Burn the Witch: arriva l'anime tratto dal nuovo manga di Tite Kubo

Stregati dai trailer di questi ultimi giorni, siamo corsi subito a vedere il primo episodio di Burn the Witch ed ecco a voi le nostre prime impressioni.

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In attesa della trasposizione animata della saga finale di Bleach, possiamo ammirare sul piccolo schermo l'anime tratto dal nuovo lavoro di Tite Kubo: Burn the Witch è uno shonen dal gusto urban fantasy approdato inizialmente nella forma di one-shot sulla rivista Weekly Shonen Jump nel 2018 e successivamente tornato in pubblicazioni con ben quattro capitoli, che chiudono una sorta di prima stagione di Burn the Witch.

Draghi, streghe e tsundere

Realtà e fantasia si fondono, la Londra che noi tutti conosciamo si mescola con una Londra Occulta. In quest'ultima vivono le persone che possono vedere i draghi - non ci è ancora dato sapere secondo quali regole - creature di entità grottesche che in passato hanno causato il 72% delle morti nella Londra di Facciata. In funzione di questi fatti, per proteggere sia l'uomo che i draghi, nel 1609 è stata emanata la "Legge di divieto di contatto coi draghi" e i trasgressori vengono puniti con cento anni di prigione o, peggio ancora, con la pena di morte.

In seguito facciamo anche la conoscenza delle due protagoniste dell'anime, intente a cacciare delle creature magiche. Le due ragazze hanno caratteri totalmente opposti: da una parte troviamo la bionda Ninny Spangcole, 2° ufficiale di protezione della Wing Bind (abbreviato in WB) nel mondo magico ed idol nel mondo normale. Ninny è la strega più grande tra le due anche se il suo carattere non lo dimostra affatto, riproponendo perfettamente lo stereotipo della tsundere che vive per il prestigio e l'orgoglio.

Dall'altra parte Noel Niihashi 1° ufficiale di protezione della WB e comune studente londinese, molto più tranquilla e pacata, anche se con un forte interesse per il denaro. Entrambe sono responsabili dell'unico civile in tutto il regno che può entrare in contatto con i draghi, poiché possiede il ruolo di Dragonclad. Egli è Balgo Parks, un umano sempre nei guai per via della sua immaturità nel prendersi cura del suo Drago-cane Osushi.

Per la sua particolare attitudine di Dragonclad, rappresenta una vera e propria calamita per draghi e problemi che dovranno risolvere periodicamente le due streghe, cosa che accadde anche nel proseguire dell'episodio, dove le due eroine saranno inseguite per tutta la città da un Drago Oscuro.

L'esistenza di Balgo non è gradita dal corpo decisionale supremo della WB proprio per la sua tendenza a creare, anche se involontariamente, scompiglio nella città. La sua vita è perennemente a rischio e l'episodio termina lasciando nello spettatore un senso di incompiutezza sul destino di un personaggio travolgente con un buon effetto cliffhanger.

Studio Colorido: giovane sì, ma con un enorme potenziale

Lo Studio Colorido sorprende soprattutto sul piano visivo, dando vita ad una fedelissima trasposizione del primo capitolo del manga di Tite Kubo. Il comparto tecnico, seppur non perfetto, riesce ad essere comunque soddisfacente, sia per quanto concerne l'estetica sia per il sonoro.

La visione si alterna tra uno stile d'animazione tradizionale all'utilizzo della computer grafica, contaminando a volte le due tecniche con risultati perlopiù gradevoli e animazioni ben fatte. Nonostante l'assenza di una opening, che molto spesso rappresenta il cuore pulsante di una produzione anime, le musiche e gli effetti sonori risultano ottimi, trasmettendo le sensazioni di un immaginario vivo e intrigante.