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Castlevania 3: le nostre prime impressioni sulla nuova stagione

Stando ai primi tre episodi della nuova stagione di Castlevania creata da Warren Ellis, purtroppo le aspettative non sembrano averci ripagato.

Castlevania 3: le nostre prime impressioni sulla nuova stagione
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Dopo aver analizzato il trailer Castlevania 3, abbiamo visionato in anteprima i primi episodi della nuova season, che purtroppo ci hanno suscitato forti dubbi sulla qualità di questo nuovo blocco di episodi. La serie di Powerhouse Animation ha vissuto fin dagli inizi di alti e bassi, riuscendo comunque in linea generale a intrattenere gli spettatori in maniera efficace senza però arrivare mai a vette d'eccellenza. Le prime puntate della terza season potranno comunque risultare a più di qualche spettatore come un semplice proseguimento di quanto visto in precedenza, con tutti i pregi e i difetti caratteristici della serie.

Un setting familiare

La scelta degli autori di non cambiare periodo storico (nonostante le due stagioni precedenti ambientate a distanza di poco tempo una dall'altra) ha portato inevitabilmente molti fan a porsi più di qualche dubbio su questo aspetto.
La trama generale riparte quindi dopo gli eventi di Castlevania 2, con Alucard, Trevor e Sipha pronti a cominciare una nuova vita dopo la morte di Dracula.

Il primo problema della serie risiede proprio nella caratterizzazione dei personaggi, purtroppo (almeno per quanto visto finora) poco approfonditi e in alcuni casi addirittura depotenziati a livello concettuale. Trevor e Sipha, infatti, in queste prime puntate risultano ammantati da un tono eccessivamente infantile e scanzonato, poco adatto a immergere lo spettatore nelle atmosfere dark della serie. Ad Alucard invece, seppur ben caratterizzato, è stato in realtà dato poco spazio; da questo punto di vista si sarebbe potuto fare molto di più, focalizzandosi maggiormente sulla sua condizione di esiliato.

Un'altra problematica riguarda il ritmo; durante l'incedere della narrazione si avverte una vera e propria discrepanza tra le sequenze più concitate e quelle di dialogo. Le scene action, seppur non molto presenti, intrattengono piuttosto bene grazie ad animazioni fluide in grado di regalare una grande sensazione di fisicità durante gli scontri. Il problema è che questi particolari momenti non sono supportati in nessun modo dalle sequenze di dialogo, spesso dilatate in maniera eccessiva senza una particolare ragione.
Spesso ci ritroveremo quindi a incorrere in lunghe parti discorsive (spesso futili o semplicemente ridondanti) contrapposte a sequenze action ben gestite.
Il risultato finale è quindi un prodotto dal ritmo altalenante, capace in numerosi momenti di destabilizzare in maniera marcata lo spettatore, che si ritroverà partecipe di eventi poco avvincenti e molto spesso privi di mordente.

L'importanza dei villain

Il problema più grande di questa prima tornata di episodi, senza starci a girare molto attorno, risiede nella mancanza dello storico nemico principale: Dracula.
Nonostante alcuni difetti strutturali, le due serie precedenti sono riuscite a valorizzare con forza la nemesi dei protagonisti, soprattutto per l'ottimo lavoro svolto da Warren Ellis, il creatore dello show, riguardo la caratterizzare del principe delle tenebre, reso il più possibile umano e tridimensionale.

La stessa Carmilla, che qui ritorna a capo di un gruppo di agguerrite vampire, non riesce in alcun modo a sopperire alla mancanza di Dracula, rivelandosi poco incisiva soprattutto in funzione dei suoi obiettivi finali, in linea generale davvero poco coinvolgenti. La stessa scelta di concentrarsi in maniera eccessiva su personaggi come Isaac (protagonista oltretutto di una delle sequenze in assoluto più noiose della serie) non fanno altro che spingere l'opera sui binari della ripetitività, attraverso sequenze prive di mordente soprattutto da un punto di vista narrativo.
A livello tecnico, invece, la serie sembra aver fatto dei passi in avanti, grazie ad animazioni appaganti e a modelli dei personaggi ora più definiti rispetto al passato.

Apprezzabile il lavoro svolto riguardo il character design delle creature mostruose, capace di ricalcare quanto di buono visto in passato propendendo per una varietà maggiore rispetto alle prime due stagioni.

Buono anche l'utilizzo degli effetti particellari impiegati soprattutto in funzione degli attacchi magici lanciati dai vari personaggi, seppur per il momento sia ancora troppo presto per dare un giudizio definitivo sulla componente action, nonostante sia in assoluto l'aspetto migliore della serie.

Castlevania 3 Seppur a malincuore, non possiamo che constatare la qualità altalenante dei primi episodi di Castlevania 3. Non pochi i difetti, specialmente per quanto riguarda la narrativa e i meccanismi di evoluzione dei personaggi. Non resta quindi che attendere qualche giorno per scoprire se questa terza stagione riuscirà a salvarsi in extremis o se confermerà le le nostre prime impressioni non del tutto positive.