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Beastars: un sorprendente anime in CGI su Netflix

Finalmente anche su Netflix Italia arriva Beastars, adattamento anime del manga di Paru Itagaki a cura dello studio Orange.

Beastars: un sorprendente anime in CGI su Netflix
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Netflix ce l'ha fatto sudare, ma infine ci siamo. L'adattamento anime di Beastars è finalmente disponibile per tutti gli abbonati all'edizione italiana del servizio streaming diversi mesi dopo la trasmissione giapponese. Per chi non lo sapesse si tratta della trasposizione animata di un vero e proprio gioiellino del fumetto orientale, l'omonimo manga di Paru Itagaki pubblicato sulla rivista Weekly Shonen Champion. Beastars però si discosta parecchio dai suoi congeneri, a partire dallo stile e dal nucleo narrativo: l'opera è ambientata in un mondo popolato da animali antropomorfi in un sistema che a molti ricorderà lo splendido Zootropolis della DIsney. Solo che, a differenza del cartoon occidentale, l'anime realizzato da Orange Animation e pubblicato da Netflix propone contenuti molto più maturi in una bella e intrigante parabola sulla dicotomia tra carnivori ed erbivori, prede e cacciatori, forti e indifesi. Un gioco che diventa lotta di classe, che alla base di tutto mette il complicato legame tra un giovane lupo e un avvenente coniglietta nana.

La luna e la bestia

In questa sede vogliamo condividere con voi qualche impressione preliminare sulla prima stagione di Beastars, composta di 12 episodi e tratta dai primi volumi dell'ottimo manga che in Italia potete leggere grazie a Planet Manga, la sottoetichetta di Panini Comics. La storia si svolge in un liceo che, di riflesso alla società in cui vivono i protagonisti, ha delle regole ben specifiche: carnivori ed erbivori devono convivere pacificamente, mangiare carne è vietato, cedere agli istinti feroci è il più atroce dei crimini. Ma in questo scenario, una scuola privata chiamata Istituto Cherryton, la quotidianità viene sconvolta dall'omicidio di un erbivoro, probabilmente ad opera di un predatore. Il sospetto e la paura si insinuano nella scolaresca mentre gli studenti piangono la scomparsa del povero Tem, membro del Club di Teatro del Cherryton. Il protagonista è Legoshi, un lupo che reprime i suoi istinti, timido e schivo, temuto e perlopiù odiato dai compagni per il suo aspetto inquietante. Legoshi lavora dietro le quinte del Club di Teatro, ma la sua particolare natura e l'incredibile forza bruta che tende a reprimere attirano le attenzioni di Rouis, un elegante e popolare cervo che guida il Club e punta ad ottenere il titolo di Beastar, cioè un animale in grado di ispirare gli altri e combattere le discriminazioni tra erbivori e carnivori.

Ma Legoshi è tormentato dai suoi istinti predatori e, come se non bastasse, la piccola e avvenente Haru piomba nella sua vita. Quest'ultima è una coniglietta nana del terzo anno, mal vista da gran parte degli studenti a causa del suo carattere libertino: è, in sostanza, la classica "ragazza facile" della scuola, una sfasciacoppie che dietro tanta spavalderia nasconde in realtà un forte senso di insicurezza.

Tra vita quotidiana e un forte senso di mistero legato alla morte del povero Tem, la trama di Beastars verte sulla continua tensione tra Legoshi e Haru, ma anche tra Legoshi e il suo "Io" carnivoro. Un gioco sensuale, dolce, romantico, ma anche macabro e pericoloso, un vero e proprio thriller psicologico la cui scrittura riuscirà a catturarvi sin dal primo episodio.

Una storia sorprendente

Beastars è insomma un anime che merita? Assolutamente sì. È uno shonen molto atipico, dai temi maturi e dalla messinscena cruda. Purtroppo, come nei canoni di Orange Animation, l'anime è realizzato in 3DCG e per questo motivo il comparto estetico della produzione non rende totalmente giusizia alle splendide tavole di Paru Itagaki.

Nonostante ciò, l'anime Netflix sa distinguersi ugualmente per direzione artistica: si fa apprezzare per il suo design, peculiare e molto caratterizzato, ma anche per l'utilizzo dei colori e dell'illuminazione. È però, almeno stando alla visione dei primissimi episodio, soprattutto la regia ed elevarsi, con uno storytelling davvero efficace e una direzione a tratti surrealista, fatta di maschere ed espressioni continuamente distorte. Un apparato visivo che, spesso e violentieri, sfiora addirittura il body horror, soprattutto nell'esercizio dei primissimi piani o nell'esaltazione dei movimenti e delle zanne dei carnivori. Potete guardare questo anime sia in lingua originale con sottotitoli in italiano (cosa che vi consigliamo, poiché le voci giapponesi svolgono un lavoro egregio) sia completamente doppiato in lingua nostrana. Il doppiaggio italiano ci sembra tutto sommato buono, senza particolari guizzi recitativi. Ne parleremo meglio a prodotto finito, anche per valutare meglio i momenti più drammatici. Intanto vi consigliamo caldamente la visione di Beastars, e vi raccomandiamo di non saltare per alcun motivo la sigla iniziale: realizzata in stop motion e accompagnata da un piacevolissimo brano a metà tra il pop e il jazz, vi assicuriamo che è un piccolo e splendente gioiellino audiovisivo.