Demon Slayer: le nostre prime impressioni sul manga di Kohoyaru Gotouge

Una delle nuove leve di Weekly Shonen Jump debutta finalmente in Italia, grazie a Edizioni Star Comics: scopriamo Demon Slayer.

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Tra le nuove leve di Weekly Shonen Jump approdate in Italia degli ultimi tempi, sulla scia di The Promised Neverland e Dr. Stone, c'è Demon Slayer: Kimetsu no Yaiba, affascinante opera di Koyoharu Gotouge che di recente ha ricevuto anche un adattamento animato, trasmesso in simulcast su VVVVID.it con un episodio in programmazione ogni sabato sera. Il manga è pubblicato in Italia da Edizioni Star Comics, che di recente ha portato sui nostri scaffali il primo tankobon dell'opera. L'abbiamo sfogliato, curiosi di avventurarci in una delle nuove perle dell'intrattenimento nipponico, e a conti fatti non siamo rimasti per niente delusi dal primo volumetto.

Fratello e sorella

Tanjiro è un giovane gentile e servizievole, che vive tra le montagne con la sua famiglia e si guadagna da vivere vendendo il carbone presso gli insediamenti a valle. Il protagonista è rimasto senza padre, ragion per cui si prende cura con amore e perseveranza tanto dei fratelli più piccoli quanto di sua madre. Siamo, all'incirca, all'alba del ventesimo secolo e il Giappone è ancora terra di misticismo, folklore e cultura feudale. Non solo: sull'umanità intera grava la minaccia dei demoni, esseri spietati e famelici che si dubita ancora che esistano, ma i cui racconti infestano la memoria dell'essere umano come un presagio oscuro e mortifero.

La vita di Tanjiro, purtroppo, è destinata ad assumere tinte tragiche molto presto e proprio a causa di queste creature: dopo essersi attardato, una notte, ed aver dormito lontano da casa per evitare di imbarcarsi in una traversata notturna nei cupi boschi montani, il nostro torna a casa soltanto per trovarvi uno spettacolo macabro e drammatico. Tutta la sua famiglia è stata sterminata da un gruppo di demoni, ma solo sua sorella Nezuko sembra essere sopravvissuta alla carneficina.

In seguito, Tanjiro scoprirà l'orribile verità: dopo essere entrata in contatto con il sangue di demone, Nezuko è a sua volta diventata una creatura mangia-uomini, e fa per avventarsi sul fratello per divorarlo a sua volta. La determinazione di Tanjiro, il suo affetto incondizionato per la sorellina e il coraggio del giovane, però, innescherà una curiosa catena di eventi: un samurai di nome Giyu Tomioka compare all'improvviso tra le fronde e, paventando il suo ruolo di Demon Slayer, cerca di eliminare Nezuko.

Il guerriero rimane però colpito dal legame tra i due fratelli, e soprattutto dall'incapacità di Nezuko non soltanto di divorare gli uomini, ma persino dalla sua ferrea volontà che le impone di proteggere Tanjiro, nonostante sia trasformata nel corpo e nello spirito in un demone famelico. L'epopea di Tanjiro inizia da qui, da un evento traumatico che finisce con l'innescare un'epopea volta a trovare una cura per la sua sfortunata sorellina: il suo viaggio inizierà con l'addestramento presso Sakonji Urokodaki, volto ad acquisire le abilità necessarie a sostenere la prova finale per diventare un cacciatore di demoni. Forte di questa investitura, Tanjiro farà di tutto per trovare un demone che possa svelargli come riportare la dolce Nezuko alla normalità.

Le potenzialità di Demon Slayer

Non è mai facile introdurre nell'industria dei manga battle shonen un'idea che risulti una vera ventata d'aria fresca, ma Demon Slayer sembra una di quelle opere in possesso di tutte le carte in regola per esserlo. Al netto di qualche personaggio e situazioni un po' stereotipati, infatti (un eroe che dà la caccia ai demoni in un Giappone feudale pieno di filklore non è esattamente il più originale degli spunti), la scrittura risulta originale e profonda.

Le dinamiche portate in scena nel primo tankobon, evidenziano temi maturi e una certa propensione alla drammaturgia, elementi che già di per sé rendono Kimetsu no Yaiba un manga da tenere d'occhio. La narrativa interessante è poi accentuata dal tratto dell'autrice, estremamente delicato ma anche dettagliato quanto basta per confezionare un'opera visivamente peculiare. Stando a quanto abbiamo letto nel primo tankobon, forse, alla sensei Gotouge manca un po' del dinamismo tipico dei grandi autori di questo genere. Abbiamo però letto un volumetto uscito, ormai, circa tre anni fa in Giappone: da allora lo stile dell'autrice sembra andato migliorandosi pian piano, e noi non vediamo l'ora di assistere all'evoluzione (narrativa e grafica) di Demon Slayer.

Demon Slayer (manga) Forse l'immaginario di partenza non è tra i più originali, ma la scrittura di Demon Slayer risulta interessante al pari di un design molto delicato. Forse all'autrice manca un po' di dinamismo negli scontri, ma Kimetsu no Yaiba avrà modo di migliorare ed evolversi col tempo. E non vediamo l'ora, insieme a Edizioni Star Comics, di scoprirlo.