Super Dragon Ball Heroes: prime impressioni sul manga tratto dal videogioco

Scopriamo le origini della Pattuglia Temporale nel primo volume di Super Dragon Ball Heroes: Missione nell'Oscuro Mondo Demoniaco.

Super Dragon Ball Heroes: prime impressioni sul manga tratto dal videogioco
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Tra sequel, midquel e una nutrita carrellata di opere non canoniche, nel corso dei decenni il sempreverde universo di Dragon Ball si è espanso a dismisura, esplorando talvolta realtà parallele e timeline alternative. È il caso di Dragon Ball Heroes, un card game per cabinati che nel 2010 ha avuto un successo inaspettato e sorprendente, innescando addirittura la nascita di un progetto multimediale che continua a sfornare sempre più opere derivate. Se in tempi recenti la pubblicazione di Super Dragon Ball Heroes - un anime promozionale pubblicato più o meno a cadenza mensile a partire dal mese di luglio 2018 - ci ha infine permesso di scoprire alcuni archi narrativi di DBH, molte storie raccontate dall'originale Dragon Ball Heroes per cabinati e dai tre Ultimate Mission per Nintendo 3DS ci sono ancora sconosciute, in quanto i quattro titoli sviluppati da Dimps non hanno mai varcato i confini del Paese del Sol Levante.

Per la gioia dei fan, il tempo delle risposte è finalmente giunto, in quanto Star Comics ha recentemente pubblicato in Italia il primo numero di Super Dragon Ball Heroes: Missione nell'Oscuro Mondo Demoniaco, ossia un manga in tre volumi che adatta il primo, secondo e quarto arco narrativo di DBH, raccontando la lunga serie di battaglie antecedenti lo scontro finale con Megicabula (l'antagonista dello speciale episodio 20 di Super Dragon Ball Heroes). Dopo aver divorato il suddetto albo, siamo pronti a raccontarvi le nostre impressioni sulla miniserie disegnata da Yoshitaka Nagayama.

La nascita della Pattuglia Temporale

Se il videogioco Dragon Ball Online e i due Xenoverse ci hanno presentato già ampiamente la Kaioshin del Tempo e i suoi principali avversari, Towa e Mira, abituandoci tra le cose a vedere Xeno Trunks tra i membri della Pattuglia Temporale (per tutti i dettagli consultate la nostra recensione di Dragon Ball Xenoverse), nessuna opera ci aveva finora spiegato come e perché il giovane figlio di Vegeta proveniente dal futuro si sia votato alla protezione del continuum spazio-temporale. Il manga di Super Dragon Ball Heroes: Missione nell'Oscuro Mondo Demoniaco ha invece inizio con questa fondamentale spiegazione, gettando delle solide basi su cui edificare un'ulteriore e parecchio vasta timeline alternativa. Dopo aver modificato il passato per diventare abbastanza forte da sconfiggere i Cyborg creati dal Dr. Gelo e riportare quindi la pace nel proprio tempo, Trunks si risveglia in un luogo sconosciuto, dove la buffa Kaioshin del Tempo lo redarguisce per aver interferito col passato. Non solo la minuta Chronoa lo rimprovera di aver alterato il flusso del tempo, ma addirittura lo accusa di aver generato un luogo mai esistito prima, che a ragion veduta rappresenta una grave minaccia per lo stesso continuum spazio-temporale.

Dimostrata la propria innocenza, ma sentendosi comunque in colpa per essere intervenuto sul corso degli eventi senza l'autorizzazione della sua divina custode, il Saiyan non esita un solo istante a offrire il proprio aiuto per scoprire chi stia generando le pericolose anomalie nello spazio-tempo. Fondata la Pattuglia Temporale, i due si precipitano dunque nel misterioso luogo, ove scoprono che Towa e Mira stanno cercando di raccogliere un grande quantitativo di Kiri (l'energia dell'anima) per liberare una volta per tutte l'Oscuro Mondo Demoniaco.

Nonostante gli sforzi congiunti di Trunks e Chronoa, ai quali si unisce brevemente un alleato alquanto inaspettato, non solo i due demoni riescono a fuggire col Kiri rubato a centinaia di guerrieri, ma soprattutto lo utilizzano per far risorgere il potente Re Megicabula, ossia il Dio dell'Oscuro Mondo Demoniaco. Intenzionato a ringiovanire e recuperare la sua antica forza fisica e magica, Megicabula e i suoi seguaci attivano poi le Sfere del Drago Oscure (si differenziano dalle più famose Sfere del Drago dalla Stella Nera di Dragon Ball GT per il colore rosso del cristallo), che tuttavia si disperdono nello spazio e nel tempo prima ancora che uno Xeno Dende controllato mentalmente da Towa possa utilizzarle. Dal momento che queste tendono a incastrarsi nei corpi degli individui particolarmente forti e malvagi, come Freezer, Cell e Majin Bu, rendendoli ancora più potenti e creando delle anomalie in grado di alterare radicalmente il corso degli eventi, per la Pattuglia Temporale ha quindi inizio un lungo viaggio tra le diverse epoche del franchise, allo scopo di preservare il flusso del tempo e porre fine alle ambizioni dell'Impero Oscuro.

Quanta fretta!

Sebbene conoscessimo a grandi linee la trama dei primissimi archi narrativi di Dragon Ball Heroes (che potete approfondire attraverso gli speciali sulla saga del Dark Demon Realm e del Dark Empire), abbiamo atteso con ansia il momento in cui avremmo potuto posare i nostri occhi sul fumetto di Yoshitaka Nagayama, che in tempi recenti ne ha adattato anche i capitoli successivi.

Questo primo volume della miniserie ha in effetti soddisfatto la nostra sete di conoscenza, ma allo stesso tempo ci duole riconoscere che le nostre aspettative sono state in parte disattese: l'opera è purtroppo afflitta da una sceneggiatura frettolosa e molto superficiale, tant'è che gli eventi si susseguono con una velocità insostenibile. A pagarne principalmente il prezzo sono la caratterizzazione dei personaggi inediti, come i tanti nemici provenienti dall'Oscuro Mondo Demoniaco, che in questo caso hanno ricevuto pochissimo spazio e si limitano per lo più a effettuare fugaci comparsate, e i combattimenti, che nella maggior parte dei casi tendono a risolversi in una manciata di pagine appena (l'esatto contrario di quello cui ci abituò l'opera magna del sommo Akira Toriyama).

In compenso il fumetto ha comunque ereditato alcuni elementi genuini dell'opera natia, come ad esempio la sua irrinunciabile vena comica, che di tanto in tanto gioca con le ossessioni dei personaggi per regalare al lettore dei siparietti piuttosto riusciti ed esilaranti.

Il prodotto ci ha convinti davvero poco anche sul piano prettamente artistico, in quanto le tavole disegnate da Yoshitaka Nagayama sono contraddistinte da un livello qualitativo altalenante. Pagine superbe e caratterizzate da fondali ricchi di dettagli si alternano di continuo a schizzi estremamente poveri e con personaggi troppo squadrati, per non parlare della scarsa attenzione riposta nel rispetto delle proporzioni: sono davvero molte le tavole in cui i combattenti presentano parti del corpo o capigliature di dimensioni eccessive, risultando un tantino ridicoli. Inefficaci anche i chiaroscuri, ragion per cui Trunks e compagnia cantante appaiono quasi sempre piatti.

Un inserto sul videogioco

Se le prime 127 pagine dell'albo corrispondono ai capitoli 1-5 della miniserie, non abbiamo gradito la scelta di destinare le ultime 45 a un inserto speciale con protagonisti alcuni Charisma (i giocatori immaginari di Dragon Ball Heroes), che appunto si sono dati battaglia. Disegnato sempre da Nagayama, il breve fumetto cerca - tra una gag e l'altra - di spiegare al lettore le regole, il funzionamento e gli aspetti principali del card game, ribadendo di continuo quanto sia divertente e appassionante. Tuttavia, a meno che il lettore non sia già appassionato del videogioco (a tal proposito vi suggeriamo di consultare la nostra recensione di Super Dragon Ball Heroes: World Mission per Nintendo Switch), il risultato ottenuto è l'esatto contrario: l'inserto promozionale ci è infatti parso alquanto noioso e inconcludente, anche a causa di una storia sconclusionata e di personaggi privi del benché minimo spessore.

Super Dragon Ball Heroes: Missione nell'Oscuro Mondo Demoniaco Trattandosi di un’operazione prettamente promozionale, non pretendevamo certo che Super Dragon Ball Heroes: Missione nell’Oscuro Mondo Demoniaco vantasse la medesima cura e qualità dell’intramontabile opera nata dalle matite di Akira Toriyama. Ciononostante, l’eccessiva impazienza e superficialità della narrazione ci spinge a nutrire non poche riserve sulla scelta di adattare ben tre archi di DBH con tre volumi soltanto: una decisione appunto scellerata, che lascia poco spazio alla caratterizzazione dei personaggi coinvolti nella vicenda e soprattutto ai violenti combattimenti sostenuti dai coriacei Saiyan. Augurandoci che i restanti volumi lascino andare l’acceleratore, ne consigliamo la lettura ai fan più sfegatati dei franchise e a chiunque voglia conoscere gli archi narrativi di DBH antecedenti quello del Pianeta Prigione. Al contrario, chiunque sia alla ricerca di una storia appassionante e di scontri al cardiopalma farebbe meglio a orientarsi su produzioni di ben altra caratura.