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A.I.C.O. Incarnation: primo sguardo al nuovo anime targato Netflix

Abbiamo dato un primo sguardo alla seconda serie animata prodotta da Netflix, aggiunta questo mese nel catalogo...

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Nel corso dell'evento Netflix Anime Slate 2017, il colosso americano annunciò che nella primavera del 2018 avrebbe rilasciato in anteprima mondiale una nuova serie sci-fi: A.I.C.O. Incarnation. La regia di questo progetto è stata affidata a Kazuya Murata, che in passato ha diretto Kado: The Right Answer e successivamente Fullmetal Alchemist: La sacra stella di Milos, secondo film d'animazione tratto dall'omonima opera; la stesura dello script, invece, è stata affidata alle mani e alla mente di Yuuichi Nomura, già autore di Comet Lucifer, nonché uno degli sceneggiatori degli OAV che compongono Freedom. Lo studio Bones, celebre nome che ha portato alla realizzazione di anime del calibro di Fullmetal Alchemist e My Hero Academia, ha prodotto la serie. Dal 9 marzo A.I.C.O. Incarnation è disponibile per tutti gli abbonati Netflix: abbiamo visionato il primo episodio e siamo pronti per un'analisi preliminare.

Contatto

Le vicende di A.I.C.O. Incarnation hanno luogo in un futuro in cui la tecnologia è notevolmente avanzata, in una città del Giappone non ben specificata, che sembra essere stata travolta da una catastrofe chiamata Burst, e in cui una strana creatura deforme sembra starsi propagando. In questa città vive Aiko Tachibana, una ragazza solare dagli atipici occhi rossi che, dopo aver perso la famiglia in un incidente stradale è costretta su una sedia a rotelle, e a sostenere una lunga e estenuanti riabilitazioni nell'ospedale Kiryu. Sebbene la ragazza sia orfana e pare si sia ormai rassegnata a vivere da sola, è nondimeno possibile scorgere in lei il suo desiderio di poter rivedere i genitori ancora una volta. La giovane frequenta la scuola situata proprio all'interno della città ospedaliera, dove è circondata da amici, assieme ai quali fa parte di un club che si occupa di ricerche sugli aeroplanini di carta. Un giorno, mentre è in ritardo per l'inizio delle lezioni (classico cliché) si scontra un misterioso ragazzo: si tratta di un nuovo studente Yuya Kanzaki, che ha cambiato scuola pochi giorni prima dell'inizio delle vacanze estive. Proprio nel momento in cui Yuya aiuta Aiko a rimettersi sulla sedia dopo l'urto, la ragazza, sorprendendo tutti, riesce ad alzarsi da sola. Yuya è un ragazzo tenebroso, ma che sin dalla sua prima apparizione sembra conoscere la protagonista più di quanto non dia a vedere, tanto che le è costantemente vicino, sia fisicamente, che emotivamente. Iniziate le vacanze estive, Aiko, accompagnata dalle amiche e dal nuovo studente, si dirige tristemente a casa. Qui Yuya si comporta misteriosamente: allontana improvvisamente Aiko dal resto del gruppo e la porta via, dicendole che è l'unica soluzione per porre fine al Burst. Intanto, appaiono due auto appostate fuori la casa della ragazza, che non accingono ad allontanarsi. Inizia così un lungo inseguimento automobilistico per le vie della città, che si conclude quando Yuya e Aiko raggiungono il confine con quello che è noto come il Distretto: una sorta di ghetto dove, per una motivazione ancora sconosciuta, vivono quelli che appaiono essere reietti della società. Nel Distretto Yuya accompagna la giovane studentessa da un gruppo di sovversivi, che le rivelano che in realtà il suo corpo è un falso. I sovversivi si dichiarano disposti a tutto pur di aiutarla a recuperare il corpo originale, utilizzando il corpo fantoccio di Aiko.

Un futuro lontano

Non vogliamo sbilanciarci eccessivamente sulla trama di A.I.C.O. Incarnation, ma a un primo sguardo sembra essere ricca di spunti interessanti, sebbene abbiamo la sensazione che molti di questi non siano stati ancora accennati nel primo episodio. Soffermandoci solo sulla prima puntata, non abbiamo avuto l'occasione di capire bene cosa sia effettivamente accaduto al mondo in cui si svolgono gli eventi; così come non sappiamo esattamente cosa sia quella creatura melmosa che appare all'inizio. Lodevole sicuramente è il design grafico dei personaggi: apprezzabile il contrasto tra il tratto dei protagonisti, un po' tondeggiante nel viso, e la rappresentazione della materia misteriosa che imperversa per le strade della città, e che non sfigurerebbe in un'opera dai toni più horror. Eppure, non siamo ancora sicuri che i disegni possano colmare la mancanza rappresentata da uno sviluppo psicologico che, almeno per ora, sembra abbastanza generico e scontato. In realtà, l'intero incipit della serie soffre di qualche problematica legata a degli sviluppo un po' scontati, oltre a un uso del tempo discutibile. Se infatti vi è sembrato che abbiamo dedicato troppo spazio alla descrizione di Aiko, è perché lo stesso accade nel primo episodio di A.I.C.O.: quasi l'intera durata della puntata si concentra sull'elemento descrittivo, mentre solo pochi minuti finali sono lasciati ad un affrettato sviluppo effettivo della trama.

Ciononostante, nulla viene realmente chiarito, e a completare la sensazione di vaghezza lasciata da questo primo episodio c'è l'inserimento di scene che in teoria dovrebbero accrescere l'alone di mistero che circonda i fatti narrati in A.I.C.O., ma che in realtà sembrano essere messi a caso, e che rappresentano un elemento di disturbo più che un gioco di suspense. Speriamo (o meglio, preghiamo) che Murata e Nomura abbiano previsto dei chiarimenti per le puntate future che ci permettano di stravolgere l'opinione che abbiamo al momento di questo lavoro, ma per ora sentiamo odore di delusione. Eppure, una vocina ci dice che A.I.C.O. Incarnation potrebbe regalarci 12 episodi ricchi di colpi di scena: staremo a vedere.

A.I.C.O. Incarnation Sebbene la prima puntata non sia riuscita a coinvolgerci pienamente, forse a causa dei cliché o di personaggi sin troppo stereotipati, possiamo dire che il comparto tecnico può vantare disegni e animazioni ben curati e dettagliati, oltre a musiche che vanno ad aumentare la tensione delle scene drammatiche dei primi minuti, ma riescono a dare una piacevole sensazione di quiete e pace nei momenti in cui impariamo a conoscere la protagonista. Il desiderio di vedere quali inaspettati risvolti assumeranno gli eventi, e di approfondire meglio il background dei personaggi e dell’intera storia, ci fanno ben sperare su questa seconda produzione animata targata Netflix.