Blue Lock: un anime sportivo tra sogno ed incubo

Iniziamo ad esplorare da vicino uno degli anime più entusiasmanti di questo palinsesto autunnale 2022: Blue Lock. Buona lettura.

Blue Lock: un anime sportivo tra sogno ed incubo
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Il 1° agosto del 2018 sulle pagine di Weekly Shonen Magazine di Kodansha appariva un nuovo manga spoken, in salsa calcistica, altamente innovativo pronto a scardinare le regole del gioco (leggete perché secondo noi Blue Lock è uno spokon atipico). Il manga in esame è appunto Blue Lock, disegnato da Yusuke Nomura con i testi di Muneyuki Kaneshiro.

In brevissimo tempo il fumetto conquista tutti grazie alla sapiente amalgamazione di elementi tipici del survival horror con componenti appartenenti invece all'iconico genere spoken. Ad ogni modo era abbastanza prevedibile un adattamento animato, ed eccoci arrivati all'omonima serie televisiva, sbarcata su Crunchyroll nei primi giorni di Ottobre. Serie prodotta dallo Studio 8-Bit e diretta da Tetsuaki Watanabe, con l'aiuto di Shunsuke Ishikawa (in qualità di assistente).

Blue Lock: il sogno ha inizio

Il primo episodio si apre subito in medias res, mostrandoci i minuti conclusivi della sfida calcistica tra due istituti superiori giapponesi. Il liceo Ichinan e l'istituto Matsukaze Kokuoh, dell'astro nascente Ryosuke Kira.

L'Ichinan è sotto di una rete a zero tuttavia l'attaccante di talento, nonché protagonista dell'opera, Isagi Yoichi sta conducendo l'assalto finale e si ritrova a pochi metri dalla porta avversaria. Tutto sembrerebbe procedere per il verso giusto, tuttavia la tipica mentalità giapponese dello spirito di sacrificio e del duro gioco di squadra non porterà ai risultati sperati.

Al termine della partita il nostro Isagi Yoichi non se la passa assolutamente bene, è afflitto dai sensi di colpa e pensa di aver buttato all'aria il suo futuro calcistico. Arrivato a casa però scoprirà di essere stato convocato/selezionato da una strana organizzazione, la quale sta per avviare un altrettanto strano progetto.
Il ragazzo si ritroverà con altri 299 attaccanti all'interno di una struttura chiusa ed isolata, capitana dal coach Ego Jinpachi. Il misterioso selezionatore li ha radunati con il preciso obiettivo di formare un futuro campione, degne erede dei vari Messi e Cristiano Ronaldo. Il progetto Blue Lock sta per iniziare e tutti i partecipanti dovranno combattere, palla al piede, per sopravvivere pena l'esclusione definitiva dalla nazionale giapponese.

Alla scoperta dello Squid Game calcistico

Gli anime e manga a tema sportivo rappresentano un porto sicuro per molti autori e per altrettanti lettori e telespettatori, inutile ribadire l'importanza storica di un'opera come Capitan Tsubasa del geniale Yoichi Takahashi; pertanto non di rado veniamo travolti dalle storie di entusiasmanti giocatori che spesso sognano di vincere il mondiale con il loro amato Giappone.

Mondiale, in qualche modo, vero e proprio leitmotiv dell'opera in esame, in quanto il progetto Blue Lock nasce proprio con lo scopo di creare il fenomeno che porterà il Giappone a conquistare l'ambita coppa del mondo. Fin qui tutto bene, anzi l'inizio è dei più tipici spoken calcistici ma basta davvero poco per cambiare le carte in tavola. Il punto di ritrovo dei 300 giovani attaccanti, selezionati per il progetto Blue Lock, richiama o meglio anticipa con lungimiranza una delle serie più eclatanti degli ultimi anni: Squid Game (leggete la nostra recensione di Squid Game).

I nostri giovani attaccanti, un po' come gli sventurati Seong Gi-hun, Cho Sang-woo o Jang Deok-su, in un primo momento pensano di essere finiti in una sorta di "scherzi a parte", tuttavia vengono presto convinti dalle dettagliate spiegazioni e motivazioni del nefasto coach Ego Jinpachi. Un po' come succederà in Squid Game (ricordiamo che la serie coreana è del 2021 mentre l'anime è tratto da un manga del 2018) all'interno della struttura, che ospiterà i ragazzi, si svolgeranno dei veri e propri micro-game; giochi che assegneranno un punteggio a coloro che li porteranno a termine, eliminando invece gli sconfitti. Ed ecco che in questo primissimo episodio verremo a conoscenza del cosiddetto Onigokko. Una sorta di palla avvelenata, laddove il giocatore dovrà colpire, con il pallone, l'avversario; un gioco molto violento in quanto si potrà ricorrere anche a tecniche di combattimento con calci e spintoni, l'unica regola è quella di non toccare la palla con le mani. Un giochino in salsa calcistica si trasforma in una lotta alla sopravvivenza, degna dei migliori survival.

Contropiedi, combattimenti e momenti horror

Tetsuaki Watanabe fin dai primi minuti dà sfoggio di una grande regia altamente post-moderna; oltre a riprendere con gusto alcuni particolari tipici del calcio, dai doppi passi a repentini cambiamenti di fronte, propone quasi una messinscena vicina ai battle shonen. Ed ecco che il più classico uno contro uno si trasforma in un duello western scandito da primissimi piani su gli occhi, campi e contro-campi, montaggio serrato e slow-motion centellinati e usati nel massimo climax dell'azione.

Regia che cambia nuovamente quando il nostro Isagi Yoichi inizierà l'avventura/disavventura del Blue Lock. Qui Tetsuaki Watanabe, con l'aiuto di Shunsuke Ishikawa, ricorre a frangenti orrorifici-visionari con la telecamera che esplora i meandri della mente del nostro protagonista; una selva oscura e selvaggia dove predomina il grigio con fitte ombre nere che si solidificano e si moltiplicano improvvisamente riempendo lo schermo; una cornice vicina agli horror di alta classe, degna dei migliori esponenti del genere. Una direzione davvero estroversa per il genere, connotata da un carattere fortemente loquace e simbolico: il calcio è come la vita, bisogna essere aggressivi e agire con la giusta determinazione. A proposito di battle shonen poi iniziamo ad intravedere una serie di personaggi davvero particolari che sicuramente ci delizieranno nel corso della serie con skill calcistiche d'avanguardia.

Blue Lock Il primo episodio di Blue Lock inizia in maniera assai entusiasmante con la giusta inventiva, riproponendo gli elementi iconici del manga omonimo: dai classici spunti tipici del genere spokon, a puri frangenti orrorifici vicini ai survival game. Validissima poi la regia di Tetsuaki Watanabe che dopo un incipit combattivo a tema calcistico ci delizia con stratagemmi tecnici che richiamano i battle shonen più avvincenti.Un inizio promosso senza riserva. Da guardare assolutamente.