Odino e Thor, in India si è fatto largo l'Induismo con tutte le sue divinità, nella valle del Nilo con la cultura egizia un altro pantheon entrato nella storia; per non parlare poi del mondo dell'estremo oriente con i suoi miti, che in alcune forme sussistono ancora oggi.

Tutto questo è stato unito in Record of Ragnarok, conosciuto nel paese del Sol Levante con il nome di Shuumatsu no Valkyrie. L'ottobre di Star Comics è quindi zeppo di nuove serie, con il manga che debutterà il 21 del mese, esattamente una settimana dopo Mao di Rumiko Takahashi. Dietro questa storia si cela un trio di autori: ai disegni c'è Ajichika, alla storia c'è Shinya Umemura mentre agli storyboard c'è Takumi Fukui. Ajichika ha avuto un'esperienza con lo spin-off di Shokoku no Altair, mentre i due mangaka che si occupano della storia hanno già avuto pubblicazioni anche se non di successo. Ma la lotta adrenalinica per la salvezza dell'umanità potrebbe portar loro più successo.

Miseri umani e divinità leggendarie

L'universo è diviso nel regno celeste, abitato dalle divinità, e il mondo umano. Quest'ultimo è stato creato diversi milioni di anni fa proprio dagli dei, ma millennio dopo millennio non sono riusciti a cambiare le proprie abitudini trasformandosi in un cancro per il pianeta. Per questo gli dei hanno deciso unilateralmente di annientarli. Mentre le divinità maggiori sono tutte d'accordo, dagli spalti risponde la semidea Brunhilde, una delle 13 valchirie. Pur non potendo prendere la parola o votare in quest'assemblea, essendo ella solo una semidea, risponde alle divinità che si potrebbe usare il Ragnarok, ovvero lo scontro definitivo tra umani e dei. 13 uomini e 13 dei si affronteranno nell'arena e se gli umani vinceranno potranno sopravvivere per almeno altri 1000 anni. Le parole di Brunilde vengono accolte dalle divinità e viene preparato tutto per il combattimento. Gli umani possono salvarsi solo basandosi sulla loro forza, dato che gli dei li hanno abbandonati.

Raggiungere la vetta dell'olimpo

Ogni popolo viene cresciuto con storie relative ai miti antichi e vederli tutti insieme fa un certo effetto. Zeus al fianco di Shiva, Odino al fianco di Anubi, molte sono state le mitologie sviscerate dal terzetto di autori per presentare un parterre di personaggi abbastanza vasto da permettere una certa varietà. Si nota subito però che molti sono di matrice occidentale, in particolare con le divinità greche sovrarappresentate. Nell'elenco finale ben 9 su 13 provengono dalle antiche civiltà occidentali, con gli altri 4 suddivisi tra induismo, buddismo e shintoismo.

Un po' più equilibrata la situazione degli umani che dovranno affrontare le divinità creatrici. Ben quattro giapponesi, due cinesi e poi per il resto personaggi riconducibili alla storia o mitologia europea. Spiccano tantissimi personaggi realmente esistiti con qualcuno che però non sembra proprio adatto a una lotta a campo aperto contro le divinità, sarà quindi interessante capire come gli autori vogliono proporre le battaglie.

Abbiamo parlato di umani e divinità in generale perché in Record of Ragnarok non sembra esserci una vera e propria presenza protagonista. Anche se Brunhilde e Goll hanno un ruolo di rilievo nella scelta dei combattenti e nella preparazione della battaglia nell'arena, sono ben lontane dall'essere vere protagoniste per il momento.

Il vero protagonista di Record of Ragnarok, come si capisce già dal volume uno, è la battaglia in sé: il primo scontro tra divinità e umano è l'apice degli estremi, degli eccessi, della violenza e brutalità. Abbiamo di fronte due guerrieri che vogliono solo il sangue e si arrenderanno solo una volta morti, più un nutrito gruppo di spettatori che attende di sapere l'esito dello scontro assistendo a colpi da paura. Ciò è, naturalmente, sia un punto di forza che un punto debole per Record of Ragnarok. Da una parte l'opera procederà spedita su questi binari lasciando poco spazio alle sottotrame, se mai ce ne saranno, favorendo la spettacolarità e i combattimenti. I personaggi andranno e verranno presentandosi solo per breve tempo, ad eccezione di quelli più di contorno come Afrodite ed Hermes. D'altro canto a chi non piace una scarsa presenza di protagonisti forti o comunque un personaggio e una storia che facciano da cardine può trovare difficoltà nel seguire questo prodotto.

Finora il combattimento del volume è risultato essere abbastanza spettacolare da tenere alta l'attenzione dall'inizio fino alle ultime pagine e, considerate le sfide in gioco non sembra si rischi un calo di attenzione nelle future battaglie. Ovviamente gli autori dovranno essere sempre in grado di riuscire a tenere combattimenti variegati e con un elemento di novità rispetto agli altri.

Inoltre le possibilità di evoluzione del manga sono tante considerato che ha tanti miti e leggende a cui poter attingere. Con il ritmo ora visto, Record of Ragnarok potrebbe arrivare tranquillamente a essere costituito di una ventina di volumi circa e, come scritto poc'anzi, è difficile che vengano inserite delle sottotrame che amplino l'opera più di tanto.

I dialoghi invece sono un piccolo punto debole dell'opera, almeno in questo primo volume. Molto spesso si fermano a essere frasi banali, provocazioni sciocche e che solo in parte funzionano con il contesto dell'opera.

Disegni portati al limite

Per reggere una certa esagerazione di trama e personaggi, ci vuole anche uno stile di disegno adeguato e finora Ajichika non ha deluso in questo. Pur essendo ancora alle prime esperienze, dopo la lavorazione su Shoukoku no Altair Gaiden: Toukoku no Subaru, non si nota uno stile acerbo nei disegni. Certo, ci sono certe inquadrature e proporzioni che spesso non sono perfettamente realizzate, ma lo stile dà il meglio di sé quando si tratta di creare personaggi esagerati, caricaturali e nelle fasi più dinamiche. Ogni character design è unico ed estremizzato: finora l'unico barlume di normalità si è intravisto solo per Brunhilde e Goll, insieme a qualche altro spettatore di sottofondo. Il design di qualche dio è stato realizzato diversamente da quello che siamo abituati a vedere: immaginiamo ad esempio Zeus sempre con tanti capelli bianchi e la barba, un fisico scolpito, ma che in Record of Ragnarok ha almeno apparentemente poche di queste caratteristiche. Qualche scelta può quindi lasciare un po' interdetti, ma sicuramente non creerà problemi alla lettura.

Record of Ragnarok Se cercate un manga incentrato sul viaggio di un eroe o su una storia complessa, Record of Ragnarok non fa per voi. Il manga targato Star Comics è un adrenalinico concentrato di battaglie, violenza e gesti eclatanti. Il ritmo del primo volume tiene bene, nonostante flashback e spiegazioni, lasciando molto spazio all’azione dei primi due contendenti. Molto varierà a seconda dei lottatori coinvolti nella battaglia, ma se anche i prossimi riusciranno a tenere il passo col carisma di Thor e Li Bu ci sarà da divertirsi.